1. Garantire a tutti il diritto al cibo e all’acqua
E’ intollerabile che ancora oggi più di un miliardo di persone sia privato del cibo e dell’acqua necessaria per sopravvivere mentre abbiamo tutte le risorse per evitarlo. Ed è ancora più intollerabile che queste atroci sofferenze siano aumentate dalla speculazione finanziaria sul cibo, dall’accaparramento delle terre fertili, dalla devastazione dell’agricoltura e dalla privatizzazione dell’acqua.
2. Promuovere un lavoro dignitoso per tutti
Un miliardo e duecento milioni di persone lavorano in condizioni di sfruttamento. Altri 250 milioni non hanno un lavoro. 200 milioni devono emigrare per cercarne uno. Oltre 12 milioni sono vittime della criminalità e sono costrette a lavorare in condizioni disumane. 158 milioni di bambine e di bambini sono costretti a lavorare. Occorre ridare dignità al lavoro e ai lavoratori, giovani e anziani, di tutto il mondo.
3. Investire sui giovani, sull’educazione e la cultura
Un paese che non investe, non valorizza e non dà spazio ai giovani è un paese senza futuro. La lotta alla disoccupazione giovanile deve diventare una priorità nazionale. Investire sulla scuola, sull’università, sulla ricerca e sulla cultura vuol dire investire sulla crescita sociale, politica ed economica del proprio paese.
4. Disarmare la finanza e costruire un’economia di giustizia
La finanza, priva di ogni controllo internazionale, sta mettendo in crisi l'Europa politica e provoca un drammatico aumento della povertà. Bisogna togliere alla finanza il potere che ha acquisito e ripristinare il primato della politica sulla finanza. Occorre tassare le transazioni finanziarie, lottare contro la corruzione e l’evasione fiscale e ridistribuire la ricchezza per ridurre le disuguaglianze sociali.
5. Ripudiare la guerra, tagliare le spese militari
La guerra è sempre un’inutile strage e va messa al bando come abbiamo fatto con la schiavitù. Anche quando la chiamiamo con un altro nome è incapace di risolvere i problemi che dice di voler risolvere e finisce per moltiplicarli. Promuovere e difendere sistematicamente i diritti umani, investire sulla prevenzione dei conflitti e sulla loro soluzione nonviolenta, promuovere il disarmo, contrastare i traffici e il commercio delle armi, tagliare le spese militari e riconvertire l’industria bellica è il miglior modo per aumentare la nostra sicurezza.
6. Difendere i beni comuni e il pianeta.
Se non impariamo a difendere e gestire correttamente i beni comuni globali di cui disponiamo, beni come l’aria, l’acqua, l’energia e la terra, non ci sarà né pace né sicurezza per nessuno. Nessuno si deve più appropriare di questi beni che devono essere tutelati e condivisi con tutti. Urgono istituzioni, politiche nazionali e internazionali democratiche capaci di operare in tal senso. Occorre ridurre la dipendenza dai fossili, introdurre nuove tecnologie verdi e nuovi stili di vita non più basati sull’individualismo, la mercificazione e il consumismo.
7. Promuovere il diritto a un’informazione libera e pluralista
Un'informazione obiettiva, completa, imparziale, plurale che mette al centro la vita delle persone e dei popoli è condizione indispensabile per la libertà e la democrazia. Sollecita la partecipazione alla vita e alle scelte della collettività; favorisce la comprensione dei fenomeni più complessi che attraversano il nostro tempo, promuovere il dialogo e il confronto, costruisce ponti fra le civiltà, avvicina culture diverse, diffonde e consolida la cultura della pace e dei diritti umani.
8. Fare dell’Onu la casa comune dell’umanità.
Tutti nelle Nazioni Unite, le Nazioni Unite per tutti. Se vogliamo costruire un argine al disordine internazionale, i governi devono accettare di democratizzare e rafforzare le Nazioni Unite mettendo in comune le risorse e le conoscenze per fronteggiare le grandi emergenze sociali e ambientali mondiali.
9. Investire sulla società civile e sullo sviluppo della democrazia partecipativa
Senza una società civile attiva e responsabile e lo sviluppo della cooperazione tra la società civile e le istituzioni a tutti i livelli non sarà possibile risolvere nessuno dei grandi problemi del nostro tempo. Rafforzare la società civile responsabile e promuovere la democrazia partecipativa è uno dei modi più concreti per superare la crisi della politica, della democrazia e delle istituzioni.
