Nell'epilogo al romanzo Domani nella battaglia pensa a me (Einaudi), Javier Marias scrive:
Quando si parla della vita di un uomo o di una donna, quando se ne traccia una ricapitolazione o un riassunto, quando se ne racconta una storia o la biografia, in un dizionario o in una enciclopedia o chiacchierando tra amici, si è soliti raccontare ciò che quella persona ha portato a compimento e ciò che è effettivamente accaduto....
E dimentichiamo quasi sempre che le vite delle persone non sono soltanto questo: ogni percorso si compone anche delle nostre perdite e dei nostri rifiuti , delle nostre omissioni e dei nostri desideri insoddisfatti, di ciò che una volta abbiamo tralasciato o non abbiamo scelto o non abbiamo ottenuto, delle nostre possibilità che nella maggior parte dei casi non sono giunte a realizzarsi - tutte tranne una, alla fine ci ha abbandonato. Insomma, noi persone forse consistiamo tanto in ciò che siamo quanto in ciò che siamo stati , tanto in ciò che è verificabile e quantificabile e rammemorabile quanto in ciò che è più incerto , indeciso e sfumato, forse siamo fatti in ugual misura di ciò che è stato e di ciò che avrebbe potuto essere.
Pensierino. Siamo tante possibilità mancate o accadute.