giovedì 29 giugno 2017

La (doppia) chiave ovvero percorsi amorosi

Ho letto e riletto il misterioso racconto di Eudora Welty intitolato "La chiave". Una coppia di sordomuti aspetta il treno nella sala di una stazione sperduta nella campagna americana. Lui gioca con una chiave passandola da una mano all'altra. La chiave cade a terra ed un uomo dai capelli rossi fa per raccoglierla,  ma viene anticipato da Albert, l'uomo della coppia. Inizia un giro di pensieri tra questi personaggi e si scopre che Albert e la moglie Ellie stanno andando alle cascate del Niagara per un loro (tardivo) viaggio di nozze. Hanno risparmiato per anni con un duro lavoro per poter fare questo viaggio che dovrebbe essere il segno del loro amore immutato.
Ma perdono il treno: sono sordomuti e non si accorgono dell'arrivo del treno.

Riprende un giro di pensieri.
"Lavorare tanti anni, e poi perdere il treno" disse Ellie.
Le si leggeva sul viso che era intrepidamente sorpresa, insoddisfatta, in attesa del futuro.

Ellie scopre, dolorosamente e, forse, per la prima volta di essere infelice.

Albert dal canto suo , tenendo in tasca quella chiave, scopre che forse quella era il simbolo "non della felicità con Ellie, ma di qualche altra cosa: qualcosa che avrebbe potuto avere da solo, soltanto per sé,  qualcosa di strano e non cercato che sarebbe venuto da lui..."

Ma a questo punto c'è un colpo di scena: l'uomo dai capelli rossi estrae una chiave con l'etichetta di un hotel camera 2 e la consegna a Ellie.  L'uomo esce e si allontana "Si capiva che disprezzata e vedeva l'inutilità della cosa che aveva fatto".

giovedì 15 giugno 2017

Emozionarsi con la musica

Ci sono musiche che ricordano sempre qualcosa. Per me l'evocazione della musica è potente più di ogni altra cosa. Questo vorrà pur dire qualcosa: il linguaggio musicale è qualcosa che va oltre la parola detta e scritta, si muove in un'altra dimensione. Ridicolo sarebbe cercare di imbrigliarlo in categorie lessicali. Certo l'autore della musica si è espresso così in un contesto di emozioni preciso, ma il suo linguaggio trascende il contesto, se ne libera, va altrove e tocca corde dell'anima misteriose.

Ieri ho sentito questo concerto eseguito da una buona orchestra e una discreta violinista, ma oggi riascoltandolo con un altro interprete (e che interprete !) ho sentito "muoversi" altre emozioni.

Uto Ughi violino solista nel concerto in D maggiore di Ludwig van Beethoven, Orquesta Sinfónica de RTVE (Madrid) con Direttore Luis A. García Navarro.

domenica 11 giugno 2017

Incontri in silenzio

Ricordo che mia madre
entrava nella mia stanza
ed era maggio
e i grilli cucivano la campagna
là lontano.
Nell’aria dolce
come dopo una febbre
stavamo in quel silenzio
che entrava dappertutto.
[Nino Pedretti, Poesie in dialetto romagnolo, Villa Verucchio, 2006, p. 69]

https://youtu.be/JyvXWLYWzx0

domenica 4 giugno 2017

Il terribile silenzio di Dio

Paris Nogari, Allegoria del silenzio. 1582,affresco, Città del Vaticano, sala degliSvizzeri. L’opera testimonia ricorda il pericolo della parola. La cicogna, dovendo portare il prezioso e segreto carico nel guscio dell'uovo, non può emettere versi pena lo svelamento dello stesso
guardando il mondo
....
Io non so spiegarmi l'imperturbabilità
di Dio, e non mi spiego di non udire il
suo grave lamento, il suo urlo di collera o
d'amore, e non so vederlo ché sono in cecità
ma vorrei sentirlo almeno piangere come piango io
guardando le facce indolorate,
guardando le
facce con grave malattia terrestre,
io non so invocarlo né bestemmiarlo che
è troppo nella sottrazione e troppo
astratto per i miei chili umani...

