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mercoledì 6 agosto 2025

Acrostico di agosto (pacifista)

Antares antagonista di Ares 
Giunge gioioso giocando 
Oltre ogni ostilità 
Sta seduto sorridente 
Tutto torna tranquillo 
Ogni orrore è obliato 



mercoledì 15 settembre 2021

Lunatica

Della serie "lunatica". [69] Quattro destrier via più che fiamma rossi al giogo il santo evangelista aggiunse; e poi che con Astolfo rassettossi, e prese il freno, inverso il ciel li punse. (Orlando Furioso).
Pensierino. Sprona pure i tuoi rossi cavalli, ma non sperare di trovare il senno di Orlando sulla luna.

domenica 29 agosto 2021

L'infinita vanità del tutto

GIACOMO LEOPARDI A SE STESSO Or poserai per sempre, stanco mio cor. Perì l'inganno estremo, ch'eterno io mi credei. Perì. Ben sento, in noi di cari inganni, non che la speme, il desiderio è spento. Posa per sempre. Assai palpitasti. Non val cosa nessuna i moti tuoi, né di sospiri è degna la terra. Amaro e noia la vita, altro mai nulla; e fango il mondo. T'acqueta omai. Dispera l'ultima volta. Al gener nostro il fato non donò che il morire. Omai disprezza te, la natura, il brutto poter che, ascoso, a comun danno impera, e l'infinita vanità del tutto. (dai "Canti")

domenica 7 marzo 2021

Gli animali domestici e noi

Non ci sono più i gatti e i cani di una volta: adesso l'atavica lotta tra questi animali sembra si sia persa come se tutte e due le razze avessero capito che non ne vale la pena, possono benissimo convivere senza problemi. Non c'è necessità di lottare per il cibo che gli viene recapitato da premurosi padroni nelle loro ciotole. Non c'è necessità di lottare per un posto al caldo d'inverno, né viene negato loro di uscire, anzi vengono accompagnati. Forse siamo tornati ad una società che tiene in grande considerazione (almeno) gli animali domestici. Forse riusciremo a raggiungere questo obiettivo anche per gli altri animali che continuiamo ad allevare per alimentarci. 
Sarebbe già un ottimo risultato che limitassimo il consumo di carni a 1 o 2 volte la settimana. 


 

martedì 8 settembre 2020

Da niente

 


Un niente perduto in un giardino, eppure apre orizzonti incredibili, prospettive nuove ed affascinanti.

mercoledì 26 agosto 2020

venerdì 14 agosto 2020

Muri

 


Pensierino. C'è sempre qualche muro nella vita che si para davanti. Non sempre è un ostacolo: può segnare un limite non valicabile, certo, ma può essere anche una méta da raggiungere, un riparo dal vento, un luogo d'incontro per quelli che stanno al di qua, una difesa da quelli che stanno al di là. Non lo vedo come un limite, ma come un segnale, un qualcosa che ti impone di fermarti, di guardare e cercare di capire. 

martedì 17 settembre 2019

Invecchiando

In una intervista nel 1975 in RAI2 (mai trasmessa) Enzo Biagi chiede a Pier Paolo Pasolini -Lei ha detto che "invecchiando si diventa allegri". Perché?-
PPP risponde -Perché si ha meno futuro e quindi meno speranze e questo è un grande sollievo"-

mercoledì 4 settembre 2019

L'isola a mezzogiorno

Il traghetto che da Olbia porta a Piombino si infila nell'arcipelago toscano. Prima solo mare, piatto, uniforme, incredibilmente vuoto. Un'isola appare ad un tratto come se uscisse calda e vaporosa dall'acqua. Non conosco il suo nome: potrebbe essere l'Isola del Giglio, non di sicuro l'Isola di Montecristo che misteriosamente si nasconde per tutta la giornata per apparire solo al tramonto o all'alba. Ma potrebbe essere anche la Xiros del racconto di Julio Cortazar, raggiunta dal mio traghetto a seguito di un fantastico dirottamento verso l'Egeo (Cortazar ne sarebbe contento). L'aria di mare non porta fin sulla nave i profumi di quelle isole toscane che conosco bene: odori di rosmarino e alloro selvatici, di salvia al gusto di salsedine. L'odore di salvia è la stesso della macchia raggiunta da Marini (lo steward che fugge dal suo lavoro sulla linea Roma-Teheran per rifugiarsi sull'isola che vedeva ogni viaggio a mezzogiorno passando con l'aereo) nella sua scalata alla collina che domina il mare. Ma su Xiros c'è anche il profumo del timo.
Chi non ha mai pensato di rifugiarsi su un'isola per vivere di pesca come lo steward Marini? 
A dir la verità ho conosciuto una persona che non l'avrebbe mai fatto: era il mio amico Nino. Lui ci aveva provato ad andare su un'isola in vacanza: l'aveva scelta un po' grande (l'Isola d'Elba) , ma non di meno dopo due giorni aveva cominciato a girare in macchina per l'isola come un calabrone dentro un paralume. Gli sembrava di stare stretto, di sentirsi soffocare come in una cella, di aver bisogno di spazi aperti e quel mare gli pareva un muro opprimente. Anche il mare con il suo costante sciabordio, lo innervosiva, come il ticchettio di un orologio a cucù in una notte insonne.
Come ho cercato di raccontarvi non è necessario veder cadere il proprio aereo come ha fatto Marini per essere riportati pesantemente alla realtà. 


domenica 16 dicembre 2018

Elide e Arturo o della tenerezza

L'operaio Arturo Massolari faceva il turno della notte, quello che finisce alle sei. (...) Arrivava a casa tra le sei e tre quarti e le sette, cioè alle volte un po' prima alle volte un po' dopo che suonasse la sveglia della moglie, Elide. (...) Il letto era come l'aveva lasciato Elide alzandosi, ma dalla parte sua, di Arturo, era quasi intatto, come se fosse stato appena rifatto allora. Lui si coricava dalla propria parte, per bene, ma dopo allungava una gamba in là, dov'era rimasto il calore di sua moglie, poi ci allungava anche l'altra gamba, e così a poco a poco si spostava tutto dalla parte di Elide, in quella nicchia di tepore che conservava ancora la forma del corpo di lei, e affondava il viso nel suo guanciale, nel suo profumo, e s'addormentava. (...)
Elide andava a letto, spegneva la luce. Dalla propria parte, coricata, strisciava un piede verso il posto di suo marito, per cercare il calore di lui, ma ogni volta si accorgeva che dove dormiva lei era già caldo, segno che anche Arturo aveva dormito lì, e ne provava una grande tenerezza.
da Italo Calvino, Gli amori difficili, racconto L'avventura degli sposi, Oscar Mondadori.

Pensierino. Ecco, ci vorrebbe solo una piccola, inconsistente tenerezza per riempire il grande vuoto di un'anima. Ma anche questa minuscola consolazione spesso ci è (inspiegabilmente) negata. 


martedì 18 settembre 2018

Ho trovato Dio, o forse no...

In compagnia di Waldo sono entrato
nel bosco e ho trovato Dio.

Forse perché non c'erano
prediche funzioni preghiere
spargimento d'incenso confessioni.

(Franco Marcoaldi, Tutto qui, Einaudi, p. 64)

Pensierino. Non ho un cane e mi aggiro nei boschi (forse) inutilmente.


I venti di Mario Vargas Llosa

 Il protagonista di questo libretto di Vargas Llosa si reca una mattina con l'amico Osorio ad una manifestazione contro la chiusura di u...