domenica 26 giugno 2011

Camuffamenti

C'è un uso un po' strumentale della poesia, molto di moda sui blog e non solo (basta pensare al mondo degli sms): quello di usarla per dire delle cose proprie, intime, inconfessabili, sconce, o semplicemente che riguardano la sfera dei sentimenti.
Si presenta una bella poesia, la si inquadra nel proprio contesto, la si invia per mail in risposta ad un messaggio amoroso, ad una lettera tra ex o futuri amanti e si lascia che faccia il suo "effetto". Come direbbe Jannacci "per vedere di nascosto l'effetto che fa". 
In effetti molti poeti si sono un po' prestati a questo gioco sostenendo che la poesia non è di chi la scrive , ma di chi la legge... Presa per buona questa definizione, quando a leggere questo componimento sono in due o tre persone che succede? Ciascuno la interpreterà come vuole ed il fraintendimento è assicurato!
I poeti poi sono assai parchi in spiegazioni delle loro opere, dicono in sostanza che "chi vuol intendere intenda", si nascondono, giocano a rimpiattino, truccano le carte, fanno perdere le tracce delle loro citazioni o ispirazioni. Insomma è tutto un gioco di camuffamenti, il loro. Ma quando questo gioco si sposta agli "utilizzatori finali" di poesia ed al loro sconsiderato uso di queste armi improprie, la cosa si fa assai più imbarazzante e gli esiti spesso sono dirompenti.
Conclusione (consiglio): se devi dire una cosa ad una persona, non mandarle una poesia...


mercoledì 22 giugno 2011

Il pellegrinaggio alla Madonna Dell'Arco "Lunedì in Albis" raccontato da Roberto de Simone


Ero appena entrato faticosamente tra la folla, e subito risuonarono quelle alte grida con le quali alcuni fujenti esprimono la loro devozione, e altri marcano uno stato di contagioso entusiasmo che investe i campi della labilità emotiva, del malessere interiore, dell'isteria, e, in alcuni casi, della trance mistica, dell'invasamento e della possessione.
Una donna, entrata di corsa, con grida laceranti cadde al suolo rotolandosi, e subito seguirono altre crisi accompagnate da cadute, da acutissime urla, singhiozzi, pianti e svenimenti in tutta l'area della navata centrale; e lo spazio si caricò di una tensione palpabile, indirizzata a scaricarsi verso l'immagine mariana che assunse l'enigmaticità di un idolo, il rimorso di un sacrilegio sanguinante nel muggito corale di un mare tempestoso, l'impenetrabilità di una epifania che valicava i paradigmi della ragione, e consentiva di essere sommersi da onde di tamburi, coi quali si scandiva la presenza divina sulle antiche acque del caos primigenio. O non è, il lunedì in albis a Madonna dell'Arco, una grande messa del dolore ? Un rito battesimale in cui si convogliano e si riplasmano culturalmente il malessere esistenziale, le colpe collettive, una medianità repressa, lo sgomento di essere toccati o invasi dal numinoso, come avveniva in lontani orizzonti precristiani ?
Ave Maria...ma è appropriata la salutazione angelica in una manifestazione dove l'anima collettiva rompe gli argini della storia per travolgere ciecamente, scandalosamente, gli ambiti della civiltà, del cosìddetto progresso, del cattolicesimo più intransigente e integralista?
Ovviamente, per tali motivi l'ufficialità ecclesiastica ha sempre tentato di reprimere o almeno di controllare l'aspetto più contraddittorio e vistoso di questa festa secolare,tenace espressione degli strati più marginali e disagiati della società campana. E anche quell'anno, dagli altoparlanti disposti sulla facciata del tempio mariano, le suadenti espressioni dei domenicani tentavano di contrapporsi all'urgenza emotiva del rito popolare, ora diffondendo con la voce stonata di un prete le parrocchiali melodie mariane, ora recitando le avemaria ad altissimo volume, ora invitando i fedeli a comportamenti ortodossi: - La Madonna vi comprende, ma gradisce ordine e compostezza. Fedeli, non date spettacolo! 
All'opposto, senza alcun freno, si intensificava il registro delle voci sul sagrato del tempio:

Chi è devoto
'e sta Maronna 'e ll' Arco!
Sore', 'a Maronna! 
e, sorda a ogni blandizia, la tumultuosa devozionalità si esprimeva mediante tutte le sue esuberanze coribantiche. , »
Si aveva la sensazione di assistere a un antico scontro in cui l'ufficialità faceva abuso dell'autorità repressiva dei microfoni, e la compattezza culturale di un rito extraliturgico reagiva senza lasciarsi minimamente sopraffare, come un Davide munito di primitiva fionda al cospetto della prevaricante forza di Oloferne.