Mariangela Gualtieri

venerdì 19 maggio 2017

Il lato oscuro del bianco


Pensierino. E' sicuramente una foto sbagliata, direbbero fotografi esperti. Ma è una di quelle cose che vengono fuori così: vuoi fare tutto in modalità "manuale" e  ti impappini tra i tempi di esposizione, l'apertura del diaframma e qualche ISO di troppo. Eppure questo fior d'arancio che emerge dall'ombra, nel giardino, all'imbrunire, qualcosa ispira. E sono pensieri (anzi pensierini) molto vicini al silenzio.

venerdì 12 maggio 2017

L'utopia del mondo di malinconia dove le parole saranno favole

L'Italia riapparirà un giorno, lo sento,
e sarà calma e gentile sotto un cielo celeste, come
qualche secolo fa. Ci saranno giardini, boschi,
belle città. Una popolazione rada e mite
vivrà in questi posti benedetti, e le parole di questo
tempo saranno favole. Avremo allora la malinconia.
Dovremo tenerIa cara. Custodirla in
templi preziosi, e in palazzi lunari come <>,elevarle
nelle campagne monumenti arborei, intestarle
fiumi e segreti corsi d'acqua (che riavremo),
e boschi - e nelle città eleganti accademie,
che saranno riapparse. Nei futuri secoli (molto
gioiosi) della malinconia, badiamo a che le ambizioni
e il lusso siano riconosciuti come quelle
tigri che sono, e la modestia e povera contentezza
della severità imperi. Che non ci siano se non
allievi e maestri di estetica e malinconia, artisti e
artigiani (cioè i più piccoli artisti), e il fare sia discreto, 
appena il necessario (come sedie, casette,
giocattoli e abiti da tre soldi o di un lusso
fantastico del solo colore).

Anna Maria Ortese, Le Piccole Persone, Adelphi, 2016 


giovedì 11 maggio 2017

Auguri mamma


Pensierino. Chi ti vede oggi dice che non riconosce più la persona di tanti anni fa. Io che ti vedo tutti i giorni sostengo che sei sempre tu.

venerdì 5 maggio 2017

L'anima parla per enigmi

"Coloro che trascorrono insieme tutta la vita... non saprebbero neppure cosa vogliono ottenere l'uno dall'altro. Nessuno potrà credere che si tratti del contratto dei piaceri amorosi... l'anima di entrambi vuole qualcos'altro che non è capace di esprimere; di ciò che vuole... essa ha una divinazione, e parla per enigmi".
 (Dal Simposio di Platone citato da Giorgio Colli, La nascita della filosofia, Adelchi, prima edizione 1975).

Pensierino. Non c'è nulla da fare. Non c'è rimedio. Un'area molto vasta di noi stessi è preclusa alla conoscenza degli altri. E' un grande mare nel quale noi stessi navighiamo senza bussola. Ogni tanto vediamo di lontano una piccola luce che crediamo subito essere un faro, ma ben presto, avvicinandoci, scopriamo essere tutt'altro, una illusione, un riflesso, un abbaglio. 
Forse è per questo che c'è qualcosa di inconoscibile per gli altri in noi stessi, perché è spesso sconosciuto anche a noi.
Siamo dunque avvolti nel mistero ?


lunedì 1 maggio 2017

1^ Maggio festa del lavoro. Un mio personale concerto.

Le nozze di Figaro, ossia la folle giornata (K 492), è la prima opera lirica di una trilogia composta da Wolfgang Amadeus Mozart su libretto di Lorenzo Da Ponte.
Le Nozze di Figaro, finita di comporre il 29 aprile, fu messa in scena al Burgtheater di Vienna, il
1º maggio, 1786 con Nancy Storace (Susanna), Francesco Benucci (Figaro) e Michael Kelly (tenore) (Basilio e Don Curzio) diretta da Mozart nelle prime due rappresentazioni e da Joseph Weigl nelle repliche.




I venti di Mario Vargas Llosa

 Il protagonista di questo libretto di Vargas Llosa si reca una mattina con l'amico Osorio ad una manifestazione contro la chiusura di u...