venerdì 30 luglio 2010

Saggezze e sbandate di cuore


SAGGEZZE


Io che ho deciso di amare l’umanità
invece degli uomini,
di amare le contraddizioni della vita,
le impossibilità.

Io che sono diventata una bella e attempata
filosofa, quando improvvisamente
il telefono suona, la sua voce
mi solletica il collo.

O mi prende in giro,
mi chiama
ochetta
e il mio cuore sbanda.

Quello che amiamo di un’altra persona
è la vita che ha dentro;
per questo non dobbiamo mai
cercare di possederlo.

 Janice Kulyk Keefer

Pensierino. Possedere un'altra persona ? Impossibile ! Non riusciamo a possedere nemmeno noi stessi...

martedì 27 luglio 2010

L'USCITA DALL'ARCA ovvero IL DISINGANNO da L'uomo invaso di Gesualdo Bufalino

Un mattino Noè decise di venir fuori. La colomba era tornata e ripartita, tornata ancora e ripartita ancora. Ormai lui non s’aspettava più che tornasse e il cuore gliene era radioso. Uscì col ramoscello d’ulivo in mano, cautamente toccò col piede scalzo la coltre di fango giallo dove la nave s’era chetata.
I primi passi furono d’ubriaco. Eppure s’avviò coraggioso, affondando fino al ginocchio, su per un crinale che prometteva un belvedere, lassù. Passo passo guadagnò la cima, da una balconata di roccia s’affacciò finalmente, avido di battezzare e amare con gli occhi la vergine terra. E la vide e la amò: sudicia di ruggini e muffe, fumosa di vulcani, pezzata da mille pozzanghere ma rutilante, oh quanto rutilante, di festa e di gioventù!
Quando ridiscese, lo attrasse un rimasuglio triangolare d’acqua in una cavità della pietra. Non gli dispiacque la faccia che vi specchiò, cotta dal sale e dal vento, arata da mille spaventi. Una faccia ch’era maestosa d’anni, ma, insieme, acerba e attonita, tale e quale la terra, e altrettanto corrusca di un sotterraneo sorriso. Il quale divenne riso spiegato, udendo il subbuglio davanti all’uscio dell’arca, donde, senza più legge, le famiglie pedestri, volatili e rettili sciamavano fuori, correndo, strisciando, volando a grotte, nidi, covili. I suoi stessi figli, Sem, Cam e Jafet, vide andarsene, ciascuno per la sua strada. Solo la donna taceva, in piedi accanto a lui, e lui le carezzò con la mano i capelli.
“Guarda”, le disse e mostrò col gesto la terra, gli arcipelaghi, i golfi, il cristallo dell’aria, le peripezie delle valli e dei fiumi, il teatro degli orizzonti. Un tanfo di putredine dolciastra se ne levava tuttora, ma nel limo già misteriosi semi fiorivano, diamanti di stille pendevano dalle fronde, radici si tendevano a berle, occhi di creature scintillavano freschi nell’erba.
Il vecchio volse il capo al cielo, aspettando. Il cielo era azzurrissimo e vuoto, dove un arcobaleno ironico impallidiva. Poi una colomba apparve lassù, la sua colomba, e sembrava sbandare con ali goffe, sbalordita dal sole. Noè non s’avvide del falco, sentì solo un frullo, uno strido e piombargli un’ombra bianca fra i piedi, spruzzargli le gambe col sangue della sua gola squarciata.
Ma come? Noè aguzzò occhi e orecchi sospettosi sul mondo. Stupefatto e sospettoso spiava il mondo redento. E udì le voci irose dei figli, vide su un sasso chiudersi un pugno, un ragno tessere fra due steli una tela e una mosca ronzarvi accanto. Un lupo urlò dietro un agnello, una vipera morse un calcagno... Ma come? L’uomo chiese con gli occhi alla donna e la donna gli rispose con gli occhi. Una lacrima scorse a Noè lungo la gota, si mischiò col pelame del mento. Lui la pulì col rovescio della mano, curvò le spalle, s’incamminò.
“Ma come?” si domandava.


