venerdì 30 marzo 2018

Il risveglio dell'anima

J. J. VAN DER LEEUW, DEI IN ESILIO

Il risveglio dell'anima
Noi siamo simili a Prometeo, incatenati alla roccia della materia, ma finchè ondiveniamo coscienti di quello che siamo veramente, non ci accorgiamo affatto diessere prigionieri, di essere esuli. Così potrebbe vivere uno che nei giorni dellagiovinezza fosse stato bandito dalla terra natia, e per molti anni avesse abitatofra genti straniere, a mala pena ricordando, nelle privazioni e nella miseriadell'esilio, di aver conosciuto luoghi diversi.Ma un giorno gli avviene di udire una canzone che conosceva nella suagiovinezza; allora, in un subito spasimo, egli ricorda tutto quel che ha perduto,rendendosi con dolore conto di essere in esilio, lontano da tutto quanto gli eracaro. Da questa rimembranza rinasce la nostalgia per la terra natia, e si fa piùforte di quanto non sia mai stata. Allora soltanto cominciano la sofferenza e lalotta: sofferenza per la coscienza di quello che ha perduto, lotta per tentare diriconquistarlo.

Pensierino. Mi affascina il fatto che sia una canzone ad evocare ricordi e quindi nostalgie. Anche se per me rimane la fotografia l'oggetto principe del ricordo.




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