10. Costruire società aperte e inclusive.
Il futuro non è nella chiusura in comunità sempre più piccole, isolate e intolleranti che perseguono ciecamente i propri interessi ma nell’apertura all’incontro con gli altri e nella costruzione di relazioni improntate ai principi dell’uguaglianza e alla promozione del bene comune. Praticare il rispetto e il dialogo tra le fedi e le culture arricchisce e accresce la coesione delle nostre comunità. I rifugiati e i migranti sono persone e come tali devono vedere riconosciuti e rispettati i diritti fondamentali.
Queste priorità devono essere portate avanti da ogni persona, a livello locale, nazionale e globale, in Europa come nel Mediterraneo.
Per realizzarle abbiamo innanzitutto bisogno di agire insieme con una strategia comune e la consapevolezza di avere un obiettivo comune.
Per realizzarle abbiamo bisogno di dare all’Italia un governo di pace e una nuova politica, coerente in ogni ambito, e di investire con grande determinazione sulla costruzione di un’Europa dei cittadini, federale e democratica, aperta, solidale e nonviolenta e di una Comunità del Mediterraneo che, raccogliendo la straordinaria domanda di libertà e di giustizia della primavera araba, trasformi finalmente quest’area di grandi crisi e tensioni in un mare di pace e benessere per tutti.
Assisi, 25 settembre 2011
sabato 3 settembre 2011
venerdì 2 settembre 2011
Capitan de Catin (ultimo). Gli insetti di Sardegna studiati da un milanese
Il nome di Giuseppe Cedrati (detto Genè) certamente è sconosciuto ai più. Si tratta di uno studioso nato nel 1800 in un piccolo paese della provincia vicino al mio (Turbigo). Il padre faceva il Fattore nella nobile casa degli Erba-Odescalchi e ebbe la fortuna di essere avviato agli studi. A 16 anni si trasferì per gli studi a Pavia e lì fu colto, oltre che da una grave malattia, dall'amore per la storia naturale ed in particolare per gli insetti. Laureatosi a 21 anni, si ritirò per i successivi sei nella casa paterna ad approfondire i suoi studi e a 26 anni fu chiamato come assistente alla cattedra di Storia Naturale nell'Università di Pavia e, successivamente nel 1830, a dirigere il Museo di Torino.
Che c'entra Giuseppe Cedrati con la Sardegna? Carlo Alberto gli diede l'incarico di fare studi sulla fauna e sulla flora di Sardegna e Cedrati con l'aiuto di Alberto Lamarmora (fratello del generale) fece alcune "campagne". Suo è uno studio sul Falco della regina (Eleonora) e l'individuazione di ben 56 specie nuove di insetti.
L'opera più "famosa" di Giuseppe Cedrati è Pregiudizi popolari sugli animali e c'è uno scritto del nostro anche sui pesci del Ticino con tanto di voci dialettali.
Ora Carlo Alberto era un sovrano alquanto autoritario, certo non amava quelli che andavano dicendo che la monarchia doveva essere abbattuta (e come si può dargli torto) e per questo aveva condannato a morte vari personaggi tra cui Giuseppe Mazzini, ma questo fatto che finanzi una "spedizione" naturalistica per studiare fauna e flora della Sardegna me lo rende simpatico...
Fate un (azzardato) confronto con la nostra classe dirigente d'oggi: pensate che possano fare una sola cosa che non sia per tornaconto personale?
E questa è l'ultima "coincidenza" trovata tra due terre lontane e tanto diverse...
PS Chi fosse curioso, può trovare il libro di Giuseppe Cedrati citato su Google Books
Che c'entra Giuseppe Cedrati con la Sardegna? Carlo Alberto gli diede l'incarico di fare studi sulla fauna e sulla flora di Sardegna e Cedrati con l'aiuto di Alberto Lamarmora (fratello del generale) fece alcune "campagne". Suo è uno studio sul Falco della regina (Eleonora) e l'individuazione di ben 56 specie nuove di insetti.
L'opera più "famosa" di Giuseppe Cedrati è Pregiudizi popolari sugli animali e c'è uno scritto del nostro anche sui pesci del Ticino con tanto di voci dialettali.
Ora Carlo Alberto era un sovrano alquanto autoritario, certo non amava quelli che andavano dicendo che la monarchia doveva essere abbattuta (e come si può dargli torto) e per questo aveva condannato a morte vari personaggi tra cui Giuseppe Mazzini, ma questo fatto che finanzi una "spedizione" naturalistica per studiare fauna e flora della Sardegna me lo rende simpatico...
