martedì 10 giugno 2008

Mago di Oz


“Mago di Oz, dammi un cervello”, chiese lo Spaventapasseri
“Mago di Oz, dammi un cuore”, chiese il Boscaiolo di latta
“Mago di Oz, dammi il coraggio”, chiese il Leone codardo
“Potrei avere cervello, cuore e coraggio, Mago di Oz?”

lunedì 9 giugno 2008

Spina

Una spina, su quel sentiero lungo il Naviglio
La gomma della bicicletta si è sgonfiata lentamente
Il tempo di arrivare a casa

Basta niente
E quel poco di spinta che avevi
Per tener duro e raggiungere una provvisoria méta
Si affievolisce per una gomma bucata

Te l'eri cercata
Il temporale aveva portato su quello stradino tanti rami con le spine
Era prevedibile
Eppure, questa volta, la méta sembrava davvero così vicina

sabato 7 giugno 2008

Morire di lavoro, un film di Daniele Segre


Interviste a operai edili e parenti delle vittime da infortunio sul lavoro. Uno spaccato della "normale illegalità" di un settore produttivo importante del nostro Paese. Lavoro nero, caporalato, cantieri abusivi, grandi opere, tutti sanno come si lavora nessuno affronta il problema.

giovedì 5 giugno 2008

Koka


Liberatoria.

Io sottoscritto Koka Cane, nato qualche anno fa e residente in bel posto comodo
AUTORIZZO
la pubblicazione su internet delle immagini che mi ritraggono riprese dal sig. Guglielmo (mio vicino di casa).
Ne vieto altresì l'uso in contesti che ne pregiudichino la dignità personale ed il decoro. La posa e l'utilizzo delle immagini sono da considerarsi effettuate in forma del tutto gratuita.

martedì 3 giugno 2008

Lamento della Ninfa, Monteverdi

Non havea Febo ancora
recato al mondo il dí,
ch'una donzella fuora
del proprio albergo uscí.

Sul pallidetto volto
scorgeasi il suo dolor,
spesso gli venia sciolto
un gran sospir dal cor.

Sí calpestando fiori
errava hor qua, hor là,
i suoi perduti amori
cosí piangendo va:

"Amor", dicea, il ciel
mirando, il piè fermo,
"dove, dov'è la fè
ch'el traditor giurò?"

Miserella.

"Fa' che ritorni il mio
amor com'ei pur fu,
o tu m'ancidi, ch'io
non mi tormenti più."

Miserella, ah più no, no,
tanto gel soffrir non può.

"Non vo' più ch'ei sospiri
se non lontan da me,
no, no che i martiri
più non darammi affè.

Perché di lui mi struggo,
tutt'orgoglioso sta,
che si, che si se'l fuggo
ancor mi pregherà?

Se ciglio ha più sereno
colei, che'l mio non è,
già non rinchiude in seno,
Amor, sí bella fè.

Ne mai sí dolci baci
da quella bocca havrai,
ne più soavi, ah taci,
taci, che troppo il sai."

Sí tra sdegnosi pianti
spargea le voci al ciel;
cosí ne' cori amanti
mesce amor fiamma, e gel.

A planc cale il soreli, canto di montagna

A planc cale il soreli
daûr di un’alte mont;
‘ne grande pâs e regne
che pâr un sium profont.

E lis piorutis mangjin
jarbutis che son là;
il to pinsîr oh biele
cui sa là ch’al sarà?

Il sole tramonta piano / dietro un alto monte; / regna una grande pace, / e tutto sembra / profondamente addormentato.
Le pecorelle mangiano / le erbette che sono lì; / il tuo pensiero, oh bella, / chissà dove sarà?

lunedì 2 giugno 2008

Danza macabra, Santa Maria in Binda, Nosate



Quando, nel XIV secolo, alla fine del Medioevo, le condizioni di vita divennero più facili e la gente cominciò a sentire il "piacere di vivere", proprio allora iniziò una serie di pestilenze e carestie, a partire dalla Peste Nera descritta da Boccaccio nel "Decameron", che riproposero drammaticamente il rischio di una morte disperata. Allora si cercò di reagire all'angoscia attraverso una "educazione alla morte", tramite insegnamenti capaci di staccare gli uomini dalle cose di questo mondo, e tentando di "addomesticare" la grande paura. La Danza Macabra fissa, storicamente, questo particolare momento, segnando quindi il trapasso tra il Medioevo e il Rinascimento, dove lo spettacolo della morte assunse quel significato "moderno" di angoscia e paura che ancor oggi lo accompagna. Qui a Santa Maria in Binda la morte è raffigurata come uno scheletro che invita al ballo finale un lungo corteo di religiosi: dal prevosto al vescovo, dal cardinale al Papa, ciascuno di esso mostrato con gli attributi del suo potere, gelosi detentori di un tragico quanto grottesco potere.

Saggezza orientale



"Le parole sono preziose, ma più prezioso è il silenzio".

Sono ricchissimo, il silenzio mi circonda, morbido, ci affondo dentro senza accorgermene, ma allo stesso tempo il senso mi sfugge è impenetrabile nella sua semplicità, nasconde qualcosa e, per questo, è molto simile alla nebbia, che adoro...

domenica 1 giugno 2008

Meg, Parole alate



Parole dolci
parole complicate
parole semplici
parole alate
parole inutili
parole piu’ affilate di una lama
parole fresche
parole come gocce di rugiada

parole che un cuore possono spezzare
parole che ti fanno sanguinare
parole che possono incendiare
gli animi di una rivoluzione

parole uniche
parole che in un lampo a te conducono
parole fragili
parole che poi puntano e distruggono
parole stupide
parole che non sanno dove andare
parole acquatiche
che il mare azzurro sanno attraversare

parole che un cuore possono spezzare
parole che ti fanno sanguinare
parole che possono cambiare
quello che sembrerebbe immutabile

parole magiche
parola mia d’onore
le piu’ struggenti
parole d’amore
parole al vento
parole che si perdono nel tempo
parole date
e gia’ dimenticate

parole che un cuore possono spezzare
parole che sembrano mai bastare
parole che possono cambiare
quello che sembrerebbe immutabile
parole che un cuore possono spezzare
parole che ti fanno sanguinare
parole che possono incendiare
gli animi di una rivoluzione
parole che possono cambiare
quello che sembrerebbe immutabile

Tous Les Matins du Monde - Improvisation sur les Folies

I venti di Mario Vargas Llosa

 Il protagonista di questo libretto di Vargas Llosa si reca una mattina con l'amico Osorio ad una manifestazione contro la chiusura di u...