martedì 24 novembre 2009

Torre di Babele


Devo confessare che questa storia della Torre di Babele mi fa leggermente incazzare. Riassumendo: emigrando dall'oriente, gli uomini, trovano un posto piacevole dove stabilirsi e decidono di farsi una città fregiata da una bella torre che sfida il cielo. A questo punto quel rompiballe del Signore scende a vedere la città e
"Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l'inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro". (Genesi 11, 6)
Ora pensare che il Signore sia un leghista ante-litteram sarebbe troppo riduttivo (per il Signore, intendiamo). Perché avrebbe dovuto avercela su con quei poveri emigranti che finalmente avevano trovato un angolo di Paradiso? Già perché sembra proprio che il Paradiso fosse da quelle parti lì, tra l'altro.
E poi che scherzo è mai questo? Confondere le lingue... Prima di questo sciagurato intervento del Signore tutti gli uomini parlavano la stessa lingua, dopo tutti hanno cominciato a parlare i loro incomprensibili dialetti e quando non ci si capisce gli equivoci sono all'ordine del giorno e le guerre pure. A volte capita che anche quando ci si capisce scoppiano le guerre, figuriamoci!
Ma perché faceva così irritare il Signore questa Torre di Babele? L'esegesi cattolica ci ha propinato la favoletta che il Signore voleva punire l'orgoglio dell'uomo che voleva farsi Dio. Ma il Signore creatore di tutte le cose compreso l'uomo non conosceva la sua creatura? Non bastava che fosse soggetta alla morte? Non bastava che fosse soggetta al dolore gratuito dei mali fisici e spirituali? No, ha voluto infierire confondendogli anche la lingua.
No, questa storia della Torre di Babele mi fa incazzare.

5 commenti:

  1. mi unisco alla tua incazzatura.
    In realtà il famoso signore somiglia molto a giove: teme che qualche uomo o altro dio o semidio gli freghi la poltrona. E' per questo che confonde le lingue

    marina
    ma ho anche una lettura molto più blasfema

    RispondiElimina
  2. Giochi di parole al Caffè Bonazzi (2014) A Seamus Heany

    1) Me.dju.s'hat=Con dei cobra sulla testa (Medusa);
    2) Hyksos=Heka Khesut=Stranieri principi (scacciati da Ah-mosi, dove Ah=il dio luna, in Alto Egitto);
    3) Un.as=Colui che era scorpione (faraone);
    4) Men.es=Il re scorpione (faraone);
    5) Men.ka-u.Ra=Il re dai molti Ka spirituali di Ra (Micerino, faraone);
    6) Khaf.Ra=girato è Ra’ Khaf=Ra è anima vivente (Chefren, faraone);
    7) Min.osh= Il re scorpione (Minosse, Creta);
    8) Aga.men.Nun=Il grande re dell'Oceano (Agamennone, Ellade);
    9) Per.usiam=Per oscam partem, Attraverso la terra degli Oschi (Perugia);
    10) Dasht-e-Lut=Dashart el-Lot=il Deserto di Lot (e di Abramo?) [luogo in Iran];
    11) Og.ija=strano luogo nel mare (Ogigia) [nota: Og, da Gog o Magog?];
    12) Ki.er.senn.esh=Chersoneso, Kerch, isola dell'Ucraina=Luogo di antica signoria (Circe);
    13) K.ar.un.tii.ef=Che trasporta chi un tempo camminava (Caronte);
    14) Pi-Alas.ija=L'isola a forma di scorpione: dei Pelasgi (Cipro/Cyprus; cupressum=rame e cipresso);
    15) Vol.turn=Fiume dell'avvoltoio (Volturno) [nota: in effetti il Volturno e il Liri formano la figura di quell’uccello];
    16) My.khenai=Miu.ghenus=Di leoni la stirpe (Micene);
    17) Him.alaya=Del cielo la montagna;
    18) Valdo=dove sta la foresta, germanismo (simile a Gualdo);
    19) Adamo: Ish (il maschio) Had-am-akh= La testa venuta fuori da immagine/dimora, ma più propriamente dalla vagina;

    RispondiElimina
  3. 20) Cam.e.lot=Cam.u.lod(unum)=castrum Rom. sul fiume Cam di Cambridge (Colchester);
    21) Parsifal=Perceval=Par cheval(ier)=Lo scudiero;
    22) Langhe.lot=il Lunga lancia (Lancillotto);
    23) Sam.nis=Uomo valente (sannita, Italia preromana) [nota: anche l’ebraico Sem significa Uomo, come del resto il Sami lappone];
    24) Roma=Hro.mar= Ciò che sta davanti all’aratro;
    25) Rasenna=Hra.s’inna=Di fronte al proprio mare (Etruschi);
    26) An.hattu.lija=Che era la terra sul mare di Hatti (Ittiti, Anatolia);
    27) Eneti, grecismo=En.hetti=Che c’erano prima degli Ittiti (Veneti);
    28) Mer.en.Ptah=Amato dal dio Ptah (faraone);
    29) Nefert.iiti=La bella che viene (regina, Egitto);
    30) Khamiut=Le due rive nere (a causa del limo del Nilo: Egitto) [nota: l’egizio non è uomo di colore, come già rispose Hatshepsut a caro “fratello” di Mitanni. Eh, già: anche a quei lontani tempi, per salvare capre e cavoli i matrimoni erano combinati e Thut-mosi III era figlio di principessa di Mitanni. Ma a quelli, poi, fece vedere le traveggole a Megiddo, in Palestina, in una sorta di Armageddon];

