lunedì 9 febbraio 2009

Non chiedetemi perché

Non chiedetemi perché, in un cd dimenticato, è venuta fuori questa vecchia foto che, ancora una volta, ha attirato la mia attenzione. Forse qualche motivo ci sarà e nemmeno tanto inconscio. Le immagini hanno questo potere di evocare qualcosa che sta dietro, qualcosa che non riusciamo ad esprimere compiutamente. Questa foto nasconde un giardino ed è stata l'ispirazione (a proposito di ispirazione) di un racconto che ho scritto qualche anno fa. Un giardino tutt'altro che misterioso di giorno che la notte si popola di presenze sconosciute. In quel giardino c'è un bambino e suo nonno ed il mondo sembra essere stato lasciato fuori. Ma non è così.


A questa immagine che comunque apre ad un micro-mondo di erbe e piante, di uccelli canterini e fiori colorati, ne accosto un'altra che ricorre nella mio inconscio (diciamo così) ed è quella di una porta o finestra di vecchio legno intaccato dal tempo e perentoriamente sbarrata. Dovrò un giorno scrivere di questa porta o finestra che sia e di ciò che non si vede dietro.
Non è detto che queste immagini possano ispirare altri e sarei curioso di sapere se hanno la stessa identica forza evocativa sui lettori (incauti) di questo blog.

domenica 8 febbraio 2009

Chi è l'altro Pinocchio (domanda assai retorica!)

L'altro Pinocchio

Io conosco un Pinocchio
parente di quell'altro,
ma ben più bugiardo
e molto più scaltro.
Di bugie ne racconta
ogni giorno un milione,
il naso gli si allunga...
cosa fa quel furbone?
Si arma di sega,
di martello e d'accetta,
via via che il naso cresce
lo taglia in fretta in fretta,
ammucchia il legname
in un bel magazzino,
lo vende all'ingrosso
e guadagna benino.
Insomma, capitemi:
commercia in bugie,
più grosse delle vostre
e forse anche delle mie.
Ogni sera fa i conti
e mai non si contenta:
«Ci vogliono più bugie,
la produzione rallenta!».
La domenica soltanto
dite la verità
per far riposare il naso
dopo tanta attività.
(Gianni Rodari, Il secondo libro delle filastrocche, Einaudi)

Un aiutino. Il Nostro Pinocchio dice le bugie anche di Domenica.

sabato 7 febbraio 2009

The doors - Riders on the storm


Riders on the storm
Riders on the storm
Into this house we're born
Into this world we're thrown
Like a dog without a bone
An actor out alone

Cavalieri nella tempesta
Cavalieri nella tempesta
nati in questa casa
buttati in questo mondo
come cani senza un osso
come attori senza la parte

Riders on the storm
There's a killer on the road
His brain is squirmin' like a toad
Take a long holiday
Let your children play

Cavalieri nella tempesta
c'è un assassino sulla strada
il suo cervello si dimena come un rospo
prenditi una lunga vacanza
lascia che i tuoi figli possano giocare

If ya give this man a ride
Sweet memory will die
Killer on the road, yeah
Se tu dai un passaggio a quest'uomo
i dolci ricordi spariranno
un assassino sulla strada, sì

Girl ya gotta love your man
Girl ya gotta love your man
Take him by the hand
Make him understand
The world on you depends
Our life will never end
Ragazza tu hai bisogno di amare il tuo uomo
Ragazza tu hai bisogno di amare il tuo uomo
prendilo per mano
fagli capire
che il mondo dipende da te
(e) la nostra vita non finirà mai

Gotta love your man, yeah
Wow!
Riders on the storm
Riders on the storm
Into this house we're born
Into this world we're thrown

Commento (che ci azzecca?).
Sono tornati
agguerriti
feroci
conoscono le stanze del potere
conoscono le debolezze degli uomini
hanno la verità in tasca
mentono
manipolano
colpiscono
spadroneggiano su tutto
sono i nuovi inquisitori

Dove siamo finiti?


(Papa Innocenzo III e San Francesco)

Il Vaticano esulta mentre le istituzioni della Repubblica sono fatte a pezzi. Quando introdurremo la teocrazia come forma di governo?
Sembra proprio che gli integralismi abbiano il sopravvento ovunque e che diventino tremendo strumento di governo oltre che spadroneggiare sulle coscienze. Rendono le società, gli uomini e le donne meno liberi.

Chi se ne fotte se la crisi sta mettendo sul lastrico milioni di persone.
Chi se ne fotte se l'ostentazione della ricchezza e l'occultamente della miseria è diventata l'ideologia dominante.
Chi se ne fotte se in razzismo è diventato legge dello stato.