Roberto de Simone, Novelle K 666 (Tra Mozart e Napoli), Einaudi, 2007

lunedì 20 giugno 2011

Una vita fa

Courmayeur
Pensierino. Si fanno sempre più foto. Ho notato che questa valanga di immagini (associata a ricordi) poi non si guarda mai. Eppure. Basta che per caso si apre una cartella e si trova un mondo che è rimasto lì, come rappreso nella sua immutabilità. Siamo noi che non siamo più gli stessi. Eppure quel mondo ha un fascino indipendentemente dal fatto che un giorno c'eravamo anche noi lì in quel determinato posto. E questa è una grande consolazione: scalfiamo pochissimo la natura.

domenica 19 giugno 2011

Prima di lanciarsi (finalmente !) in una domenica di sole



Erbarme dich,
Abbi pietà,
mein Gott, um meiner Zähren willen!
mio Dio, per amore delle mie lacrime, per loro amore!
Schaue hier,
Guarda qui,
Herz und Auge weint vor dir
il cuore e l’occhio piange davanti a te
bitterlich.
amaramente.

sabato 18 giugno 2011

Son tornato a Piancavallo

La strada, fatta costruire dal Generale Luigi Cadorna negli anni 1916/1917 per difendersi da una invasione austriaca dalla Svizzera (i generali ne sanno una più del diavolo!), è ancora oggi percorribile.

Una giornata che non prospettava che pioggia, ma non mi ha fermato qualche goccia.

Sopra montagne e nubi, sotto, a strapiombo, il Lago Maggiore

martedì 14 giugno 2011

Passerotto apprendista al volo


Pro-memoria


Ricordatevi, o voi che governate, che questo principio vale sempre anche quando il parere del popolo sovrano è diverso dal vostro. E non vale solo per questi referendum , ma anche per quelli già fatti ed approvati e che avete ignorato (in primis il finanziamento pubblico dei partiti). 

lunedì 13 giugno 2011

Stagione teatrale 2010/2011

Gli spettacolo visti in questa stagione e un piccolo commento (in corsivo le citazioni dal sito dell'Elfo).



Le mammole di Michel Marc Bouchard (traduzione di Francesca Moccagatta) regia di Lorenzo Fontana con Nicola Bortolotti, Fausto Caroli, Andrea Collavino, Lorenzo Fontana, Giancarlo Judica Cordiglia, Luigi Valentini (Elfo) [Testo durissimo. Non si comprende subito l'ambiente (una prigione) dove si confrontano 5 personaggi. La scoperta del vero assassino libera (non dalla prigione fisica ma da quella mentale) l'ingiustamente condannato.] 

Urge di e con Alessandro Bergonzoni (Elfo) [Semplicemente da vedere. Ci sono tanti spunti e ribaltamenti di logica da capogiro. Forse anche troppi.]
Improvvisamente l'estate scorsa di Tennessee Williams regia di Elio de Capitani (Elfo) [l dramma sarà tutto giocato all'interno della lussureggiante serra della signora Venable (Cristina Crippa), opera vivente di suo figlio Sebastian, morto "improvvisamente, l'estate scorsa". Qui un giovane neurologo (Cristian Giammarini), che sperimenta con successo cure psichiatriche d'avanguardia, riceve dalla ricca signora una generosa offerta per l'ospedale pubblico di New Orleans, ma in cambio dovrebbe impegnarsi a operare sua nipote Catherine (Elena Russo Arman), apparentemente affetta da allucinazioni e crisi isteriche violente. Le cure d'avanguardia, infatti, non sono altro che la famigerata lobotomia. Prima di praticare l'intervento il dottore tenta di scoprire l’origine delle crisi. C’è stato un evento traumatico: Catherine ha assistito alla morte di suo cugino Sebastian, ma non ne riesce a ricordare le circostanze, anche se via via emergono particolari violenti e scabrosi. Cosa si nasconde dietro a questa rimozione? Nessuno della famiglia sembra volerlo scoprire, né la madre (Corinna Agustoni), né il fratello della ragazza (Edoardo Ribatto), né tanto meno la zia, impegnata con ogni mezzo a mantenere immacolata la memoria del figlio].
La discesa di orfeo di Tennessee Williams uno studio di Elio de Capitani con Cristina Crippa, Edoardo Ribatto, Luca Toracca, Elena Russo Arman, Cristian Giammarini, Ida Marinelli, Corinna Agustoni, Sara Borsarelli, Nora Picetti, Elio De Capitani, Cristian Giammarini, Marco Bonadei (Elfo) [Orpheus descending, affascinante inedito per l'Italia di cui Elio De Capitani proporrà uno studio, rimanda all'oggi, alle convulsioni degli anni attuali narrando l'incontro impossibile tra un giovane outsider - con chitarra e una giacca di pelle - e la grettezza di un piccolo paese di provincia che respinge violentemente tutto ciò che è estraneo e diverso. Una sola anima gli verrà incontro: Lady, una donna italiana dal carattere forte, temprato dalle ferite di una vita tormentata. Val, come nel mito di Orfeo, finirà fatto letteralmente a pezzi dai fanatici del paese, guidati dal marito di Lady].