    RispondiElimina
  4. 31) Ekh.en.Ptah=Il Paese del dio artigiano (propriamente Egypt, Egitto);
    32) Ap.hroden.iiti=Colei che viene con volto di giovenca (Afrodite, non la Anadiomede);
    33) Telem.akh.w=Eredità (in assiro) dell'immagine (di Odisseo)=Telemaco;
    34) Senn.akh.er.ib=Colui che aumentò il numero di fratelli (Sennacherib, assiro);
    35) Kal.y.pish.us=Nin.gal.y.pish.tim=La dea sole mi è la vita (Calipso);
    36) Eresh.ki.gal=Regina degli inferi (Ki=terra, gal=nascosta) [nota: anche la Kalì indù è sotterranea];
    37) Sin'e'ar=La terra di Sin (nella Bibbia)=Sumer (Iraq) [nota: il mesopotamico Monte Nizin, cioè del dio luna Sin, ha un omonimo: il Monte Sinai del decalogo];
    38) Ish.tar=Colei che si dona (dea dell'amore e della guerra) [nota: tar probabilmente è una parola altaica e significa dono, e Mounji Tar, in lingua siberiana, stranamente rassomiglia molto a Mohenjo-Daro, come Dono della Madre Terra (Mou/Mu). Del resto henge=portare, perciò nji e henjo, anche come complemento di specificazione.

    RispondiElimina
  5. E’, però, degli antichi veneti che parole di città come Treviso (Tar-visum, Dono dei fiumi: il Sile e il Cagnan) e Trieste (Ter-geste, Mercato) contengono il prefisso tar o ter che indica naturalmente il luogo di un dono dato. Se poi pensiamo ai tirreni etruschi, intesi come tyr=tiur e hena=ghena, questi capitani di mare erano Progenie degli scambi. Al mondo tante stranezze, non mi stupirebbe che dal malese Orang=uomo possa derivare Rangu o Uranji, cioè il nome della scrittura fatta di “omini” dell'Isola di Pasqua: questa, poi, rassomiglia molto a quella della civiltà della valle dell’Indo. Altra stranezza è la città sull’Indo Kot Diji, che tradotto dall’egizio può significare I contenitori (vasi?) del serpente cobra (djet), come Harappa se letto al contrario in Pa.hap.har=il bove regale, la cui groppa potrebbe raffigurarsi nel fiume Gange o ricordarci per grandi linee la schiena di un estinto zebù in certi antichi sigilli. Chahun-Daro, poi, in cinese ricorda Cha=fiume, come se essa sia la Città "dono" dell'Indo. Per quel che ne so, gli scheletri radioattivi trovati a Mohenjo-Daro erano di tipo mongoloide, proto-alpino e alpino, quindi provenienti da aree geografiche ben differenti, come di genti richiamate dalla civiltà in mattoni a onorare il potente Signore degli animali (Shiva), ma bisognerebbe ricercare in situ un cratere d’impatto meteoritico risalente a quel periodo storico per giustificare le contaminazioni. Non credo ai vimana volanti, ma forse a qualche occasionale extraterrestre che non si sbandiera tanto oggigiorno, dopo delle bombe atomiche];
    39) Ut-nah.pish.tim=Colui che vide la vita (il Noè assiro-babilonese) [nota: nel piccolo grande universo di Sargon di Akkad gli altri tre Noè del diluvio sono: Atrahesis per l’Elam, Noah per Amorrei, Ziusudra per Sumeri. Ho detto “piccolo grande universo” perché il diluvio non pare proprio così universale, seppur ci siano state nel tempo altre aree interessate dal fenomeno. Misteri? Ah! Se trascriviamo al contrario il nome caldeo dell'Eufrate, e lo traduciamo, vien fuori “Hathor la Giovenca”, mentre il Tigri, sempre in caldeo e come Til.g.(e)l.hat, si può tradurre come Fiume di ciò che gli sta sulla testa. Un corno bufalino? Come se la testa della dea adorata anche in miniere del Sinai avesse occhi e orecchi bovini in città antiche dove era sito l’Eden biblico. Chissà come un dio lo vedeva dall’alto! Di certo il Nilo egizio ne era una zampa posteriore nel Nomo presso la Grande Piramide];
    40) Y.H.W.H.= Yah-ho-(was-ah)-netor-en-netoren= Io che vengo portando (lo scettro sono) il dio degli dèi=Yehowah, Geova [nota: vedi strani geroglifici di papiro con riferimento a tempio giudaico, epoca persiana, Alto Egitto: a Elefantina, vicino a tempio di Iside, invece tolemaico. Da notare che in antico egizio Pa Netor ah, “il dio che io sono”, suona molto simile a Torah, il Pentateuco di Mosè, e che Mosè, come nome simile a Mosi, Mosis e Messes, può tradursi in E’ nato. Ma c’è da chiedersi come mai vi è quella dicitura “Dio degli dèi”: c’è un politeismo nascosto in Elohim? Elohim, in ebraico, significa “Gli dèi”, nella Bibbia è tradotto semplicemente Dio, a differenza di Geova che è il nome del Signore stesso. Lampada non va messa sotto un secchio per far luce... Be’, anche questa sta in alto. Anzi, in Alto Egitto!].



    Esserci e il nulla (2014)

    RispondiElimina

I commenti non sono moderati. Si confida nei lettori che vogliono lasciare una traccia del loro passaggio.