Leggo sul dizionario etimologico che l'accidia deriverebbe dal greco: akedia, composto da a privativo e kedos cura. Ma "non aver cura" di che? Sarebbe un'inerzia o pigrizia che in particolare, nel lessico religioso, diventerebbe negligenza nel far del bene.
Dunque...
L'accidia non è una pigrizia generica: è il disinteresse indifferente verso l'azione, in particolare verso un'azione migliorativa, benefica, l'esilio dell'iniziativa e, quindi, della crescita. L'etimo ci mette in luce questo fenomeno come una mancanza di cura, perciò un vuoto di moto curioso.
Se questa è la definizione (le disquisizioni filosofiche con variegate sfumature in questa sede non ci interessano), il mondo sta sprofondando nell'accidia.
Pare che ci sia una gara non solo a non fare nulla di buono, ma a scoraggiare chi, pervicacemente, cerca di fare qualcosa in questa direzione. L'argomento "principe" che si usa per questa operazione di sottile dissuasione è semplice e persuasivo: "tu fai questo solo per tuo tornaconto personale", "non vuoi il bene per tutti, ma il tuo bene". Parte dunque questo tarlo insidioso da una sostanziale sfiducia nell'altro, una diffidenza che pervade ogni rapporto, minando la convivenza.
Chi è abituato a vivere in ambiti politici locali o persino in associazioni di volontariato di varia finalità, può constatare i danni che ha fatto questo tarlo dell'accidia.
Spero sia solo un "ciclo" destinato ad esaurirsi, ma non vedo ancora come se ne possa uscire.
Chi è abituato a vivere in ambiti politici locali o persino in associazioni di volontariato di varia finalità, può constatare i danni che ha fatto questo tarlo dell'accidia.
Spero sia solo un "ciclo" destinato ad esaurirsi, ma non vedo ancora come se ne possa uscire.
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I Vizi Capitali Giotto, Cappella degli Scrovegni (Padova) |
Non se ne esce, temo.
RispondiEliminaSarà dura uscirne. Credo ci vorrà qualche generazione. Si dovrà imparare a fare tanti passi indietro, imparare a comprendere ciò che davvero conta nella vita. Metto in lista il rispetto per l'Altro, per l'ambiente, per la vita in generale, per le regole, che ognuno è abituato a farse le da sé ormai.
RispondiEliminaSarà dura uscirne. Credo ci vorrà qualche generazione. Si dovrà imparare a fare tanti passi indietro, imparare a comprendere ciò che davvero conta nella vita. Metto in lista il rispetto per l'Altro, per l'ambiente, per la vita in generale, per le regole, che ognuno è abituato a farse le da sé ormai.
RispondiEliminaSarà dura uscirne. Credo ci vorrà qualche generazione. Si dovrà imparare a fare tanti passi indietro, imparare a comprendere ciò che davvero conta nella vita. Metto in lista il rispetto per l'Altro, per l'ambiente, per la vita in generale, per le regole, che ognuno è abituato a farse le da sé ormai.
RispondiEliminaNon è impossibile uscirne e questo per ora ci deve bastare...
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