Dal diario di Eva.
“Se mi chiedo perché lo amo, scopro che non lo so, e che in realtà non mi importa; suppongo che questo amore non sia un frutto del ragionamento e delle statistiche. Amo certi uccelli per il loro canto, ma non amo Adamo per il suo modo di cantare. No, non è per quello; più canta e meno mi piace. Tuttavia gli chiedo di cantare perché voglio imparare ad amare tutto ciò che lo interessa. Sono certa di poter imparare perché in principio non riuscivo a sopportare il suo canto e ora invece ci riesco. Fa inacidire il latte, ma non importa: posso abituarmi anche al latte cagliato. Non è per la vivacità del suo intelletto che lo amo, non, non è per quello. Non che lo si debba biasimare per il suo intelletto, perché non è stato lui a crearlo; lui è come Dio lo ha fatto, e tanto basta. C’era in lui un buon proposito di questo ne sono certa. Col tempo si svilupperà, anche se penso che la cosa avverrà lentamente. Non è per i suoi modi aggraziati e rispettosi, né per la sua delicatezza che lo amo. No, sotto questi aspetti lascia un po’ a desiderare, ma va abbastanza bene così com’è e poi sta migliorando. Non è per la sua industriosità che lo amo –no, non è per quello. Penso che sia innata in lui, e non so perché me la nasconda. Non è per la sua cultura che lo amo –no, non è per quello. E’ un autodidatta; in realtà conosce un infinità di cose, solo che non stanno come pensa lui. Non è per la sua cavalleria che lo amano, non è per quello. E’ una caratteristica del suo sesso e il suo sesso, non lo ha fatto lui. E allora perché lo amo? Semplicemente perché è maschio, credo.”
giovedì 24 aprile 2008
mercoledì 23 aprile 2008
Canaletto, Capriccio
lunedì 21 aprile 2008
La Grande morìa

Trionfo della morte, già a Palazzo Sclafani, Galleria regionale di Palazzo Abatellis, Palermo (1446), affresco staccato
Con il termine di Peste nera (o Grande morte o, come veniva definita in origine, la Grande morìa) ci si riferisce normalmente alla epidemia che imperversò in tutta Europa tra il 1347 e il 1352 uccidendo almeno un terzo della popolazione del continente. Epidemie identiche scoppiarono contemporaneamente in Asia e in Vicino Oriente, il che fa supporre che l'epidemia europea fosse parte di una più ampia pandemia mondiale.
domenica 20 aprile 2008
Defendente Ferrari, Crocifissione