Fate un (azzardato) confronto con la nostra classe dirigente d'oggi: pensate che possano fare una sola cosa che non sia per tornaconto personale?
E questa è l'ultima "coincidenza" trovata tra due terre lontane e tanto diverse...
PS Chi fosse curioso, può trovare il libro di Giuseppe Cedrati citato su Google Books
martedì 30 agosto 2011
lunedì 29 agosto 2011
Ritratti di vite non illustri (all'aeroporto)
L'aeroporto di Alghero è molto piccolo e si anima sopratutto d'estate. Attendere l'aereo per Milano 4 ore non mi spaventa, anche se ho lasciato libro e giornali nella valigia consegnata al check-in. Non sono tipo da ipod e quindi osservo i personaggi della sala d'attesa.
Imprenditore brianzolo e famiglia. Lui cinquantenne iper-attivo, non si siede mai: è attirato prima dalla pubblicità della vendita di appartamenti che spicca da un grande manifesto, poi dal negozio (scusate shop) di "prodotti tipici" sardi, poi dai distributori automatici di bibite bevande calde e ogni tipo di snack. Dopo ogni ricognizione torna dalla moglie e dalla figlia a raccontare le sue scoperte. Sempre entusiasta di tutto quello che ha trovato: appartamenti a prezzi stracciati sul mare, bottarga sotto vuoto, un favoloso cappuccino con la schiuma, un set per fare barba-lavarsi i denti-pettinarsi usa e getta. Moglie e figlia, scettiche, gli rispondono a monosillabi. La figlia, piuttosto bruttina, sfoggia un periodare bocconiano, enfatico e spropositato per un uso domestico (in fin dei conti è la "famiglia Brambilla in vacanza"); fugge alla regola "brutta , ma simpatica".
Strana coppia. Tutti e due vestiti rigorosamente in nero. Uno trentenne, alto, abbigliamento casual ricercato, borsello, lo sguardo, sottomesso, sempre attento al compagno. L'altro cinquantenne, piccolo e tracagnotto in giacca e cravatta ed un cappello a tese larghe (sempre nero) che non si toglie mai per celare la vasta calvizie sottostante. Ha un palmare perennemente in mano che stuzzica con uno stilo appuntito, non guarda mai il compagno, anche quando gli rivolge la parola. Il tracagnotto si agita a destra ed a manca, telefonando, inviando messaggi, rispondendo a email, mentre l'altro pende dalle sue labbra, lo segue, gli accomoda la piccola valigia. Non ridono mai.
Compagnia di ragazze spagnole. Le ragazze di 18 anni sono uguali in tutto il mondo, credo. Queste sono spagnole. Sei o sette, sedute a terra, mangiano di tutto tirando fuori da minuscole valigie ogni ben di dio. Il loro abbigliamento non lascia spazio all'immaginazione: hot-pant stracciati, camicie scollare, portano ancora il costume sotto. Quando vanno alla toilette tornano anche cambiate con improbabili scialli leggerissimi, canottiere sbrindellate e altri indumenti che probabilmente si scambiano tra loro. L'ultima a recarsi al bagno torna con un abito zingaresco lungo fino ai piedi e con un evidente pancione sotto, a simulare una gravidanza già avanzata. Tutte ridono di questa trovata dell'amica e commentano lo stupore dei genitori quando la vedranno scendere dall'aereo. Ridono delle raccomandazioni che tutte hanno avuto alla partenza e delle messe in guardia dalle avventure estive da spiaggia. "Dieci giorni in Sardegna e torna gravida di otto mesi" !
Sessantenne brizzolato. Maglietta e pantaloni lunghi leggeri, sandali ai piedi. Curioso, si guarda in giro senza muoversi dal suo sedile. Risponde con un sorriso a chi gli sorride, senza scambiare una parola. A tratti corruga la fronte, come se un pensiero troppo fosco o fastidioso lo percorresse. Osserva i bambini che cercano di sopravvivere in questo luogo assolutamente desolato per loro e ci riescono con la loro fantasia e gioia di vivere.
