mercoledì 30 aprile 2008
J.L. Borges, Elogio dell'ombra
La vecchiaia (è questo il nome che gli altri gli danno)
può essere per noi il tempo più felice.
E' morto l'animale o quasi morto.
Vivo tra forme luminose vaghe
che ancora non son tenebra.
...
Nella mia vita son sempre state troppe le cose;
Democrito di Abdera si strappò gli occhi per pensare;
il tempo è stato il mio Democrito.
...
Posso infine scordare. Giungo al centro,
alla mia chiave, all'algebra,
al mio specchio.
Presto saprò chi sono.
può essere per noi il tempo più felice.
E' morto l'animale o quasi morto.
Vivo tra forme luminose vaghe
che ancora non son tenebra.
...
Nella mia vita son sempre state troppe le cose;
Democrito di Abdera si strappò gli occhi per pensare;
il tempo è stato il mio Democrito.
...
Posso infine scordare. Giungo al centro,
alla mia chiave, all'algebra,
al mio specchio.
Presto saprò chi sono.
Alberto Arbasino, L'Ingegnere in blu
Un vecchio conte rientrando a casa dal Circolo incontra un contino amante della contessa moglie che ne sta uscendo, e scuote il capo:"Cossì zovane e zà a puttane"...
martedì 29 aprile 2008
Commento elettorale
G.B.Shaw ,“Molti vedono le cose così come sono e si domandano il perché. Io sogno di cose che non sono mai state e mi domando perché no?”
C'è chi ha preferito inseguire la deriva a destra (feroce) di questi anni rinunciando al sogno di cose che non sono mai state.
Ora raccoglie i frutti amari.
A intanto a Roma il Micio (nero) festeggia...
LA LIBBERTA' DER GATTO di Trilussa
- Uscite, uscite, Sorci! – disse un Micio che da un pezzetto stava a denti asciutti.
- A costo de qualunque sacrificio combatteremo pe’ la libbertà! Cacio e lavoro! Libertà pe’ tutti! E in quanto ar resto… Dio provvederà!
– «Giacché è sonata l’ora der riscatto,» pensò un Sorcetto «quasi quasi sòrto…»
defatti sortì subito; ma er Gatto je disse: - Tutti liberi!... Però voi ciavete er codino troppo corto: questo nu’ lo permetto!
– E l’ammazzò.
Ndr Ogni riferimento reale è puramente casuale...
C'è chi ha preferito inseguire la deriva a destra (feroce) di questi anni rinunciando al sogno di cose che non sono mai state.
Ora raccoglie i frutti amari.
A intanto a Roma il Micio (nero) festeggia...
LA LIBBERTA' DER GATTO di Trilussa
- Uscite, uscite, Sorci! – disse un Micio che da un pezzetto stava a denti asciutti.
- A costo de qualunque sacrificio combatteremo pe’ la libbertà! Cacio e lavoro! Libertà pe’ tutti! E in quanto ar resto… Dio provvederà!
– «Giacché è sonata l’ora der riscatto,» pensò un Sorcetto «quasi quasi sòrto…»
defatti sortì subito; ma er Gatto je disse: - Tutti liberi!... Però voi ciavete er codino troppo corto: questo nu’ lo permetto!
– E l’ammazzò.
Ndr Ogni riferimento reale è puramente casuale...
lunedì 28 aprile 2008
Carlo Emilio Gadda, Notte di luna

"Un'idea , un'idea non sovviene, alla fatica de' cantieri, mentre i sibilanti congegni degli atti trasformano in cose le cose e il lavoro è pieno di sudore e di polvere."
E' Lunedì, giornata mondiale per la sicurezza sul posto di lavoro. Forse quell'immagine di lavoro descritta da Gadda può sembrare arcaica nell'economia dominata dal terziario. Ma il lavoro "de' cantieri" , "pieno di sudore e di polvere", esiste ancora. E come una maledizione ("lavorerai col sudore della fronte") continua a macinare vittime (morti e infortunati). E fatica, tanta fatica.
venerdì 25 aprile 2008
giovedì 24 aprile 2008
I Bamba e i Coglioni
M.Twain: Il diario di Adamo ed Eva
Dal diario di Eva.
