giovedì 6 luglio 2017

Eppure le loro vite erano piene di stanchezze

Ogni notte giacevano tremando dal freddo, ma non più comunicativi, nella loro infelicità, di un paio d'imposte sbattute dal vento. A volte molti giorni o settimane passavano senza parole. Non erano proprio vecchi avevano appena cinquant'anni, eppure, le loro vite erano piene di stanchezza, di una profonda assenza del bisogno di parlare, di una miseria che forse Ii legava come un disastro troppo grande per essere messo in discussione ma che tuttavia Ii lasciava separati e senza alcun desiderio di comprendersi. Forse, tanti anni prima, quella lunga abitudine al silenzio poteva essere stata propiziata da un momento di collera o passione. Oggi chi avrebbe saputo dirlo?

(da Eudora Welty, Una coltre di verde, La sirena, Racconti edizioni, 2017)

3 commenti:

  1. Sottile piacere del bello
    Grande Guglielmo
    Maurizio

    RispondiElimina
  2. Mi fa venire i brividi solo a leggerlo.
    Meglio una buona solitudine, ma per quella ci vuole coraggio, un coraggio che non scofini nella follia, sennò diventa un'altra cosa...

    RispondiElimina
  3. Pare che amore e disamore siano divisi da una linea impercettibile, un po' come capita tra "normalità" e follia... forse, semplicemente, la materia (amore o follia) ci sfugge...

    RispondiElimina

I commenti non sono moderati. Si confida nei lettori che vogliono lasciare una traccia del loro passaggio.