Povera Italia, come sei ridotta !

giovedì 5 febbraio 2009

Eugenio Montale - La casa dei doganieri



Pensierino. La memoria sembra una cosa salda che ci àncora al passato. Non è così: scopriamo la sua labilità, la sua fragilità, anzi a volte scopriamo che deforma i fatti, sovverte le prospettive, cambia senso ai ricordi. Già , ma cosa è "la realtà"? Due persone "leggono" il passato, i luoghi, i sentimenti e scoprono due "realtà" diverse, scoprono che particolari apparentemente insignificanti sono esaltati dalla memoria dell'uno o si sono persi nell'oblio nell'altro. E allora viene il dubbio che siano veramente successi.

mercoledì 4 febbraio 2009

Melanconia, quattro artisti a confronto


Marie Constance Charpentier, La melanconia, 1801


Romaine Brooks, La Venere triste, 1916


Frida Kahlo, Il piccolo cervo, 1946


Edvard Munch, Melancholie, 1981

Commento. Melanconia, quattro artisti a confronto, quattro stati d'animo diversi.
La malinconia romantica della Charpentier diventa la sensuale tristezza della Venere diafana della pittrice statunitense Romaine Brooks. La cerva di Frida Kahlo (col volto dell'autrice) trafitta, ma tuttavia indomita, fiera nella sua corsa e il ripiegamento interiore del maliconico Edvard Munch. Anche la malincona ha tante sfumature e le abbiamo "assaporate" (forse) tutte. (Commento ispirato dalla lettura di Eugenio Borgna, Come in uno specchio oscuramente, Feltrinelli).

martedì 3 febbraio 2009

Non c'è niente da fare

Calicantus in fiore sotto la neve (un clic per ingrandire).


Non c'è niente da fare: malgrado la nevicata abbondante di ieri, la primavera sta arrivando inesorabilmente -:)

Non c'è niente da fare

Non c'è niente da fare: malgrado la nevicata abbondante di ieri la primavera sta arrivando inesorabilmente -:)

lunedì 2 febbraio 2009

da Il pensiero originale che ho commesso di Vincenzo Mascolo

Il poeta

Non crea,
sente,
e in tutto il suo sentire,
anche a se stesso,
mente.


Passione bruciante

Amore,
Amore,
Amore...
Amore che brucia e che divora,
Amore,
Amore,
Amore...
tutto in me trasuda Amore

Scusa...

avrai mica spinto l'off del condizionamento?

Candelora



Candelora dell'inverno semo fora, ma se piove o tira vento dell'inverno torniam dentro.

Ma più aderente alla situazione è il proverbio latino:

Si Purificatio nivibus, Pasqua floribus.
Si Purificatio floribus, Pasqua nivibus.

domenica 1 febbraio 2009

Goffredo Parise, Sillabari


«Nella vita gli uomini fanno dei programmi perché sanno che, una volta scomparso l’autore, essi possono essere continuati da altri. In poesia è impossibile, non ci sono eredi. Così è toccato a me con questo libro: dodici anni fa giurai a me stesso, preso dalla mano della poesia, di scrivere tanti racconti sui sentimenti umani, così labili, partendo dalla A e arrivando alla Z. Sono poesie in prosa. Ma alla lettera S, nonostante i programmi, la poesia mi ha abbandonato. E a questa lettera ho dovuto fermarmi. La poesia va e viene, vive e muore quando vuole lei, non quando vogliamo noi e non ha discendenti. Mi dispiace ma è così. Un poco come la vita, soprattutto come l’amore.» (Goffredo Parise, SILLABARI, Avvertenza, Gennaio 1982).

Commento. La poesia va e viene. A volte scompare. A volte la facciamo scomparire. A volte non l'ascoltiamo. E' un percorso, quello della poesia, carsico: sappiamo che c'è un flusso potente sotto terra, ma spesso non lo vediamo. Appoggiamo l'orecchio alla terra e sentiamo qualcosa, come un ribollire d'acqua, ma rimane misterioso il suo percorso. Poi, come è capitato a me , facendo il bagno sotto il Castello di Duino, senti una corrente fredda che s'insinua come una lingua nel mare e scopri che l'acqua di quel fiume sconosciuto finisce sempre lì e tu ci sei dentro. Ti pare di averla ritrovata d'un colpo, ne senti la potenza addosso, è un attimo, due bracciate e tutto è scomparso.
Però che bella sensazione in quell'attimo !

P.S. Devo assolutamente andare a vedere cosa combina quel mattacchione di Paolo Poli con i Sillabari di Parise.

Per una amica

 Ti avevo inviato i miei auguri di buon compleanno il 24 agosto. Erano tre anni che non rispondevi, ma continuavo ad inviarti un mio messagg...