“Se mi chiedo perché lo amo, scopro che non lo so, e che in realtà non mi importa; suppongo che questo amore non sia un frutto del ragionamento e delle statistiche. Amo certi uccelli per il loro canto, ma non amo Adamo per il suo modo di cantare. No, non è per quello; più canta e meno mi piace. Tuttavia gli chiedo di cantare perché voglio imparare ad amare tutto ciò che lo interessa. Sono certa di poter imparare perché in principio non riuscivo a sopportare il suo canto e ora invece ci riesco. Fa inacidire il latte, ma non importa: posso abituarmi anche al latte cagliato. Non è per la vivacità del suo intelletto che lo amo, non, non è per quello. Non che lo si debba biasimare per il suo intelletto, perché non è stato lui a crearlo; lui è come Dio lo ha fatto, e tanto basta. C’era in lui un buon proposito di questo ne sono certa. Col tempo si svilupperà, anche se penso che la cosa avverrà lentamente. Non è per i suoi modi aggraziati e rispettosi, né per la sua delicatezza che lo amo. No, sotto questi aspetti lascia un po’ a desiderare, ma va abbastanza bene così com’è e poi sta migliorando. Non è per la sua industriosità che lo amo –no, non è per quello. Penso che sia innata in lui, e non so perché me la nasconda. Non è per la sua cultura che lo amo –no, non è per quello. E’ un autodidatta; in realtà conosce un infinità di cose, solo che non stanno come pensa lui. Non è per la sua cavalleria che lo amano, non è per quello. E’ una caratteristica del suo sesso e il suo sesso, non lo ha fatto lui. E allora perché lo amo? Semplicemente perché è maschio, credo.”
“Se mi chiedo perché lo amo, scopro che non lo so, e che in realtà non mi importa; suppongo che questo amore non sia un frutto del ragionamento e delle statistiche. Amo certi uccelli per il loro canto, ma non amo Adamo per il suo modo di cantare. No, non è per quello; più canta e meno mi piace. Tuttavia gli chiedo di cantare perché voglio imparare ad amare tutto ciò che lo interessa. Sono certa di poter imparare perché in principio non riuscivo a sopportare il suo canto e ora invece ci riesco. Fa inacidire il latte, ma non importa: posso abituarmi anche al latte cagliato. Non è per la vivacità del suo intelletto che lo amo, non, non è per quello. Non che lo si debba biasimare per il suo intelletto, perché non è stato lui a crearlo; lui è come Dio lo ha fatto, e tanto basta. C’era in lui un buon proposito di questo ne sono certa. Col tempo si svilupperà, anche se penso che la cosa avverrà lentamente. Non è per i suoi modi aggraziati e rispettosi, né per la sua delicatezza che lo amo. No, sotto questi aspetti lascia un po’ a desiderare, ma va abbastanza bene così com’è e poi sta migliorando. Non è per la sua industriosità che lo amo –no, non è per quello. Penso che sia innata in lui, e non so perché me la nasconda. Non è per la sua cultura che lo amo –no, non è per quello. E’ un autodidatta; in realtà conosce un infinità di cose, solo che non stanno come pensa lui. Non è per la sua cavalleria che lo amano, non è per quello. E’ una caratteristica del suo sesso e il suo sesso, non lo ha fatto lui. E allora perché lo amo? Semplicemente perché è maschio, credo.”
mercoledì 23 aprile 2008
Canaletto, Capriccio
lunedì 21 aprile 2008
La Grande morìa

Trionfo della morte, già a Palazzo Sclafani, Galleria regionale di Palazzo Abatellis, Palermo (1446), affresco staccato
Con il termine di Peste nera (o Grande morte o, come veniva definita in origine, la Grande morìa) ci si riferisce normalmente alla epidemia che imperversò in tutta Europa tra il 1347 e il 1352 uccidendo almeno un terzo della popolazione del continente. Epidemie identiche scoppiarono contemporaneamente in Asia e in Vicino Oriente, il che fa supporre che l'epidemia europea fosse parte di una più ampia pandemia mondiale.
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I venti di Mario Vargas Llosa
Il protagonista di questo libretto di Vargas Llosa si reca una mattina con l'amico Osorio ad una manifestazione contro la chiusura di u...


