E' apparsa all'improvviso, inaspettata, col suo carattere rosso fiammeggiante, nel posto più anonimo e insensato (davanti al Pio Albergo Trivulzio di Milano), in un pomeriggio qualsiasi immerso nella calura, torrida della città, con i suoi implacabili 34 gradi che arroventano asfalto e pietre dei marciapiedi.
Il carattere non è di quelli sfrontatamente cubitali o leziosamente arzigogolati, non ci sono inutili abbellimenti, improbabili cuori o patetici fiori di contorno. La scritta è semplice e termina con un imperativo punto esclamativo, come a voler esprimere un sentimento forte, solido, tosto.
Ah quanta vernice sciupata in questi anni, me ne accorgo solo ora, di fronte alla scritta: Amore
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