venerdì 28 novembre 2008
Tommy Emmanuel - Angelina
Non so perché (o meglio lo so perfettamente, ma fingo a me stesso) questa canzone mi ricorda tante cose e mi viene un po' di "magone"...
giovedì 27 novembre 2008
Caravaggio, La conversione di Saulo
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Fino al 12 Dicembre è possibile vedere questa tavola di Caravaggio a Palazzo Marino (Comune) di Milano. La tavola è di proprietà privata della famiglia Odescalchi e quindi è una occasione unica per vederla.
Ieri, con una breve coda, ho potuto ammirare da vicino questa tavola che, a dire il vero, non mi ha emozionato. Inorridiranno gli estimatori di Caravaggio, ma trovo questo quadro un po' sottotono...
Rubinstein e Horowitz suonano Chopin ballade No.1 Op 23 G minor
Se esiste un paradiso, suonano senz'altro questa musica...
Sogno o son desto

Da quando non ho più l'assillo della sveglia mi pare di sognare di più. Ed è una bella sensazione. Ora potrei permettermi di scrivere qualche sogno (e l'ho fatto su questo blog) anche se è una tecnica assai difficile per la complessità delle trame e dei riferimenti, per i rimandi al mio vissuto, della mia famiglia, delle persone che ho conosciuto. Non poco hanno a che fare (i sogni) con ciò che leggo quotidianamente e sopratutto con ciò che leggo la sera prima di addormentarmi. Molti scrittori si sono cimentati con la scrittura di sogni e forse gran parte della letteratura è un sogno, chissà... Penso che su quel percorso verso un uomo migliore che immagino sia la strada che ciascuno intraprende, bisogna fare i conti con se stessi e con i propri sogni... Quel che pare chiaro (almeno per me) che la contrapposizione realtà/sogno è da conbattere strenuamente: cancelleremmo, negando il sogno a favore della realtà, una parte fondamentale del nostro essere uomini.
mercoledì 26 novembre 2008
Antonio Gramsci e la conversione
Commento. Premetto che ho un grande rispetto per qualsiasi fede e che ho ancora più rispetto per la libertà di ricerca di qualsiasi persona. Quello che mi urta profondamente è il tentativo di annettere qualsiasi percorso alla "vera" fede che come ci dice un giorno si ed uno si il Papa (e la gerarchia cattolica, fino all'ultimo Parroco di paese) è quella Romana Cattolica Apostolica.
La salvezza (o la felicità o la pace o...) di ciascuno è un percorso arduo, pieno di insidie e di scoperte eccezionali e può benissimo arrivare a compimento lontano dalla pratica religiosa corrente. Se ne facciano una ragione: la fede nasce anche lontano dai Santini...
martedì 25 novembre 2008
Nazim Hikmet, Alla vita
La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell'al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.
La vita non é uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla é più bello, più vero della vita.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant'anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.
Commento. Piantare ulivi a settant'anni ? Spesso non crediamo nemmeno all'oggi, ma all'adesso. Siamo sfiduciati perché pensiamo d'essere incalzati dal tempo. Ma il tempo a cadenze sue, inevitabili. Riprendiamo con un bel respiro ampio a far battere il nostro cuore sul pentagramma del tempo ad un ritmo "largo"...
Info su Nazim Hikmet. Nasce a Salonicco nel 1902. È amico di Neruda, allievo di Majakovkij. È capace di ridere e piangere, di amare, di soffrire e di cantare. E cantava - racconta Neruda - prima piano e poi sempre più forte, a squarciagola, per vincere la sua debolezza e rispondere ai suoi torturatori. Cantava in mezzo agli escrementi delle latrine, dove lo avevano costretto a stare dopo averlo fatto a camminare fino all'esaurimento delle forze. Oppositore del regime di Kemal Ataturk, è condannato a 28 anni di carcere (1938) con l'accusa di incitamento alla ribellione perché ai cadetti della marina, che amano i suoi versi, piace leggere l'"Epopea di Sherok Bedrettin", il poema sulla ribellione dei contadini del 1500 contro l'impero ottomano.
Per la sua liberazione, nel '49 firmano a Parigi, insieme a tanti altri, Sartre, Ricasso e Robeson. Per la libertà si sottopone a uno sciopero della fame di 18 giorni, nonostante il cuore malato. Esce dal carcere in seguito ad un'amnistia generale. Anche da libero è perseguitato: due tentativi di ucciderlo e il servizio militare a 50 anni, malato. Privato della cittadinanza turca, deve rifugiarsi all'estero, accolto con affetto ovunque; solo gli Stati Uniti gli negano il visto. Muore esule a Mosca nel 1963.
(Tratto da http://www.sfonditalia.it/PoesieHikmet.htm)
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell'al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.
La vita non é uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla é più bello, più vero della vita.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant'anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.
Commento. Piantare ulivi a settant'anni ? Spesso non crediamo nemmeno all'oggi, ma all'adesso. Siamo sfiduciati perché pensiamo d'essere incalzati dal tempo. Ma il tempo a cadenze sue, inevitabili. Riprendiamo con un bel respiro ampio a far battere il nostro cuore sul pentagramma del tempo ad un ritmo "largo"...
Info su Nazim Hikmet. Nasce a Salonicco nel 1902. È amico di Neruda, allievo di Majakovkij. È capace di ridere e piangere, di amare, di soffrire e di cantare. E cantava - racconta Neruda - prima piano e poi sempre più forte, a squarciagola, per vincere la sua debolezza e rispondere ai suoi torturatori. Cantava in mezzo agli escrementi delle latrine, dove lo avevano costretto a stare dopo averlo fatto a camminare fino all'esaurimento delle forze. Oppositore del regime di Kemal Ataturk, è condannato a 28 anni di carcere (1938) con l'accusa di incitamento alla ribellione perché ai cadetti della marina, che amano i suoi versi, piace leggere l'"Epopea di Sherok Bedrettin", il poema sulla ribellione dei contadini del 1500 contro l'impero ottomano.
Per la sua liberazione, nel '49 firmano a Parigi, insieme a tanti altri, Sartre, Ricasso e Robeson. Per la libertà si sottopone a uno sciopero della fame di 18 giorni, nonostante il cuore malato. Esce dal carcere in seguito ad un'amnistia generale. Anche da libero è perseguitato: due tentativi di ucciderlo e il servizio militare a 50 anni, malato. Privato della cittadinanza turca, deve rifugiarsi all'estero, accolto con affetto ovunque; solo gli Stati Uniti gli negano il visto. Muore esule a Mosca nel 1963.
(Tratto da http://www.sfonditalia.it/PoesieHikmet.htm)
La Valse , Ravel (Direttore Leonard Bernstein)
Un valzer sghembo, stravolto, inquietante che vuole essere un tributo a Johann Strauss, ma chiude un'epoca ed apre un secolo (l'opera è del 1911) altrettanto sghembo...
lunedì 24 novembre 2008
Museo Diocesano di Milano
Il Museo Diocesano nasce come emanazione della Diocesi ambrosiana ed è stato inaugurato nei Chiostri di Sant'Eustorgio dal Cardinale Martini nel 2001.
La visita virtuale al museo è possibile cliccando sul link del titolo.
Mi permetto di presentare una mia visita con le opere che più mi hanno colpito.

