mercoledì 5 gennaio 2011

Rodin in mostra a Legnano

Indubbiamente "L'uomo dal naso rotto" è stata l'opera più emozionante di tutta la mostra.
Un uomo segnato dal tempo che ha inciso profondamente sul suo volto , ma che guarda sereno verso il futuro.

"Le tre ombre" è un'opera che impressiona per la sua maestosità e forza e nello stesso tempo la misteriosità dei tre personaggi è resa dall'impenetrabilità dei loro volti che sono volutamente reclinati.
Questa è un'opera che non c'è nella mostra di Legnano. Peccato. Anche in fotografia riesce a rendere la drammaticità del gesto compiuto da questi cinque cittadini che durante la guerra dei 100 anni si offrono in cambio della liberazione della città assediata. Eccoli uscire insieme dalla città e qualcuno guarda fiero avanti, un altro mesto si dirige verso la morte, uno si stringe le mani al voto disperato e un'altro ancora non riesce a trattenersi dall'impulso di girarsi indietro verso gli affetti che lascia.

Anche questo bronzo non c'è. Fa parte di quella ricerca (come le opere successive)  della naturalezza della sensualità che non bada a fasulli e pruriginosi pudori.





Il pensatore. La sola idea che Rodin abbia pensato di ritrarre Dio al settimo giorno della creazione è a dir poco geniale. Cosa vi sembra che pensi questo Dio? A me sembra dire "L'ho fatta grossa..."

Anche la grande Porta dell'Inferno non c'è. Ispirata alla Divina commedia di Dante è un'opera lasciata dopo 40 anni di lavoro incompiuta dal Rodin

11 commenti:

  1. il pensatore-creatore...forse come tutti i creatori non sono mai completamente soddisfatti delle loro opere?
    Queste sculture sono tutte a loro modo bellissime e cariche di pathos! Non logos...pathos

    RispondiElimina
  2. x Janas. Per me prima viene il logos e poi il pathos. Lo so non è una bella cosa, ma che ci posso fare?

    RispondiElimina
  3. Il volto reclinato delle tre ombre la dice lunga su Rodin e la sua visione delle cose. Non è un caso, secondo me, che la porta dell'inferno sia rimasta incompiuta. Il suo tocco leggero e la morbidezza delle sue realizzazioni è una difesa dal pathos se questo non è sostenibile, come non lo è.
    Bellssimo reportage, Guglielmo!

    RispondiElimina
  4. Rodin francese abile idetore di sogni, belle opere.

    RispondiElimina
  5. non conoscevo la prima opera, quella col naso rotto. E' bellissima. Mi sono incantata un paio di minuti buoni a guardarla. E' carica di emozioni, di vissuto.

    RispondiElimina
  6. ecco qualcosa che apre il cuore: il genio artistico. e si respira.
    grazie della segnalazione ;-)

    RispondiElimina
  7. Mi rendo conto che Rodin con il mio ragù c'entri pochino, ma è pur sempre un opera d'arte ehehe....un tubetto di concentrato per un kilo di carne ci sta. Si fidi!!! :-)

    RispondiElimina
  8. x Eli penso che ormai nessuno metta in discussione che la cucina è un'arte al pari di tutte le altre -:)

    x Shadow. Direi che vale la pena andarci a questa mostra davvero ben fatta (audioguida compresa nel prezzo che ridotto -per una qualsiasi tesserina che si ha in tasca- è di 7 €)

    xTuristadi Mestiere. Si questa statua (proposta in varie versioni e materiali) è molto significativa e naturalmente a suo tempo non è stata per niente apprezzata visto che si era ancorati a canoni di "bellezza" classici e proporre un volto deformato era uno scandalo...

    RispondiElimina
  9. Grazie per aver condiviso con noi queste meraviglie, spesso non abbiamo, o non crediamo, di aver il tempo per guardare, assaporare e godere di opere create dai nostri simili.

    RispondiElimina

I commenti non sono moderati. Si confida nei lettori che vogliono lasciare una traccia del loro passaggio.