domenica 29 marzo 2020

Accoppiamenti giudiziosi (o forse no)

Prendo a prestito il titolo di un romanzo di Carlo Emilio Gadda per fare un gioco sui libri della mia libreria. In tempi di coronavirus si finisce per fare quei lavori che mai e poi mai avremmo pensato di portare a termine come ad esempio mettere in ordine alfabetico i libri di casa nella speranza (o illusione) di poterli "trovare" più facilmente alla bisogna in futuro.
Così l'accoppiamento tra i libri avviene per puro ordine alfabetico e con grande sorpresa ci si trova a "sposalizi" davvero curiosi. 

Alcuni esempi:

D'ANNUNZIO, GABRIELE, ALCYONE 
D'AVILA, TERESA IL CASTELLO INTERIORE

DE MARTINO, ERNESTO MORTE E PIANTO RITUALE 
DE ROBERTO, FEDERICO, LA SORTE

DE' PAZZI, MARIA MADDALENA, LE PAROLE DELL'ESTASI 
DEAGLIO, ENRICO, LA BOMBA

FREUD, SIGMUND, SOGNI NEL FOLCLORE 
FRUTTERO & LUCENTINI, L'IDRAULICO NON VERRà

GARIN, EUGENIO, L'UMANESIMO ITALIANO 
GARY, ROMAIN, BIGLIETTO SCADUTO

GUACCIO, FRATE, TRATTATO DI DEMONOLOGIA 
GUALTIERI, MARIANGELA, CAINO

HEUMAN, ANDRES FRATTURE
HILLESUM, ETTY DIARIO 1941-1943

JOYCE, JAMES I MORTI
JUNG, CARL G. GLI ARCHETIPI DELL'INCONSCIO COLLETTIVO

LANDOLFI, TOMMASO VIOLA DI MORTE
LANZA, ADRIANO IL DéMONE TOCCATOCI IN SORTE

MANZONI, ALESSANDRO I PROMESSI SPOSI. LA COLONNA INFAME
MARASCO, WANDA IL GENIO DELL'ABBANDONO

MARìAS, JAVIER DOMANI NELLA BATTAGLIA PENSA A ME
MASCIOLO, VINCENZO IL PENSIERO ORIGINALE CHE HO COMMESSO

MORANTE, ELSA MENZOGNA E SORTILEGIO
MORESCO, ANTONIO L'ADDIO

OSSOLA, CARLO IL CONTIMENTE INTERIORE
OVIDIO, PUBLIO NASONE LE METAMORFOSI

PALEY, GRACE PICCOLI CONTRATTEMPI DEL VIVERE
PANSA, GIANPAOLO MA L'AMORE NO

PARIANI, LAURA QUESTO VIAGGIO CHIAMAVANO AMORE
PARISE, GOFFREDO IL RAGAZZO MORTO E LE COMETE

PASCARELLA, CESARE LA SCOPERTA DE L'AMERICA E ALTRI SONETTI
PASCOLI, GIOVANNI LIMPIDO RIVO

PERMUNIAN, FRANCESCO DALLA STIVA DI UNA NAVE BLASFEMA
PESSOA, FERNANDO IL BANCHIERE ANARCHICO

PERMUNIAN, FRANCESCO DALLA STIVA DI UNA NAVE BLASFEMA
PESSOA, FERNANDO IL BANCHIERE ANARCHICO

SAPIENZA, GOLIARDA L'UNIVERSITà DI REBIBBIA
SARAMAGO, JOSé CAINO

SEMINERIO, DOMENICO SENZA RE Né REGNO
SERAO, MATILDE IL VENTRE DI NAPOLI

SIMENON, GEORGES PIOGGIA NERA
SMITH, PATTY IL SOGNO DI RIMBAUD

SOFRI, ADRIANO CHI è IL MIO PROSSIMO
SOLDATI, MARIO UN VIAGGIO A LOURDES

TABUCCHI, ANTONIO NOTTURNO INDIANO
TANIZAKI, JUN'ICHIRO LIBRO D'OMBRA

TERZANI, TIZIANO IN ASIA
TESTORI, GIOVANNI IL PONTE DELLA GHISOLFA

TRILUSSA TUTTE LE POESIE
TUROLDO, DAVID MARIA CANTI ULTIMI

VAN DER LEEUW, J.J. DEI IN ESILIO
VARAGINE, JACOPO DA LEGGENDA AUREA VOL I, II

VIVIANI, CESARE CREDERE ALL'INVISIBILE
VOLTAIRE CANDIDO
VON FRANZ, MARIE LOUISE ALCHIMIA

WOOLF, VIRGINIA ORLANDO
XINGJIAN, GAO LA MONTAGNA DELL'ANIMA












sabato 28 marzo 2020

Dormono dormono sulla collina vicino a Piazza Fontana

Leggendo La bomba. Cinquant'anni di Piazza Fontana di Enrico Deaglio (Feltrinelli editore) scopro che non solo Giovanni Pinelli e Luigi Calabresi si conoscevano (ma questo era quasi inevitabile visto che Calabresi era incaricato dalla Questura di "seguire" i movimenti extraparlamentari), ma anche che tra i due c'era una certa stima reciproca. Per Natale del 1968 il Capo dell'Ufficio politico della Questura, Antonino Allegra e il vicecommissario Calabresi regalarono a Pinelli un libro di Enrico Emanuelli Mille milioni di uomini un reportage del giornalista de La Stampa nella Cina di Mao Tse Tung, libro per altro che parlava della rivoluzione cinese con toni tutt'altro che "ostili". Nell'agosto dell'anno successivo, siamo a cinque mesi dalla strage della Banca dell'Agricoltura di Piazza Fontana, Pinelli contraccambiò il regalo con quello che considerava il libro della sua vita, condiviso in questa passione dalla moglie Licia: l' Antologia di Spoon River di Edgar