(Intagliatore lombardo fine XIV secolo inizio XV. L'intaglio nel legno della figura rende viva la drammaticità dell'evento.)

(Alessandro Magnasco, Il furto sacrilego, 1731. Il quadro è visionario ed impressionante: sembra la scena di un film horror. In realtà anticipa una visione romantica della vita e della morte. L'anticipa talmente che all'epoca non fu ne capito ne apprezzato.)

(Gaetano Previati, Via Crucis, 1888. La Via Crucis del Previati ha avuto una vicenda travagliata. Commissionata dal Prevosto di Castano Primo per il cimitero del paese è stata "strappata" per salvarla dalla sicura perdita e riposta nella Villa Rusconi del paese. Nel 1991 un incendio ha colpito la villa che è andata quasi completamente distrutta. Le tele sono state a quel punto ritirate dalla Curia che in seguito le ha inserite nel Museo. Ancora oggi i cittadini di Castano Primo godono del privilegio di poter visitare gratuitamente queste opere all'interno del Museo Diocesano)

(Francesco Hayez, Crocifisso con la Maddalena, 1827. La foto è tratta dal Catalogo perché sembra che l'unico quadro di Hayez degno di nota sia Il bacio, almeno per Google. Questo quadro ha una drammaticità che nulla ha a che vedere con lo stereotipo romantico de Il bacio)
La visita virtuale al museo è possibile cliccando sul link del titolo.
Mi permetto di presentare una mia visita con le opere che più mi hanno colpito.
(Intagliatore lombardo fine XIV secolo inizio XV. L'intaglio nel legno della figura rende viva la drammaticità dell'evento.)

(Alessandro Magnasco, Il furto sacrilego, 1731. Il quadro è visionario ed impressionante: sembra la scena di un film horror. In realtà anticipa una visione romantica della vita e della morte. L'anticipa talmente che all'epoca non fu ne capito ne apprezzato.)

