lunedì 6 luglio 2009

L'associazione "innocenza/narciso" è nata così senza un meditato ragionamento e ha creato sconcerto in alcuni. E' stata come una intuizione e, come capita spetto alle intuizioni, probabilmente fuorviante. Ma il mito cos'è se non un depistaggio? Anche facendo un passo indietro e tornando alle fonti del racconto di Narciso, si rimane impressionati dalle cose tramandate e da quelle sottaciute o dimenticate, dai particolari che si aggiungono che sembrano dare compiutezza al mito, ma cortano altrove ecc ecc.

Dunque il mito di Narciso è tramandato dalle Metamorfosi di Ovidio e sinteticamente si potrebbe raccontare così. La ninfa Liriope viene violentata dal torrente Cefiso e dopo nove mesi nasce Narciso. La ninfa chiede all'indovino Tiresia se il figlio diventerà vecchio ed il responso è (come al solito) misterioso: "Se non conoscerà sé stesso".
Narciso ha sedici anni quando, durante una caccia solitaria nei boschi viene seguito da Eco. Eco è una ninfa che è stata condannata da Giunone a disporre della sua lingua solo in parte: infatti può ripetere solo l'ultima parola che ascolta. Eco si innamora di Narciso, ma il dialogo tra i due è alquanto difficoltoso viste le premesse. Narciso rifiuta Eco come ha fatto con altri spasimanti (sia uomini che donne).
I molti spasimanti di Narciso si lamentano con gli Dei di questo atteggiamento scontroso fino a quando Nemesi (che rappresenta la "giustizia compensativa" lo condanna ad innamorarsi della sua immagine riflessa nell'acqua.
Narciso si consuma d'amore per questa immagine fino a lasciarsi morire. Il suo corpo non viene trovato ed al suo posto è nato un fiore che porta il suo nome.
Altre fonti narrano che Narciso, quando attraversa lo Stige, il fiume dei morti, per entrare nell'Oltretomba, si affaccia sulle acque del fiume, sempre sperando di vedersi riflesso. Ma non riesce a scorgere nulla a causa dell'acqua torbida e limacciosa. Narciso però è contento di non vedere la sua immagine riflessa perché questo vuol dire che il fanciullo-sè stesso che amava, non è morto ancora.
Applico il mio depistaggio.
Narciso è contento di non vedere la sua immagine nel fiume Stige perché pensa che il demone muto che lo possedeva non potrà seguirlo lì, nel regno della pace.


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