Imprenditore brianzolo e famiglia. Lui cinquantenne iper-attivo, non si siede mai: è attirato prima dalla pubblicità della vendita di appartamenti che spicca da un grande manifesto, poi dal negozio (scusate shop) di "prodotti tipici" sardi, poi dai distributori automatici di bibite bevande calde e ogni tipo di snack. Dopo ogni ricognizione torna dalla moglie e dalla figlia a raccontare le sue scoperte. Sempre entusiasta di tutto quello che ha trovato: appartamenti a prezzi stracciati sul mare, bottarga sotto vuoto, un favoloso cappuccino con la schiuma, un set per fare barba-lavarsi i denti-pettinarsi usa e getta. Moglie e figlia, scettiche, gli rispondono a monosillabi. La figlia, piuttosto bruttina, sfoggia un periodare bocconiano, enfatico e spropositato per un uso domestico (in fin dei conti è la "famiglia Brambilla in vacanza"); fugge alla regola "brutta , ma simpatica".
Strana coppia. Tutti e due vestiti rigorosamente in nero. Uno trentenne, alto, abbigliamento casual ricercato, borsello, lo sguardo, sottomesso, sempre attento al compagno. L'altro cinquantenne, piccolo e tracagnotto in giacca e cravatta ed un cappello a tese larghe (sempre nero) che non si toglie mai per celare la vasta calvizie sottostante. Ha un palmare perennemente in mano che stuzzica con uno stilo appuntito, non guarda mai il compagno, anche quando gli rivolge la parola. Il tracagnotto si agita a destra ed a manca, telefonando, inviando messaggi, rispondendo a email, mentre l'altro pende dalle sue labbra, lo segue, gli accomoda la piccola valigia. Non ridono mai.
Compagnia di ragazze spagnole. Le ragazze di 18 anni sono uguali in tutto il mondo, credo. Queste sono spagnole. Sei o sette, sedute a terra, mangiano di tutto tirando fuori da minuscole valigie ogni ben di dio. Il loro abbigliamento non lascia spazio all'immaginazione: hot-pant stracciati, camicie scollare, portano ancora il costume sotto. Quando vanno alla toilette tornano anche cambiate con improbabili scialli leggerissimi, canottiere sbrindellate e altri indumenti che probabilmente si scambiano tra loro. L'ultima a recarsi al bagno torna con un abito zingaresco lungo fino ai piedi e con un evidente pancione sotto, a simulare una gravidanza già avanzata. Tutte ridono di questa trovata dell'amica e commentano lo stupore dei genitori quando la vedranno scendere dall'aereo. Ridono delle raccomandazioni che tutte hanno avuto alla partenza e delle messe in guardia dalle avventure estive da spiaggia. "Dieci giorni in Sardegna e torna gravida di otto mesi" !
Sessantenne brizzolato. Maglietta e pantaloni lunghi leggeri, sandali ai piedi. Curioso, si guarda in giro senza muoversi dal suo sedile. Risponde con un sorriso a chi gli sorride, senza scambiare una parola. A tratti corruga la fronte, come se un pensiero troppo fosco o fastidioso lo percorresse. Osserva i bambini che cercano di sopravvivere in questo luogo assolutamente desolato per loro e ci riescono con la loro fantasia e gioia di vivere.
domenica 28 agosto 2011
venerdì 26 agosto 2011
Natura spettacolare. Foto dalle valli di Alagna. E una domanda (scomoda) di mio figlio...
Mio figlio mi ha fatto una di quelle domande da 100 pistole :" Ma perché vale la pena vivere in un mondo di merda così? ". La domanda è rimasta sospesa, così, senza risposta. Forse la domanda era retorica o palesemente provocatoria o (ci si può illudere) che sia addirittura sbagliata.
Quello che mi ha preoccupato di più è stato il suo sguardo rivolto verso di me. Si perché quello sguardo era fin troppo esplicito: io ero tra quelli che avevano costruito "quel" mondo di merda, l'avevo sopportato, forse ero tra quelli che se n'erano lavate le mani, indifferenti o aristocratici.