Pensierino. Non c'è espiazione che tenga, non c'è penitenza abbastanza crudele, non c'è esperienza del male così oscura da far amare la luce.

IL TAV SECONDO IL GIUDICE IMPOSIMATO ovvero SONO QUESTI I "NOSTRI" PALADINI CHE RIMPIANGIAMO?

sabato 24 luglio 2010

After love torna il lupo


AFTER LOVE


Dopo, il compromesso.
I corpi riacquistano i loro confini.
Ecco, queste gambe sono le mie.
Le tue braccia ritornano a te.
Sciogliamo le nostre dita
le labbra si riconoscono diverse.

Niente è cambiato, se non che
ci fu un attimo in cui
il lupo, il lupo mercante
a guardia del Sé
si accucciò delicatamente,
e dormì.


Maxine Kumin

Pensierino. Il lupo mercante a guardia del sé ? Si capisco il lupo e forse anche che sia mercante: unisce la ferinità del lupo con la lusinga di chi vende...

mercoledì 21 luglio 2010

Là fuori nessuno sa di noi

VIENIMI ACCANTO

Con te che intimità!
Fiochi orologi battono le ore,
son come l'eco di giorni lontani.
Vienimi accanto e parlami d'amore,
ma piano, sottovoce.

Si è aperta – non so dove,
altrove – una porta tra i fiori.
La sera dai vetri ci ascolta.
Restiamo in silenzio: là fuori
nessuno sa di noi.


Rainer Maria Rilke



Pensierino. Là fuori nessuno sa di noi...e parlami d'amore, ma piano, sottovoce... che differenza con le scritte a caratteri cubitali che dichiarano "ehi, lo sai ke t amo?"...

domenica 18 luglio 2010

San Nazzaro Sesia

L'Abbazia Benedettina dei Santi Nazario e Celso (Sec. X) è un miracolo nelle risaie. La sua imponenza e solitudine nella campagna è una sfida a non si sa bene cosa. Intorno terre fertili, irrigate con una maestria e meticolosità impressionanti.

(Foto dal sito del Comune)












Pensierino. La "conquista" del cristianesimo su queste terre si è attuata con un sistema di castelli e di pievi, un sistema integrato che copre un arco di tempo dal XI al XII secolo. L'Abbazia benedettina di Nazario e Celso nasce nel 1030 per iniziativa del Vescovo a Novara Riprando (nulla a che vedere con il prete Liprando "ben visto dai poveri cristi" di Dario Fo).
Il mondo è stato conquistato ed ora rimangono le pietre e le decorazioni di cotto dei portali, gli affreschi, i muri a spina di pesce con i ciottoli del Sesia che scorre qui poco lontano.
Dentro la chiesa cantano e l'eco si perde nel chiostro solitario e ben difeso da pesanti grate.

sabato 17 luglio 2010

Nostalgia del presente

NOSTALGIA DEL PRESENTE


Ho nostalgia del presente che vivrò
(l’attesa si accorda con la memoria:
entrambe falsificano quanto più possono
la sventurata realtà. Lo vedi.)

Quali eventi macchineranno di nuovo
la mia partecipazione? Quale variopinto
straccio di passione imiterà
di nuovo la porpora?

Mi stupisce
a che velocità si genera la noia. Se conoscessi
la matematica dei sentimenti correrei
immobile come Achille (l’idea di Zenone)

più lento della tartaruga della mia vita.
Non dobbiamo avere fretta.
Come osare sorpassi con il clacson
quando davanti a te sono imbottigliati gli inferi.

Come posso prevedere qualsiasi cosa accada,
in questo presente così remoto.


Antonis Fostieris

Pensierino. Nostalgia di un presente così "remoto". Spesso mi capita di avere questo sentimento che non avevo mai saputo esprimere. Quasi una estraneità al presente e un rifugiarsi in un passato mitico che parimenti non esiste.

I venti di Mario Vargas Llosa

 Il protagonista di questo libretto di Vargas Llosa si reca una mattina con l'amico Osorio ad una manifestazione contro la chiusura di u...