venerdì 26 ottobre 2007
Piero Meldini, L'antidoto della malinconia
Chi da grave infermità del corpo, o da disperazione immedicabile, sia stato sospinto laggiù dove si incontrano le linee di fuga dell'esistenza; chi abbia una volta bussato alla porta degli Inferi, e sia stato a un soffio - appena un soffio - dal varcarla, sa che c'è un punto oltre il quale le sofferenze si placano e quasi si spengono. Quando, crollate le ultime difese, sopravvive la resa senza condizioni, allora una stupefazione misericordiosa cauterizza il dolore. La mente si ritira in spazi sempre più angusti. Affrancati dallo scorrere del tempo, giaciamo immobili e dimentichi: ormai trasparenti a noi stessi.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Acrostico doppio di Aprile
Ah Adamo pratichi paradisi raccogli ranuncoli imiti l’infinito Lascia l’eterno!
-
Si te veco: me veco. Si mme vire: te vire. Si tu parle, c’è l’eco e chist’eco song’i. Si te muove: me movo. Si te sento: me sento. Si ...
-
Il miracolo segreto è uno dei racconti che compone il libro Finzioni di Jorge Luis Borges che in Italia è noto per la traduzione di Franco L...
Nessun commento:
Posta un commento
I commenti sono moderati per evitare sgradite sorprese.