Lee Master nella traduzione di Fernanda Pivano. C'era forse una sottile ironia in questi due regali: evidente quella del Capo dell'Uffici politico e del suo vice, più sottile quella di Pinelli in quanto l'editore di quel libro, Giangiacomo Feltrinelli, era considerato dalla Questura come la "mente" di trame eversive e , dopo lo scoppio della bomba alla Banca dell'Agricoltura, anche l'organizzatore degli attentati di Milano e di Roma. Questi rapporti apparentemente "cordiali" non impedivano alla Questura di mantenere una stretta sorveglianza del Circolo Ponte della Ghisolfa e di autorizzare fin dall'agosto del 1969 le intercettazioni del telefono di casa Pinelli.
Del prima e dopo del 12 Dicembre sappiamo ormai tutto di quello che è successo e dei responsabili: Franco Freda e Giovanni Ventura dell'organizzazione fascista Ordine Nuovo come organizzatori, Delfo Zorzi come esecutore della strage, Carlo Maria Maggi come organizzatore (condannato in seguito all'ergastolo in via definitiva per la strage di piazza della Loggia) e Giancarlo Rognoni come basista.
Sappiamo anche dei depistaggi organizzati principalmente dall'Ufficio Affari Riservati del Viminale che aveva immediatamente inviato suoi uomini a Milano: per loro la strage era sicuramente stata organizzata e attuata da settori anarchici di Milano, tesi subito abbracciata dal Questore di Milano Marcello Guida.
Da qui l'arresto di Pietro Valpreda e di Giuseppe Pinelli e di tanti altri anarchici del Circolo Ponte della Ghisolfa.
Come è noto Giuseppe Pinelli morì nella notte tra il 15 e il 16 dicembre 1969 precipitando da una finestra della questura di Milano, dove era trattenuto (oltre le 48 ore di fermo di polizia) per accertamenti in seguito all'attentato.
Di questa morte si sono fatte molte ricostruzioni, famosa quella di Dario Fo Morte accidentale di un anarchico; Deaglio nel suo libro riporta la testimonianza del Tenente dei Carabinieri Savino Logato, che era presente nella stanza dove era interrogato Pinelli, che confida: "Pinelli non si è ucciso, è stato un incidente", infine nel 1972 c'è la "verità giudiziaria" del giudice incaricato di indagare, Gerardo D'Ambrosio,  che concluse scrivendo che Pinelli era morto per un "malore attivo" che lo ha fatto precipitare dalla finestra.
   
Il 20 dicembre 1969 si svolsero i funerali di Giuseppe Pinelli, al cimitero di Musocco, a cui parteciparono la famiglia, i compagni anarchici e alcuni intellettuali come Franco Fortini (che ne scriverà un resoconto giornalistico), Vittorio Sereni, Marco Forti e Giovanni Raboni. Successivamente, il corpo di Pinelli sarà traslato nel cimitero degli anarchici di Turigliano, vicino a Carrara, e sulla lapide verrà apposta una poesia di Edgar Lee Masters, Carl Hamblin.


Carl Hamblin
(epitaffio sulla tomba dell'anachico Giuseppe Pinelli)

La macchina del Clarion di Spoon River fu distrutta
ed io spalmato di pece e coperto di penne,
per aver pubblicato questo il giorno in cui gli Anarchici
vennero impiccati a Chicago:

"Vidi una donna bellissima con gli occhi bendati
eretta sui gradini di un tempio di marmo.
Grandi moltitudini passavano davanti a lei,
sollevando la faccia ad implorarla.
Nella mano sinistra teneva una spada.
Brandiva quella spada, colpendo a volte un bimbo, a volte un operaio,
ora una donna che tentava sottrarsi, ora un folle.
Nella destra teneva una bilancia;
nella bilancia venivano gettati pezzi d'oro
da quelli che schivavano i colpi del1a spada.
Un uomo con la toga nera lesse da un manoscritto:
"Ella non rispetta gli uomini."
Poi un giovanotto col berretto rosso
balzò al suo fianco e le strappò la benda.
Ed ecco, le ciglia erano corrose
dalle palpebre imputridite;
le pupille bruciate da un muco latteo;
la follia di un'anima morente
le era scritta sul volto -
ma la moltitudine vide perché portava la benda."