A Palazzo Madama di Torino si può visitare la pinacoteca che contiene, nelle meravigliose sale restaurate, alcune opere di grande bellezza. Tra le molte ho scelto questa Crocifissione del pittore Defendente Ferrari. La foto non permette di apprezzare i particolari che cerco di descrivere.
Cristo è inchiodato alla croce, ai suoi piedi la Maddalena (sua moglie secondo una tradizione apocrifa) con i capelli sciolti sulle spalle ed una espressione disperata di grande intensità. A sinistra della croce le pie donne con la Madonna che piange col capo reclinato. Quasi a margini della scena e della cornice i due ladroni legati alla croce con corde che sembrano nastri ed il ladrone di destra ghermito da un insetto ripugnante (il demonio). Un drappello di cavalieri avanza dal fondo con un vessillo al vento. Sullo sfondo un nitido panorama delimitato a sinistra da rocce strapiombanti mentre dietro il Cristo si intravedono colline.
venerdì 18 aprile 2008
Carlo Emilio Gadda, L'Adalgisa
La onorevole discorsività degli atti finiti, dei bei pensieri distesi, come mutande ad asciugare al sole, non è se non ordinaria pratica, non è creazione, non è euresi (*), ma godimento, ripetizione e profitto. Perciò l'abitudine, la cara abitudine, "le mie care abitudini", erano il bozzolo prediletto dove s'imbozzolavano tutti della famiglia...
Graffiante come sempre l'Ingegnere sulla famiglia borghese chiusa nei suoi rituali che fingono socialità, intimità, fraternità, ma che vogliono solo perpetrarli (i rituali, le abitudini) in eterno, immutabili, vuoti, freddi...
(*) Euresi. E' un termine gaddiano che non esiste sui vocabolari e che può essere definito come segue: esiste una tensione naturale che spinge la materia ad accedere a livelli di complessità sempre maggiore, ad organizzarsi in un sistema di relazioni sempre più ampio, ad apprendere una forma di unità sempre più inclusiva.
Graffiante come sempre l'Ingegnere sulla famiglia borghese chiusa nei suoi rituali che fingono socialità, intimità, fraternità, ma che vogliono solo perpetrarli (i rituali, le abitudini) in eterno, immutabili, vuoti, freddi...
(*) Euresi. E' un termine gaddiano che non esiste sui vocabolari e che può essere definito come segue: esiste una tensione naturale che spinge la materia ad accedere a livelli di complessità sempre maggiore, ad organizzarsi in un sistema di relazioni sempre più ampio, ad apprendere una forma di unità sempre più inclusiva.
giovedì 17 aprile 2008
mercoledì 16 aprile 2008
Ernesto Ragazzoni, non poeta
Parole contro le parole
Abbasso i versi e chi li legge e scrive !
Primavera s'annuncia e vò pei campi
a veder in che modo si rivive
senza bisogno alcun che se ne stampi,
o ne filosofeggino due o tre
sui sedili dei tram, e nei caffè !
Canzoncina del gonococco
Un bustocco a nome Rocco
magro come un albicocco
con un naso fatto a gnocco
e il cervello di un allocco
partì un giorno di scirocco
per i lidi del Marocco
a cercar noci di cocco
e a cacciare il gonococco
- che gran sciocco ! - con lo stocco.
E' perciò che il gonococco
cui lo stocco nulla fa
gira ancor come si sa
per paesi e per città
(attribuita a Ragazzoni)
Abbasso i versi e chi li legge e scrive !
Primavera s'annuncia e vò pei campi
a veder in che modo si rivive
senza bisogno alcun che se ne stampi,
o ne filosofeggino due o tre
sui sedili dei tram, e nei caffè !
Canzoncina del gonococco
Un bustocco a nome Rocco
magro come un albicocco
con un naso fatto a gnocco
e il cervello di un allocco
partì un giorno di scirocco
per i lidi del Marocco
a cercar noci di cocco
e a cacciare il gonococco
- che gran sciocco ! - con lo stocco.
E' perciò che il gonococco
cui lo stocco nulla fa
gira ancor come si sa
per paesi e per città
(attribuita a Ragazzoni)
martedì 15 aprile 2008
Parole sbagliate
Avete presente quelle lettere tutte deformate e puntinate usate da tanti siti per assicurarsi che l'utente che sta interagendo col sito sia una persona reale e non un programma automatico? Si chiamano Captcha, e molti le considerano scocciature inutili.

Da buon dislessico devo digitare almeno due volte per azzeccarle. Ecco, forse dovrei fare sempre così anche quando rispondo ad una mail (che di parole ce n'ha tante e le possibilità d'errore si moltiplicano): la prima risposta buttarla, tanto è sbagliata comunque, e passare alla seconda. Non sempre ho voglia di scrivere la seconda, però. Mi sembra di dare poca fiducia a me stesso, alle mia capacità di comprendonio e sbaglio. Inesorabilmente. Cosa dicevano i vecchi? Conta fino al tre prima di parlare. Ecco forse così sarebbe già più accettabile. Uno, due e...

Da buon dislessico devo digitare almeno due volte per azzeccarle. Ecco, forse dovrei fare sempre così anche quando rispondo ad una mail (che di parole ce n'ha tante e le possibilità d'errore si moltiplicano): la prima risposta buttarla, tanto è sbagliata comunque, e passare alla seconda. Non sempre ho voglia di scrivere la seconda, però. Mi sembra di dare poca fiducia a me stesso, alle mia capacità di comprendonio e sbaglio. Inesorabilmente. Cosa dicevano i vecchi? Conta fino al tre prima di parlare. Ecco forse così sarebbe già più accettabile. Uno, due e...
lunedì 14 aprile 2008
Luciano Bianciardi, La vita agra, Rizzoli, 1962 (ma funziona ancora !)

“La politica, come tutti sanno, ha cessato da molto tempo di essere scienza del buon governo, ed è diventata invece arte della conquista e della conservazione del potere. Così la bontà di un uomo politico non si misura sul bene che egli riesce a fare agli altri, ma sulla rapidità con cui arriva al vertice e sul tempo che vi si mantiene. E la lotta politica, cioè la lotta per la conquista e la conservazione del potere, non è ormai più – apparenze a parte – fra stato e stato, tra fazione e fazione, ma interna allo stato, interna alla fazione.”
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