sabato 26 giugno 2010

Sport e spot

All'arrivo in Italia della Nazionale di calcio non c'era né il Presidente del Consiglio, né il Capo dello Stato e neanche il Ministro che si occupa della gioventù e delle attività sportive (Giorgia Meloni). Associare la propria immagine politica ad una squadra perdente non è un bello spot televisivo in particolare per il nostro "sempre-vincente" Presidente del Consiglio che si è tenuto ben alla larga e non ha fatto alcuna dichiarazione in merito.
Nessun giornale sottolinea questa palese strumentalizzazione dello sport a fini politici e si scatenano tutti addosso a questi calciatori "incapaci" e "paurosi" che hanno perso al Mondiale.

giovedì 24 giugno 2010

Impedito


Ecco il neo Ministro del Governo Berlusconi all'attuazione del federalismo, Aldo Brancher. 
In seguito alla nomina a Ministro (avvenuta il 18 giugno 2010) Aldo Brancher ha "eccepito" in base alla legge sul "legittimo impedimento".  Il 26 giugno era prevista l'udienza del processo sul tentativo di scalata ad Antonveneta da parte di Bpi in cui il Ministro è imputato. Dal 1982 è stato collaboratore della Fininvest fino all'entrata in politica nel 2001 quando è eletto deputato di Forza Italia.

Curriculum giudiziario. Detenuto per 3 mesi nel carcere di San Vittore, fu uno dei pochissimi inquisiti di Mani pulite a ricevere solidarietà dall'ambiente esterno: lo rivelò il suo datore di lavoro Silvio Berlusconi raccontando che "quando il nostro collaboratore Brancher era a San Vittore, io e Confalonieri giravamo intorno al carcere in automobile: volevamo metterci in comunicazione con lui".
Scarcerato per decorrenza dei termini di custodia cautelare, è stato condannato con giudizio di primo grado e in appello per falso in bilancio e finanziamento illecito al Partito Socialista Italiano. In Cassazione il secondo reato va in prescrizione, mentre il primo è stato depenalizzato dal Governo Berlusconi II, del quale faceva parte.
Viene indagato a Milano per ricettazione nell’indagine sullo scandalo della Banca Antonveneta e la scalata di Gianpiero Fiorani all’istituto creditizio: la Procura ha rintracciato, presso la Banca Popolare di Lodi, un conto intestato alla moglie di Brancher con un affidamento e una plusvalenza sicura di 300mila euro in due anni.


Se otto ore vi sembran poche

Il mio amico Antonio raccontava ieri sera di quando ha cominciato a lavorare a 14 anni in officina a Legnano. Al tempo lui abitava a Castano ed ogni mattina col padre, che lavorava nella stessa fabbrica, prendevano la bicicletta e facevano 15 km per raggiungere il posto di lavoro. Lavoravano nel 1946 12 ore al giorno dalle 7 del mattina alle 19 senza pausa pranzo: a mezzogiorno mettevano la schiescetta e scaldare vicino al forno e poi mangiavano lì sul posto di lavoro. Qualche anno dopo la mamma di Antonio è riuscita a far assumere il figlio a Castano in una importante officina ["si sa che le donne riescono a ottenere quello che vogliono", dice) e lì era festa grande: lavorava "solo" 10 ore al giorno e 8 il sabato, così terminare alle 17.30 era festa grande. Quasi sempre doveva andare a lavorare anche la domenica mattina, ma solo per fare le pulizie dell'officina.
Il boom economico era cominciato e loro, gli operai, ne erano il motore. L'hanno pagato sulla loro viva pelle, con infiniti sacrifici. Poi, molto tempo dopo, è arrivato il tempo dei diritti e delle conquiste sindacali.
I 400.000 imprenditori e le 200 famiglie che governano l'Italia hanno accumulato delle fortune grazie a questo lavoro. Non dovrebbero dimenticarlo quando aprono bocca.

domenica 20 giugno 2010

Coriste

Devo confessarlo: ho un debole per le coriste, quelle che dietro a grandi cantanti fanno di tutto e di più vocalmente, compreso qualche "rinforzino" alla voce solista per sostenerla, accompagnarla, modularla...
Devono avere un gran ritmo, un senso cronometrico delle pause e devono conoscere ogni inflessione della voce del cantante che accompagnano. Non possono permettersi di sbagliare, la loro voce si sentirebbe subito "stonata" anzi devono fare in modo di accompagna possibilità autonoma di ribaltare il risultato deludente.
Le coriste stanno nell'ombra, in un angolo del proscenio, devono muoversi a tempo e sorridere e spesso devono subire le angherie, i capricci e dispetti di cantanti resi boriosi dalla fama derivante dal loro successo.
Il loro nome non compare mai sui manifesti ed il loro lavoro è considerato alla pari di quello dell'elettricista o del coreografo: puro contorno.
Devo confessarlo: ho un debole per le coriste.

venerdì 18 giugno 2010

Tentando la fortuna in un attimo di tregua dei temporali





("Rubo" da Giardigno65 questa bella poesia di Caproni)

Se non dovessi tornare
sappiate che non sono mai
partito
il mio viaggiare
è stato tutto un restare
qua dove non fui mai.


G. Caproni

mercoledì 16 giugno 2010

C'è qualcosa



C'è qualcosa di magico nelle spighe che dondolano al vento
qualcosa che non si può descrivere a parole e nemmeno con una fotografia,
ma è evidente a tutti.

I venti di Mario Vargas Llosa

 Il protagonista di questo libretto di Vargas Llosa si reca una mattina con l'amico Osorio ad una manifestazione contro la chiusura di u...