domenica 24 febbraio 2013

Non credere all'alba (ma bisogna pure andare)

Non credere all'alba
non credere al merlo
lui è ottimista
già svolazza da un cespuglio all'altro
nel giardino pieno di ombre.
Non credere nemmeno alla luce
che filtra dal grigio spugnoso del cielo
non riuscirà a sconfiggere
la notte raggelata.
Non credere sopratutto
alla falsa speranza
che promette luce
a buon mercato.
Forse l'alba non ci sarà.
(Alba del 24/02/13)


Il vecchio esita quando posa
il piede sulla porta, nell’uscire di casa:
lo chiama indietro una voce
(che non c’è) querula, che gli ricorda
e lo spaventa – quello che si deve fare
dentro la casa, per star sicuri
quando si è fuori;

ma fuori intanto – quante figure
di qua, di là, quante strade
se si abita in una piazza, quante mattine
se si vive in una città
dotata di clima mite, quante mattine,
di qua, di là…

Mentre esita, si rimprovera
l’esitazione: tempo ce n’è poco,
meglio rischiare adesso che in gioventù;
per quanto tempo ancora si potrà
attraversare la piazza, ce lo lasceranno fare
quelli che corrono e non vogliono vedere
strisce bianche, canizie…
(Marina Mariani, Il gioco delle costruzioni, Quasar, 2000)

5 commenti:

  1. la tua foto accompagna bene questi versi, forti e crudeli, come la vita

    RispondiElimina
  2. Ancora non canta il merlo.
    Ancora il gelo
    ci indurisce il cuore.

    RispondiElimina
  3. Che bell'atmosfera si respira sempre da queste parti, quanta poesia straripa dalle parole e dalle immagini!

    RispondiElimina
  4. Piantala Nidia sennò mi monto la testa...-:))))

    RispondiElimina

I commenti non sono moderati. Si confida nei lettori che vogliono lasciare una traccia del loro passaggio.