(Gaetano Previati, Via Crucis, 1888. La Via Crucis del Previati ha avuto una vicenda travagliata. Commissionata dal Prevosto di Castano Primo per il cimitero del paese è stata "strappata" per salvarla dalla sicura perdita e riposta nella Villa Rusconi del paese. Nel 1991 un incendio ha colpito la villa che è andata quasi completamente distrutta. Le tele sono state a quel punto ritirate dalla Curia che in seguito le ha inserite nel Museo. Ancora oggi i cittadini di Castano Primo godono del privilegio di poter visitare gratuitamente queste opere all'interno del Museo Diocesano)

(Francesco Hayez, Crocifisso con la Maddalena, 1827. La foto è tratta dal Catalogo perché sembra che l'unico quadro di Hayez degno di nota sia Il bacio, almeno per Google. Questo quadro ha una drammaticità che nulla ha a che vedere con lo stereotipo romantico de Il bacio)
Ottimisti versus pessimisti (una vittoria scontata)


E' meglio credere a chi (seppure bugiardo patentato) sostiene che bisogna essere ottimisti e sorridere al futuro o a chi (altrettanto poco credibile) sostiene che siamo sull'orlo della bancarotta e bisogna tirare la cinghia ?
Se la domanda si pone male la risposta non può essere che conseguente: a vantaggio del primo ed a sfavore del secondo !
La comunicazione conta, eccome... E gli errori si pagano...
J.L.Borges, Finzioni (traduzione di F. Lucentini) - La biblioteca di Babele
L'Universo (che altri chiamano la Biblioteca) si compone d'un numero indefinito, e forse infinito, di gallerie esagonali, con vasti pozzi di ventilazione nel mezzo, bordati di basse ringhiere. Da qualsiasi esagono si vedono i piani superiori e inferiori, interminabilmente.
...
Nel corridoio è uno specchio, che fedelmente duplica le apparenze.
...
Qunado si proclamò che la Biblioteca comprendeva tutti i libri, la prima impressione fu di straordinaria felicità. Tutti gli uomini si sentirono padroni di un tesoro intatto e segreto. Non v'era problema personale o mondiale la cui eloquente soluzione non esistesse: in un qualche angolo. L'universo era giustificato, l'universo attingeva bruscamente le dimensioni illimitate della speranza.
...
Alla speranza smodata, com'è naturale, successe una eccessiva depressione. La certezza che un qualche scaffale d'un qualche esagono celava libri preziosi e che questi libri preziosi erano inaccessibili, parve quasi intollerabile. Una setta blasfema suggeri che s'interrompessero le ricerche e che tutti gli uomini si dessero a mescolare lettere e simboli, fino a costruire, per un improbabile dono del caso, questi libri canonici.
...
Commento. Il mito moderno che la razionalità possa comprendere ogni cosa è un mito senza alternative: si guarda allo specchio e vede solo questa apparenza. Una Babele senza alternative: l'alternativa sarebbe credere nel caos dell'irrazionale ed è una alternativa forte con molti (agguerriti) sostenitori. Borges sostiene (e come si potrebbe non credere a questa ulteriore apparenza !):
Non mi sembra inverosimile che in un certo scaffale dell'universo esista un libro totale (perché esista basta che sia possibile); prego gli dèi ignoti che un uomo - uno solo, e sia pure da migliaia d'anni! - l'abbia trovato e l'abbia letto. Se l'onore e la sapienza e la felicità non sono per me, che siano per altri. Che il ciclo esista, anche se il mio posto è all'inferno. Ch'io sia oltraggiato e annientato, ma che per un istante, in un essere, la Tua enorme Biblioteca si giustifichi.
...
Nel corridoio è uno specchio, che fedelmente duplica le apparenze.
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Qunado si proclamò che la Biblioteca comprendeva tutti i libri, la prima impressione fu di straordinaria felicità. Tutti gli uomini si sentirono padroni di un tesoro intatto e segreto. Non v'era problema personale o mondiale la cui eloquente soluzione non esistesse: in un qualche angolo. L'universo era giustificato, l'universo attingeva bruscamente le dimensioni illimitate della speranza.
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Alla speranza smodata, com'è naturale, successe una eccessiva depressione. La certezza che un qualche scaffale d'un qualche esagono celava libri preziosi e che questi libri preziosi erano inaccessibili, parve quasi intollerabile. Una setta blasfema suggeri che s'interrompessero le ricerche e che tutti gli uomini si dessero a mescolare lettere e simboli, fino a costruire, per un improbabile dono del caso, questi libri canonici.
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Commento. Il mito moderno che la razionalità possa comprendere ogni cosa è un mito senza alternative: si guarda allo specchio e vede solo questa apparenza. Una Babele senza alternative: l'alternativa sarebbe credere nel caos dell'irrazionale ed è una alternativa forte con molti (agguerriti) sostenitori. Borges sostiene (e come si potrebbe non credere a questa ulteriore apparenza !):
Non mi sembra inverosimile che in un certo scaffale dell'universo esista un libro totale (perché esista basta che sia possibile); prego gli dèi ignoti che un uomo - uno solo, e sia pure da migliaia d'anni! - l'abbia trovato e l'abbia letto. Se l'onore e la sapienza e la felicità non sono per me, che siano per altri. Che il ciclo esista, anche se il mio posto è all'inferno. Ch'io sia oltraggiato e annientato, ma che per un istante, in un essere, la Tua enorme Biblioteca si giustifichi.
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