Luigi Calabresi fu assassinato nel maggio 1972, da aderenti a Lotta Continua (così è stato stabilito in tre gradi di giudizio). Verranno condannati Leonardo Marino (reo confesso), Giorgio Pietrostefani, Ovidio Bompressi e Adriano Sofri. 

Pensierino. Nell'ottobre del 1969 iniziavo l'università alla Statale di Milano. Ne ho un'eco lontana di questi avvenimenti, come se fossero successi 100 anni fa. Passavo tutti giorni davanti alla Banca dell'Agricoltura scendendo dalla Metro a Piazza Duomo e percorrendo il marciapiede dell'Arcivescovado arrivavo in Via Larga. La storia mi passava di fianco ed io non me ne rendevo conto.

venerdì 20 marzo 2020

Il manuale per diventare pazzi

Gentile dottor professor scienziato Edison,
...
Non mi dica che non sa come diventare pazzo...Se vuole Le mando un manuale con le istruzioni per impararlo.
(Laura Pariani, Questo viaggio chiamavamo amore, Einaudi



Pensierino. Oggigiorno c'è un manuale per tutto ormai, quindi perché non dovrebbe essercene uno per diventare pazzo ?

mercoledì 18 marzo 2020

Come si sente, signor Campana?

"Come si sente, signor Campana?" mi domanda il dottore quando viene a trovarmi. Con la voce monotona che sempre usa con me. E le sue parole sembrano arrivarmi molto da lontano.
Io al solito rispondo "Non mi sento". E anche se lui storce la bocca in un falso sorriso, io ribatto che è la pura verità. Non è infatti questione di sentirsi bene o male. Non sento me stesso. Quel "signor Campana" a cui allude, non so chi sia.
Laura Pariani, Questo viaggio chiamavano amore, Einaudi, 2015

Questo è un dialogo tra Dino Campana e lo psichiatra Carlo Pariani in una delle visite nell'Ospedale Psichiatrico di Castel Pulci dove il poeta è stato ricoverato. Dino Campana morirà in questo luogo nel 1932.

Laura Pariani ricostruisce a suo modo il viaggio di Dino Campana in Argentina avvenuto presumibilmente tra l'autunno del 1907 e la primavera del 1909. Un viaggio di cui non si hanno tracce se non un timbro sul passaporto del poeta ed un imbarco da Genova per Montevideo, dove il poeta scompare nella pampa. Qualcuno sostiene (Ungaretti) che questo viaggio non ci sia mai stato. Certamente Dino Campana ha cercato sempre di fuggire, vivendo di espedienti e piccoli lavori e girando il mondo, pur di andare altrove, pur di allontanarsi dalla madre e dalle delusioni di un ambiente letterario che non lo capiva (l'esperienza di Firenze con la rivista Lacerba diretta da Giovanni Papini e Ardengo Soffici). 
Questa voglia di "evadere" è così radicale da lo fa evadere anche da se stesso: "Non mi sento" fa dire la Pariani a Campana. 

Pensierino. Quante volte abbiamo avuto la sensazione di "non sentirci", come se la vita fosse di qualcun altro ? Forse è un auspicio, per qualcuno una maledizione.



domenica 8 marzo 2020

Le cautele sull'uso della memoria

Ché la memoria va trattata con cautela.
(Laura Pariani, Questo viaggio chiamavano amore, Einaudi, 2015).

Pensierino. Non ho mai trattato la memoria con cautela, confidando, evidentemente, nel potere curativi del tempo: (pensavo) i ricordi si addolciscono oppure quando sono terribili a volte si cancellano, per una sorta di igiene mentale. Ma la memoria fa dei brutti scherzi, ti sorprende, quando meno te lo aspetti e ti butta addosso cose che mai ti saresti aspettato, finite in qualche angolo e prese all'amo da particolari assolutamente insignificanti. A far da esca può essere una immagine, una musica, un profumo, un riflesso di sole sul vetro della finestra. Per me la migliore rimane la musica: come potrebbe essere altrimenti con un padre musicista.

venerdì 6 marzo 2020

La notte

La notte da Canti Orfici di Dino Campana

1. Ricordo una vecchia città, rossa di mura e turrita, arsa su la pianura sterminata nell'Agosto torrido, con il lontano refrigerio di colline verdi e molli sullo sfondo. Archi enormemente vuoti di ponti sul fiume impaludato in magre stagnazioni plumbee: sagome nere di zingari mobili e silenziose sulla riva: tra il barbaglio lontano di un canneto lontane forme ignude di adolescenti e il profilo e la barba giudaica di un vecchio: e a un tratto dal mezzo dell'acqua morta le zingare e un canto, da la palude afona una nenia primordiale monotona e irritante: e del tempo fu sospeso il corso.


In debito

In debito

Quello con te è un debito
che mai potrò saldare: mi hai
offerto casa nella vita e vita
nella casa. Esiste forse modo,
per me, di ricambiare?

Franco Marcoaldi

Pensierino. No, non vuoi che ricambio nulla e così mi devo arrendere al fatto che quel tuo gesto era gratuito. Ora hai chiuso anche quella piccola finestra aperta tra noi e quel gesto rimane senza riscatto.



Pomeriggio al Parco Sempione