Le risposte a quella domanda, temo, non vengano dalle idee, ma dalla natura stessa che tutto sopporta e macina, che guarda con un sorriso persino il nostro affannarsi, sapendo che alla fine l'avrà vinta...
mercoledì 24 agosto 2011
Scritte sui muri
![]() |
| Nel cortile del Comune di Sassari si trova questa semplice lapide. Ogni commento è superfluo. |
![]() |
| Scritta su una stradina del centro di Sassari. Senza parole, anche questa... |
Poi, vabbè , su qualche muro di periferia, andare a mettere con lo spray una scritta come l'altra, non guasta. Questa seconda è un'opzione volontaria.
lunedì 22 agosto 2011
Capitan de catin (3) : San Lucifero
![]() |
| San Lucifero a Cagliari |
![]() |
| Madonna di Cagliari-Oropa e Crea |
Ma qui arriva la seconda "affinità" tra Sardegna e le mie terre. Quell'Eusebio , che naturalmente divenne santo, al ritorno dalla Palestina portò a casa come souvenir tre statue della madonna in legno di tiglio (quindi leggermente scure) e ne donò una a al Duomo di Cagliari e la gemella se la portò quando venne nominato Vescovo di Vercelli donandola al Santuario di Oropa e la terza la regalò al Santuario di Crea (in provincia di Alessandria).
Com'è piccolo il mondo !
sabato 20 agosto 2011
Capitan de catin (2) : le risaie sarde
Il campeggio è posizionato nella pineta che da Torre Grande scende giù fino al porto di Oristano. Una mattina decido di prendere la bici e fare un giro nei dintorni per capire com'è il posto. La strada asfaltata corre parallela alla spiaggia a 300 metri dal mare. Subito fuori dal campeggio vedo una indicazione di un grand Hotel e mi dirigo all'interno della campagna verso Cabras. Ed ecco la prima sorpresa (e coincidenza) : dietro una piccola macchia che divide la strada dai campi, una risaia ormai quasi in "asciutta", in attesa del raccolto di fine agosto, inizio settembre. Mi sono detto "sono a casa mia" , le risaie fanno parte del mio panorama abituale e con loro l'amato airone. Vabbè qui si danno un po' più di arie perché nelle lagune di Cabras si possono ammirare anche i fenicotteri rosa, ma la Sardegna dovrà pure fare bella figura rispetto al novarese e vercellese...
mercoledì 17 agosto 2011
Capitan de catin è tornato (temporaneamente)
Dunque il viaggio in Sardegna.
Ora devo dire che la Sardegna mi ha portato molte sorprese: la più sorprendente è stata che non è poi così lontana da noi... Vi spiegherò poi perché sono arrivato a questa conclusione.
(Continua)
Per chi parte l'atteggiamento è sempre ambiguo: c'è la voglia di "staccare" e c'è insita nel partire la voglia di tornare. Almeno , non vorrei generalizzare, questo è quello che provo io. Essendo un Capitan de catin non potrebbe essere altrimenti: forse è l'abitudine a panorami ristretti dalle nebbie o la pianura che non consente molte prospettive se non quella di guardare qualcosa di molto lontano ed irraggiungibile (il mitico Monte Rosa).
La preparazione della valigia è stato il primo sintomo che qualcosa stava cambiando: qualche giorno prima avevo portato su dalla cantina la valigia rossa delle vacanze sistemandola su una sedia in camera. Con mio sommo stupore, una sera l'ho trovata "perfettamente" fatta: la badante di mia madre aveva pensato di "assistere" anche me. Ho soprasseduto, anche perché la scelta delle poche cose da portare per rimanere nei fatidici 8 Kg consentiti dalle compagnie aeree mi avrebbe costretto a scelte troppo drastiche per me. In ogni caso, all'ultimo momento, ho dovuto rinunciare alle mie nuove scarpette da trekking e la cosa mi ha contrariato non poco.
Tra gli oggetti che non potevano mancare c'era, naturalmente, la macchina fotografica "piccolina e digitale" ed ho curato la carica della batteria perché non mi mollasse sul più bello.
Partenza da Linate e arrivo a Cagliari. Poi il trasferimento in un camping sul golfo di Oristano verso le lagune di Cabras. E questa la mattina successiva è la prima immagine...
Ma non vorrei illudervi oltre. Questa è una foto col telefonino. Quando ho estratto la macchina fotografica digitale dalla valigia mi sono accorto, con grande disappunto, di aver lasciato la pila a casa, carichissima...
Ora devo dire che la Sardegna mi ha portato molte sorprese: la più sorprendente è stata che non è poi così lontana da noi... Vi spiegherò poi perché sono arrivato a questa conclusione.
(Continua)
martedì 2 agosto 2011
Senza parole (o quasi)
![]() |
| Ora tocca a me...il Capitan de catin esce dal suo catino e va nella tinozza... |
Arrivederci a dopo ferragosto, tornerò carico di foto, pensierini e poesie...
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