sabato 5 luglio 2008

Alla gioia, Friedrich Schiller

- post ritirato in attesa di tempi migliori -

. . . Sospensione . . .

Rimanere in sospeso
e attendere
L'esito è incerto
ma non è possibile fare altro
Non dipende più da noi
dalla buona volontà
dalla sapienza (se mai ce n'è stata)
nemmeno dalla fortuna
Il caso gira la sua ruota
la giostra gira
non ci resta che aggrapparci
ad un cavallino di legno
e attendere

Vacanza ideale

Non guidare
Piedi nudi
Pantaloncini e canottiera (costume)
Mare
Buone letture

N.B. Neanche un decalogo, bastano 5 cose

Amicizia e amore

- post ritirato, in attesa di ripensamento -

venerdì 4 luglio 2008

Addio mare, alla prossima...

Annalisa Minetti, riti da spiaggia

Confesso la mia ignoranza. Non so chi sia Annalisa Minetti. Mi perdoni innanzitutto la Sig.ra o Sig.na Annalisa: difficile che la sua fama possa giungere nella mia inespugnabile e solitaria torre d’avorio. Me ne dispiace.
Quando ho sentito per la prima volta il suo nome, scandito da quello strumento di tortura che è l’altoparlante da spiaggia (siamo costretti a subire la sua invadenza dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19 ! Maledetto!) ho visto improvvisamente folle di giovani bagnanti illuminarsi in viso e alzarsi all’unisono per andare a celebrare uno dei riti più defatiganti delle spiagge moderne: l’aquagin. Fare ginnastica in acqua (non bastava semplicemente nuotare?) non era abbastanza trendy e così ecco l’aquagin e per di più con Annalisa Minetti. Un tripudio per muscoli afflosciati, seni che hanno resistito a plurimi interventi di plastica ed ora inevitabilmente tendono, per la forza di gravità e del tempo, a cadere, celluliti impellenti o conclamate, insomma una festa del corpo che non c’è più. La sacerdotessa di questo rito è la suddetta Annalisa che svolge uno di quei lavori usuranti che la porterà, sicuramente, alla pensione anticipata con conferimento del cavalierato al lavoro per i suoi meriti indiscussi.
Confesso la mia ignoranza. Non so chi sia Annalisa Minetti. E , mi scuso doppiamente con la Sig.ra o Sig.na Minetti, non lo voglio sapere.

giovedì 3 luglio 2008

Ultimo giorno di mare...


Ultimo giorno al mare di tanti anni fa...
Inizio anni '60, piccolo paese marittimo del savonese.
L'ultimo giorno di mare era il giorno della notte bianca. Ma (attenti genitori di quindicenni!) la notte finiva massimo alle ore 1. Si avete capito bene all'una tutti a nanna.
Si usciva in compagnia, la sera, col golfino di lana ruvida alla marinara (rigorosamente blu) e si andava a prendere un gelato. Poi in giro a passeggiare sul lungomare.
Le compagnie (e questo era già un passo avanti) erano miste, ma non c'erano le coppiette, o , almeno, io non me ne sono mai accordo, ma ero tardo già fin da allora. C'era naturalmente il belloccio sciupafemmine (un cittadino in genere) che si vedeva ad occhio nudo e la trasgressione massima era far scivolare una mano sul sedere della propria ballerina durante una festa di compleanno...
Altri tempi, ma grandi nostalgie, forse solo di un tempo che non c'è più...

mercoledì 2 luglio 2008

Onorevole Maroni Ministro della Repubblica Italiana

Appropriarsi delle parole e rigirarle a proprio comodo è cosa disdicevole, ma non in politica.
Il Ministro della Repubblica Italiana On. Maroni ha motivato la raccolta delle impronte digitali per una minoranza etnica con la "difesa degli stessi minori". Uno scopo umanitario quindi.
La schedatura etnica è invece alla base di una discriminazione atroce non il trampolino per politiche di integrazione.
D'altra parte di che integrazione parliamo? Ci preoccupa davvero la scolarità dei minori nei campi nomadi?
In realtà l'On. Maroni , Ministro della Repubblica Italiana, non sa (non ne vuole sapere!) che in Italia c'è una evasione scolastica all'obbligo che è pari al 8 % e che in alcune città del sud raggiunge il 16 %.
Già il sud...Perché non schedare anche i bambini dei quartieri di Napoli o Palermo? Non hanno la stessa probabilità di delinquere dei nomadi?
[N.B. per l'Onorevole Maroni Ministro della Repubblica Italiana. E' una battuta l'ultima frase. (Meglio precisare con questi decisionisti politici)].

Non sono portato...


Non sono portato per le vacanze. Quando supero i dieci giorni lontano da casa vorrei sempre ritornare. Sarà una malattia grave?
(Ma poi, da qualche tempo, non capisco più qual'è casa mia e mi sento straniero ed a disagio ovunque. Ma questa è un'altra storia).

I venti di Mario Vargas Llosa

 Il protagonista di questo libretto di Vargas Llosa si reca una mattina con l'amico Osorio ad una manifestazione contro la chiusura di u...