lunedì 27 agosto 2012

Miti e misteri



Il risveglio di Endimione-(Musée du Louvre di Parigi)

Il giovane Epimenide - ... - cercando le greggi di suo padre, in pieno meriggio, abbandonava la strada per mettersi a riposare in una grotta. Lì s'addormentò. Nulla può sembrare più naturale della scelta dell'ora che, tuttavia, introduce una storia miracolosa. L'ora del mezzogiorno non è qui meno importante dello scenario. E' l'ora in cui le ombre delle cose cessano di indicare il tempo con la loro lunghezza e direzione: esse si ritirano e scompaiono. Nel momento della culminazione del sole si ha l'impressione che il tempo cessi: il vero indicatore del tempo, il sole, sta al vertice del suo cammino e sembra che stia fermo. Per questo chiamavano i Romani la culminazione estiva del sole nel suo cammino annuale: solstitium, lo star fermo del sole. A questa culminazione corrisponde la depressione, il solstizio invernale, come se in esso cessasse il tempo e ne incominciasse un altro. E perciò che le feste dell'anno nuovo facilmente si collegano col solstizio. La depressione del giro minore del sole, la mezzanotte, comporta la credenza che con essa cessi l'ordine universale in cui vivi e morti sono ben separati, e tutto si confonda in un”unità priva di tempo. Queste date e ore ben note dalla storia delle religioni, fanno capire come a simili momenti particolari del tempo potesse riconnettersi - anche senza alcun ragionamento speculativo intorno al tempo, anzi soprattutto senza alcun ragionamento speculativo - l'idea di una cessazione del tempo. Culminazione e depressione sono fatti antitetici e tuttavia affini. L'uomo esperimenta anche in se stesso entrambi i momenti: conosce le depressioni e conosce le culminazioni della propria esistenza. Le culminazioni della sua vita gli fanno intravedere quella forma d'esistenza che il cielo gli rivela a scadenze periodiche.

Karoly Kerényi, Miti e misteri, Bollati Boringhieri, 1979, p.315

Pensierino. Epimenide dorme 57 anni nella grotta e per lui il tempo è rimasto "sospeso". Al suo risveglio però il mondo intorno a lui è andato avanti e lui si trova "sfasato". I suoi genitori sono morti da tempo e suo fratello minore è ormai uomo fatto. C'è chi sostiene che questa sia una punizione di Zeus. C'è chi dice che sia un suo regalo. Il fatto è che rimasto fuori dal suo tempo deve rincorrerlo e chiedere che il tempo scandisca ancora la sua vita. L'eternità sarebbe insopportabile.

3 commenti:

  1. Non entro nel merito, tema troppo arduo. Voglio però metterti a parte di una singolare coincidenza. Oggi ho ripreso la lettura dell'Ulisse di Joyce ( il mio gruppo di lettura si incontrerà tra un paio di settimane per parlarne ) e cosa trovo tra le note al terzo episodio che si intitola "Proteo"? : " Secondo il consiglio di Idotea, figlia di Proteo, per ottenere una profezia da suo padre - essere mutante, sfuggente, e capace di trasformazioni continue - sarebbe stato necessario coglierlo nel sonno, a mezzogiorno, e braccarlo per evitarne le metamorfosi...

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  2. sai cosa ti direbbe Il Sole se parlasse?

    il Sole

    "Mi rinnovo continuamente. Mentre mi consumo, do calore a ciascun filo d’erba, a ciascun

    animale, a ciascun essere vivente senza esclusioni: accetto che ciò venga chiamato Amore.

    Sparisco e ritorno ciclicamente. Inoltre, per entrare nel mio splendore, mi aspetto dagli

    esseri umani che possano seppellire il loro passato e ricominciare una nuova vita. Li

    aiuterò a farlo. Là dove io splendo dissolvo il dubbio, entro negli angoli più oscuri

    dell’anima e li inondo di luce. Spinti dal mio alito, attraverserete il fiume delle pulsioni

    dementi e, purificati, giungerete al luogo dove tutto cresce senza fatica.

    Risplendo nel cuore della materia, sono il suo fulgore segreto, non è niente senza di me. Ma

    quando mi resiste, quando non mi percepisce come la sua forza vitale, è un cadavere.

    Continuo a impregnarla di gocce d'immortalità. Per voi, figli miei, genero senza fine la

    gioia e l’euforia vitale. Non siate impermeabili alla mia luce eterna. Guardate quanto è

    basso il muro che vi separa da me. L'ho concepito così perché tutti possiate scavalcarlo, è

    un gioco da bambini. Al calore dei miei raggi conoscerete l'affetto vitale, nudo, sincero.

    Sono la soluzione a tutte le difficoltà.

    Sono l’occhio puro e, nello stesso tempo, il riecheggiare del primo grido. Quella che

    chiamate oscurità è soltanto l’oblio della mia luce, del mio amore sempre presente. Annuncio

    senza mai fermarmi la fine della notte.Tutto ciò che non è chiaro non sono io. Sono il

    rinnovamento continuo e rigeneratore, quello che uno aspetta per tutta la vita. Mi chiamano

    Sole ma non ho nome, sono lo splendore raggiante dell’esistenza.

    Ma che cosa sono se nessuno mi riflette? Come faccio a essere illimitato se nessuno mi mette

    dei limiti? Che cos'è la mia immortalità senza il cammino della morte? Che cos'è il mio

    eterno presente senza il tranello del tempo che passa? Che cosa sono i miei semi d’oro senza

    zolle di terra in cui interrarli? Che cos'è il mio nutrimento se nessuno lo divora? In

    realtà, il mio amore è in gran parte il mio bisogno dell’altro...

    Ecco perché mi riproduco incessantemente. Moltiplico la mia energia in infiniti specchi,

    divento amante dei miei figli. Nella loro anima cerco me stesso, parlo con me stesso. Sono

    il Padre cosmico di me stesso. Tutte le madri del mondo che ho fecondato non fanno che

    generarmi. Il bambino Sole gode di ogni diritto. Cedo questi diritti all’umanità cosciente."
    tratto sempre da La via dei Tarocchi di Alejandro Jodorowsky e Marianne Costa

    bel post...saluti

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  3. x Giacy, le coincidenze si sprecano... persino nel mio paesello c'è un gruppo di lettura, ma odio leggere a comando. ciao
    x Janas, qua mi porti nella mia terra preferita o , almeno, lo era fino a qualche tempo fa: i tarocchi e il simbolismo. E' proprio vero che ormai tutto è stato scritto e che non facciamo che ricopiare. I miti greci poi sono una fonte inesauribile. Devo riprendere qualche post sui tarocchi, si si... grazie

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