Rosa dalla paura all’America, 
testo e regia Nora Picetti e Riccardo Molino
con Nora Picetti (Elfo) [Storia vera, racconto di una emigrazione in America tanto frequente per molti italiani dalla fine del 800' al fascismo. Il monologo ripercorre una vita di emozioni e aspettative di una ragazza della campagna milanese.]

Chicago boys testo e regia di Renato Sarti con Renato Sarti e Elena Novoselova (Elfo) [Violento pamphlet contro i promotori del liberismo più sfrenato americano che impone tutt'oggi la sua logica in tutto il mondo. Risvolti evidenti con la vicenda italiana della "politica dell'acqua privata" che si vorrebbe imporre.]
Il mare da Anna Maria Ortese regia di Paolo Poli con Paolo Poli (Elfo) [Connubio perfetto di Ortese e Poli. I racconti melanconici della Ortese sposano la graffiante comicità di Poli.]
L'Adalgisa di Carlo Emilio Gadda regia di Lorenzo Loris con Elena Callegari, Mario Sala, Stefania Ugomari di Blas scena Daniela Gardinazzi, costumi Nicoletta Ceccolini (Teatro out-off) [Ripercorrere l'Adalgisa di Gadda è sempre un piacere. Una sottile, erudita ironia quella di Gadda lontana anni luce dalla grassa e volgare chiacchiera dei nostri tempi.]
Le allegre comari di Windsor da William Shakespeare, traduzione e adattamento Valeria Cavalli con Giulia Bacchetta, Fernanda Calati, Pietro De Pascalis, Cristina Liparoto, Marco Oliva, Andrea Robbiano, Elisa Rossetti, Simone Severgnini, Max Zatta (Teatro Leonardo) [Divertente e movimentata ricostruzione del testo shakespeariano.]

giovedì 9 giugno 2011

Rompere il silenzio

Chi vive una forzata solitudine e non è "portato" a questa condizione, non è preparato a sostenerla o è stato fiaccato da tanto silenzio cerca mille espedienti per sottrarsi a questa che per lui diventa sottile tortura. Spesso sono espedienti maldestri, che nulla hanno a che vedere con una qualsiasi logica o strategia. L'obiettivo è solo rompere, per un istante almeno, il muro del silenzio che l'avvolge e che è divenuto insopportabile.


- Pronto, pronto
- Con chi parli ?
- Non rispondono !
- E' il telefono, hai chiamato qualcuno?
- Ho schiacciato qui e pensavo che rispondesse qualcuno
- Si risponde al telefono quando suona. E' suonato?
- No
- E allora ? Hai fatto un numero ?
- No, ho schiacciato questo tasto...
- Ma se non fai il numero non risponde nessuno...
- Io pensavo che bastasse schiacciare qui per parlare con qualcuno...  


Il silenzio è rotto da alcuni minuti di dialogo...

lunedì 6 giugno 2011

Sfumature





Pensierino. Dovremmo imparare molto cose dalla natura ed in particolare dai fiori. Hanno, pur nella stessa specie, una quantità tale di sfumature da far invidia e tutte con una particolarità e bellezza. Non ho mai sentito fiori che si guardano in cagnesco per questo, anche se le piante hanno le loro "simpatie" e spesso importanti sinergie.  

domenica 5 giugno 2011

Turoldo per l'amica Marina, ma anche Lalla Romano e i Terzani

Non chiedo che tu mi guarisca:

offesa sarebbe la domanda
che esaudire non puoi:

chiedo che tu mi salvi
che non mi lasci per sempre
soggiacere a questa
quotidiana morte:

chiedo che il Nulla non vinca
e io non abbia più
a incenerirmi di desideri

e viva infelice anche là
come ora, qui,
solo e lontano.

David Maria Turoldo, Canti ultimi, Garzanti, p.31


Di che vive il silenzio?
Di se stesso.

