sabato 12 dicembre 2009

Due italie alla manifestazione per i 40 anni della strage della Banca dell'Agricoltura

Due manifestazioni, una ufficiale delle istituzioni con stendardi dei Comuni, Provincia e Regione, l'altra con alla testa lo striscione degli anarchici con su scritto "Pinelli assassinato, Valpreda incarcerato". Nella prima manifestazione il palco è assiepato di autorità (sembra che facciano a gara a chi riesce a salire sulla pedana posta di fronte alla Banca dell'Agricoltura), c'è pure il messaggio del Presidente della Repubblica. Davanti al palco poche centinaia di persone non riescono a riempire nemmeno il giardinetto con la fontana che fa da spartitraffico di fronte all'arcivescovado e alla banca. Nella folla tra le prime file quattro bandiere del PD (assente con vessilli nell'altra manifestazione).
Nella manifestazione bollata con il termine "antagonista" e che di fatto è quella delle vittime della strage, ci sono migliaia di persone (davvero tanti e tanti), di giovani e meno giovani, striscioni dei centri sociali accanto a quelli dei partiti divenuti extraparlamentari come 40 anni fa, appunto. Un corteo che occupa tutta Via Larga e che si dirige lentamente da Piazza Missori fino a San Babila per tornare poi verso Piazza Fontana.
All'arrivo verso Piazza Fontana del primo striscione ecco la sorpresa: gli accessi alla piazza sono transennati (con due file di transenne su Via Pattari e verso il Verziere) e dietro ci sono Poliziotti e Guardia di finanza in tenuta anti-sommossa che impediscono al corteo di entrare in piazza. Si alzano proteste ed insulti "non potete vietare l'accesso alla piazza a dei cittadini""non siamo cittadini di serie B"(qualcuno intona "Una mattina mi sono svegliato..."), si inizia una trattativa per creare un varco di accesso su Via Pattari. Dopo qualche minuto di tensione riusciamo ad entrare in fila indiana nella piazza passando tra due file di Celerini. Ribadiamo con fischi e slogan in direzione del palco delle autorità che la piazza deve essere aperta a tutti:  i ragazzi dei centri sociali dalla parte del Verziere non sono stati fatti passare e tentano di forzare (e queste oggi sembrano le uniche foto disponibili per i commenti dei soliti interessati). La manifestazione ufficiale si conclude velocemente  e la piazza viene occupata dalla marea di gente del corteo antagonista che inizia una vera festa con musica e canti.

Commento. E' l'immagine dell'Italia questa manifestazione: le istituzioni ed i partiti isolati ed assediati, parlano tra loro, chiusi, blindati. I parenti delle vittime sono lì davanti a loro chiedendo inutilmente da 40 anni la verità da quelle istituzioni che hanno prodotto solo depistaggi e si sentono presi in giro. Non penso bastino le scuse del Sindaco Moratti o la strafottenza (solita) di Formigoni che dice che i cittadini che li sostengono sono "altri" ben di più di quelli che qui protestano ed insultano. Fuori (in un altrove lontano) c'è la gente che continua imperterrita il suo sciopping natalizio senza preoccuparsi di nulla. Poi ci sono quelli che hanno capito allora come ora cosa sta(va) succedendo e protestano, ma sono "fuori", vengono tenuti ben lontani ed "a bada".
D'altra parte questa è la piazza nella quale c'è ancora oggi una doppia lapide per Giuseppe Pinelli? Sulla prima, quella storica, che ha la firma degli "studenti e democratici milanesi" c’è scritto "al ferroviere anarchico ucciso innocente nei locali della questura". Su quella fatta installare dal Comune di Milano nel marzo del 2006, invece, è stato scritto: "morto tragicamente nei locali della questura".
Ecco questa è l'Italia spaccata che non trova pace perché non esiste la verità.

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