venerdì 22 settembre 2017
lunedì 18 settembre 2017
sabato 9 settembre 2017
domenica 3 settembre 2017
Il re degli Elfi
Ian Bostridge - Erlkönig di Johann Wolfgang Goethe.
Commento. Un inizio drammatico. Incombe la tragedia dai risvolti misteriosi. Il figlio ha un incubo dovuto alla febbre. Il padre lo rassicura e cerca di condurlo in un villaggio vicino per cercare un medico.
Il re degli Elfi
Chi cavalca così tardi nella notte e nel vento?
È il padre col suo bambino;
egli stringe bene il ragazzo col braccio,
egli lo regge forte, egli lo mantiene caldo.
Figlio mio, perché nascondi così angosciosamente il tuo viso?
- Non vedi, padre, il Re degli Elfi?
Il Re degli Elfi con corona e pennacchio?
- Figlio mio, è una striscia di nebbia.
- "Tu caro bambino, vieni, vieni con me!
Giocherò con te a bellissimi giochi;
sulla spiaggia ci sono molti fiori variopinti,
mia madre ha molti vestiti d'oro."
- Padre mio, padre mio, e non senti,
cosa il Re degli Elfi mi promette sottovoce?
- Sii tranquillo, resta tranquillo, piccolo mio;
il vento bisbiglia tra le foglie secche.
- "Grazioso fanciullo, vuoi venire con me?
le mie figlie dovranno curarti bene;
le mie figlie guideranno la danza notturna,
ti culleranno, danzeranno, ti faranno addormentare col loro canto."
- Padre mio, padre mio, e non vedi là
le figlie del Re degli Elfi in quel recesso tenebroso? -
- Figlio mio, figlio mio, io vedo bene,
sono i vecchi salici a sembrare tanto grigi.
- "Io ti adoro, la tua bella figura mi affascina;
e se non sei accondiscendente, io avrò bisogno della forza."
- Padre mio, padre mio, adesso egli mi afferra!
Il Re degli Elfi mi ha procurato un dolore!
Il padre inorridisce, egli cavalca veloce,
egli stringe nelle braccia il suo bambino gemente,
raggiunge l'abitazione a stento e con affanno;
nelle sue braccia il bambino era morto.
Non ho compreso una parola, ma ho capito tutto
Franz Schubert Winterreise - Ian Bostridge and Julius Drake
giovedì 31 agosto 2017
mercoledì 30 agosto 2017
Il sogno della vecchia nuda
Carico in auto una ragazzo che vuole aspettare una persona dalla parte lombarda del Lago Maggiore. Ma anziché aspettarla a Sesto Calende sul ponte al termine del lago verso sud, questo ragazzo vuole aspettare questa persona a Luino, all'arrivo del traghetto che viene da Stresa.
Arrivati a Luino, mentre attraversiamo con l'auto un ponte, vedo con la coda dell'occhio una persona che sta buttandosi di sotto. Freno e scendo dalla macchina e mi trovo di fronte una donna anziana tutta sporca e nuda che sta per buttarsi. Le dico "Ma è nuda" e la copro con la mia giacca. La lascio lì e riprendo l'auto.
Arrivati a Luino, mentre attraversiamo con l'auto un ponte, vedo con la coda dell'occhio una persona che sta buttandosi di sotto. Freno e scendo dalla macchina e mi trovo di fronte una donna anziana tutta sporca e nuda che sta per buttarsi. Le dico "Ma è nuda" e la copro con la mia giacca. La lascio lì e riprendo l'auto.
venerdì 11 agosto 2017
L'usanza di coprire gli specchi quando muore qualcuno
L'usanza di coprire gli specchi quando muore qualcuno
[...] possiamo ora spiegarci la diffusa usanza di coprire gli specchi o di voltarli contro il muro dopo che sia morto qualcuno in casa. Si teme che l'anima proiettata fuori di una persona sotto forma del suo riflesso nello specchio possa esser portata via dallo spirito del defunto che comunemente si crede rimanga ancora per casa fino al suo funerale. Questa usanza è dunque parallela all'usanza degli Aru di non dormire in una casa dopo che qualcuno sia morto, per timore che l'anima proiettata nel sogno fuori del corpo possa incontrar lo spirito ed esser da esso portata via. La ragione per cui gli ammalati non devono guardarsi allo specchio e per cui nella camera di un malato si coprono gli specchi, diventa ugualmente evidente; in tempo di malattie, quando l'anima può volar via così facilmente, è specialmente pericoloso proiettarla fuori del corpo riflettendola in uno specchio. Questa regola è quindi precisamente parallela alla regola osservata da alcuni popoli di non permettere agli ammalati di dormire, perché nel sonno l'anima è proiettata fuori del corpo e c'è sempre pericolo che non vi possa più ritornare.
James Frazer, Il ramo d'oro, Bollati Boringhieri, 2013, p. 234.
Pensierino. Mi piace l'idea che lo spirito del defunto rimanga in una casa che ha abitato. Arrivati ad una certa età si ha più confidenza con il mondo dei defunti che con quello dei viventi.
martedì 8 agosto 2017
Il sogno del barcaiolo
Con la bici mi inoltro in un solitario sentiero di campagna. Raggiungo un ponte. L'attraverso. Vedo un uomo nel fiume che si allontana con una barca. Prendo la macchina fotografica che dispone di un teleobiettivo potente e fotografo l'uomo. Non so per quale motivo, forse perché vede un riflesso dell'obiettivo, l'uomo si accorge della mia presenza e torna verso riva e mi si avvicina. Dice:"Sai, io vado su questo fiume da tantissimi anni, ci venivo da ragazzo con mio padre che mi portava sempre con sé ed ho poi continuato a venirci da allora".
Pensierino. Non so perché, ma d'estate mi pare di sognare di più che d'inverno. Anzi quando sono in ferie (diciamo fuori dal mio solito ambiente domestico) tendo a sognare di più o forse la forzata inattività tipica del periodo mi porta a concentrarmi di più sui sogni. Sta di fatto che cercherò di riproporli così come mi vengono.
mercoledì 2 agosto 2017
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