Lalla Romano, Diario ultimo, Einaudi, p.26



Pensierino. Ieri sera ho visto il film su Tiziano Terzani con la sceneggiatura del figlio Fosco. Dire che è commovente sarebbe superfluo. Non ho vergogna di dire che ho pianto, ma di dire per che cosa esattamente non saprei. Sicuramente è stato per le scene del rapporto tra padre e figlio: questa tenerezza/durezza, confronto/scontro, simpatia/antipatia, un dialogo fitto, alto, rispettoso delle differenze, aperto al dubbio. Magistrale la musica di Ludovico Einaudi.  Sento dire che il film è troppo ambizioso... lo è sicuramente l'argomento !






sabato 4 giugno 2011

Odiario personale (politically incorrect). Nuovo aggiunto: Chicco Testa



Ecco cosa racconta di lui Wikipedia
Laureato in filosofia presso l'Università Statale di Milano, dal 1980 al 1987 è stato Segretario Nazionale, e successivamente Presidente Nazionale, di Legambiente. Come tale ha guidato la mobilitazione ambientalista a seguito del disastro di Chernobyl, culminata alla manifestazione anti-nuclearista del 10 maggio 1986 a Roma, a cui partecipano più di 200.000 persone. La mobilitazione contro il nucleare rappresenta un punto di svolta nella storia dell'ambientalismo italiano: per il referendum vengono raccolte in pochi mesi oltre un milione di firme, mentre la Lega per l'Ambiente e il WWF raddoppiano i soci.
Il referendum del 1987 porta infine all'abbandono dell'energia nucleare in Italia. Testa commentava allora:
« Il risultato è di grandissimo interesse politico. La battaglia è stata dura per i grossi interessi in campo»

Peccato che la sua carriera non si sia fermata qui... E' diventato ... 

Dal 1994 al 1996 è stato Presidente del consiglio di amministrazione di Acea, Azienda Comunale Energia e Ambiente del Comune di Roma.
Dal 1996 al 2002 è stato Presidente del Consiglio di Amministrazione di Enel e membro del Consiglio di Amministrazione di Wind. Durante la sua presidenza, Enel è stata parzialmente privatizzata con un IPO del valore di 15 miliardi di euro ed è stata fondata Wind, il terzo operatore mobile italiano. È stato inoltre membro dell'Expert Advisory Committee dello European Carbon Fund e Presidente del Comitato Organizzativo del 20º Congresso Mondiale dell'Energia, promosso dal WEC-World Energy Council e che si è svolto a Roma dall'11 al 15 novembre 2007.
È stato membro del Consiglio di Amministrazione del gruppo Riello (leader italiano nei sistemi di riscaldamento) dal 2002 al 2004. Dal 2002 al 2005 è stato membro dello European Advisory Board di The Carlyle Group (Private Equity), presidente del consiglio di amministrazione di S.T.A. S.p.A. (Agenzia per la Mobilità del Comune di Roma) e Presidente del Kyoto Club. È stato inoltre Presidente, fino al 2008, della società Roma Metropolitane, appartenente al comune di Roma, volta allo sviluppo della rete metropolitana.
Chicco Testa è membro del consiglio di amministrazione di Allianz e Idea Capital Funds sgr ed è Presidente di EVA, Energie Valsabbia, società che sviluppa e costruisce impianti idroelettrici e solari. È inoltre Managing Director di Rothschild, inoltre Presidente di Telit Communications Plc e Vice Presidente di Intecs S.p.A.
          Ora è in prima linea contro il referendum sul nucleare. 


giovedì 2 giugno 2011

Incontri


L’apoteosi dei culi d’Orta

Lodate dunque, culi d’Orta i cieli!
Cularelli innocenti degli asili,
immensi tafanari irti di peli;
culi di tutti i sessi e tutti i stili;
ognuno di voi parli in sua favella,
come le pellegrina rondinella.
(…)
E tu paese mio, Orta, che sogni
tra il lago azzurro e la collina verde,
che, provvido a ogni sorta di bisogni
accogli frati al Monte e in piazza… merde,
esulta, perché il cielo a te propizio
non lasciò mancarti nulla all’orifizio)

(Ernesto Regazzoni da L’apoteosi dei culi d’Orta)


Filastrocca impertinente

Filastrocca impertinente,
chi sta zitto non dice niente;
chi sta fermo non cammina;
chi va lontano non s’avvicina;
chi si siede non sta ritto;
chi va storto non va dritto;
e chi non parte, in verità,
in nessun posto arriverà

Gianni Rodari





Pensierino. Tornato sulle rive del Lago d'Orta incontro di nuovo Ernesto Regazzoni [una lapide lo ricorda nel delizioso giardino del Comune che si affaccia sul lago], più in là sopra Omegna c'è il parco dedicato a Gianni Rodari. Dicono che il Lago d'Orta sia triste, ma ha prodotto due scrittori tutt'altro che malinconici. Sarà forse per reazione, sarà perché tutti e due, pur mantenendo salde radici,  ebbero fortuna ben lontano da qui, sta di fatto che ancora oggi ci incantano con la loro leggerezza.