giovedì 4 febbraio 2010

2 Euro

Stava nel mucchio dei libri della bancarella con la scritta che campeggiava sopra “Tutto a 2 Euro”. Non aveva di primo acchito un grande appeal come libro: la copertina era stata ricoperta con una di quelle carte decorate che si compravano a rotoli e servivano un tempo per proteggere soprattutto i libri di scuola, i più maltrattati da alunni insofferenti o, nei casi più rari, ricoprivano libri cari al lettore, martoriati dalla lettura e dalla consultazione frequente. Sulla facciata o sul dorso i perfezionisti appiccicavano un'etichetta con il titolo e l'autore del libro. In questo caso no, nessuna etichetta, solo la copertina diligentemente ripiegata all'interno e fermata con piccoli pezzi di scotch.

Quando guardavo B. sfogliare questi libri delle bancarelle, rimanevo sempre sorpreso dall'affetto con cui maneggiava questi oggetti. Se li girava tra le mani, scorreva le pagine, si soffermava sulle annotazioni a matita a margine del testo, accennava un sorriso (persino, lei che di sorrisi era avara) quando trovava un ritaglio di giornale o una dedica. Sembrava che le interessasse di più quella umanità che aveva maneggiato e letto quel libro che il libro stesso. Per imitazione di quel ricordo, ho cominciato a sfogliare il libro ricoperto di carta a fronde colorate aprendolo alla prima pagina.

La copertina in effetti si era ormai staccata dal resto del libro, anzi si vedevano proprio i fili della cucitura affiorare. Ed ecco...

S. Giovanni 1939

Alla cara ottima Vanna

Annalisa

E poi nella pagina successiva il nome scritto a matita in alto

- Vanna B. -

e sotto il titolo, solo

Limpido rivo

Poi ancora una pagina intera vuota ed ecco la contro-copertina da una parte la dedica dell'autore ed il titolo

All'egregio professor G. lei dona il suo aff.mo allievo

(firmato) G.Pascoli

(nell'ovale un giovinetto con una livrea con bottoni luccicanti di madreperla e colletto alto con due rametti decorativi di mimosa).

Sull'altra pagina

Giovanni Pascoli

Limpido rivo

Prose e poesie presentate da

Maria

ai figli giovinetti

d'Italia

*

Terza edizione

A. Mondadori . Editore

A pagina 15 (nella poesia LA PIADA) un piccolo ritaglio dal C.d.S. [Corriere della sera] del 13-3-2000. Riporta la poesia di Pascoli dalla raccolta “Trenta poesie famigliari”

“Per il viale, neri lunghi stormi,

facendo tutto a man più fosco,

passano: preti, nella nebbia informi,

che vanno in riga a San Michele in Bosco.

Vanno. Tra loro parlano di morte.

Cadono sopra loro foglie morte.

Sono con loro morte foglie sole.

Vanno a guardare l'agonia del sole”

Scorro i ritagli dentro il libro. Qualche foglio di giornale è ingiallito dall'azione della luce sull'amido. Tutti i ritagli sono del C.d.S. e datano tutti nel 2000. Quel vecchio libro era già passato nelle mani di più generazioni. Forse era stato regalato, già così vecchio e malandato, da quella tal Annalisa della dedica. Un ricordo di famiglia, forse. La conoscenza di una profonda passione per il poeta della tal Vanna , anche. Forse il regalo ad una “ottima” istitutrice “cara” per i suoi premurosi servigi, pure.

Vanna certamente amava la poesia e quello era un libro che sfogliava spesso. Vi aggiungeva articoli con altre poesie. Una volta aveva aggiunto a p. 143 anche un articolo di Mosca dal titolo emblematico “Al bando la poesia a memoria”.

Ecco forse Vanna aveva ricordo e rimpiangeva quelle poesie passate a memoria che ancora ora si ricordava tanto bene e poteva recitare per diletto dei nipoti che rimanevano estasiati da una nonna che recitava come una vera attrice.

Il libro non ha un segno, non una sottolineatura, Vanna ha segnato solo il suo nome sulla prima pagina, a matita, leggero. Quasi avesse timore di rovinarlo.

Ora era in vendita sulla bancarella a 2 Euro e l'ho preso, con un sorriso.

9 commenti:

  1. Una delle poche cose belle della vita..
    Ciao Guglielmo

    RispondiElimina
  2. Guglielmo, ricambio la richiesta di traduzione.
    Di questa frase: "All'egregio professor G. lei dona il suo aff.mo allievo"
    Scusa, ma, così, alla lettera, che? un aff.mo allievo dona una lei all'egregio professor?
    :-)

    Ho sentito l'odore, di quel libro mentre lo sfogliavi e ce lo raccontavi.

    RispondiElimina
  3. Sono una grande smemorata e distratta, vagolo spesso nei miei pensieri attraversando la gente che mi parla, i doveri che mi impone la quotidianità, e spesso anche la strada senza guardare di qua e di là. Così un giorno la mia amica C. mi prestò un libro di Borges, e mi consigliò di leggere la storia di Ireneo Funes. Era un libro appartenuto a suo suocero,uomo di grande cultura, edito nel 1967 (il libro, non suo suocero), un libro pieno di fascino. A me piace leggere sulla carta, toccare le parole, saltare le pagine, tornarci su, sottolineare un rigo, fare un orecchietta ad una pagina su cui già so che vorrò tornare. E, proprio per questa ragione, di solito preferisco che i libri siano miei, e nuovi.
    Quel libro mi affascinò. Oltre al fascino di Borges vi era il fascino delle mani e dei pensieri di chi aveva amato quel libro. Era pieno di sottolineature e note a margine, piccole note a matita, scritte con calligrafia elegante, un po' curva, tratti decisi e allungati, ma chiari. Ho trattato quel libro con delicatezza e rispetto, e anche con una certa timidezza.. come entrassi, ongi volta che ne sfogliavo le pagine, in casa di qualcuno senza chiedere permesso. E l'ho amato. Ho amato quelle pagine ingiallite appartenute ad un altro mondo, ad un altro cuore.

    RispondiElimina
  4. ...un gioiello il libro ed il tuo scritto!
    p.s. anch'io cerco le dediche nei vecchi libri, li sento vivi.
    ciao simona

    RispondiElimina
  5. solo 2 euro per questo piccolo tesoro! ti ho seguito nella scoperta del libro trattenendo il fiato
    marina

    RispondiElimina
  6. x Rom. Questo è quanto scritto con dedica a mano nella contro-copertina. Forse spiazza quel G. che non è Giovanni Pascoli che firma la dedica.
    x Simona. Mi sa che è uno sport che pratichiamo in molti.
    x Marina. Mi stupisco sempre che tu ti stupisca -:)))
    x Aria. Ho cercato subito Finzioni, il libro di Borges che citavi. Immancabilmente è tra quelli che ho perso letteralmente per strada nei traslochi degli ultimi anni. Era sicuro di ricordare la traduzione di Lucentini nella bella collana Adelphi blu.

    RispondiElimina
  7. Ti ringrazio ad ogni post che fai, e non posso farne a meno. Leggerti è un vero piacere.
    Devo dire che questo tuo scritto mi colpisce (e come me molti altri sicuramente!), perché mi è capitato di fare le stesse riflessioni di fronte a libri passati di mano in mano, e mi è venuto da chiedermi chi si fosse disfatto di quelle pagine un tempo amate, se quel libro fosse parte di una intera biblioteca di qualcuno che non c'era più, se era frutto di un regalo inutile e male accolto, a chi appartenesse quella dedica vergata anni prima, e se lo acquisto sono intenerita e mi sento pure un po' come se stessi invadendo la vita privata di chissà chi.

    RispondiElimina
  8. x Luz. Grazie. Mi sono chiesto sempre più spesso se questo blog servisse a qualcosa o a qualcuno. Sembra di si... ciao

    RispondiElimina
  9. ha ragione Simona: questa pagina è una perla. Bellissima!

    RispondiElimina

I commenti non sono moderati. Si confida nei lettori che vogliono lasciare una traccia del loro passaggio.