giovedì 5 novembre 2009

Mamma gialla [Carcere in Italia. Una testimonianza]




Ricevo da un caro amico questa testimonianza sul carcere che lascia l'amaro in bocca.
Adesso è diventato attualità, uno dei buchi neri è nelle carceri. Ne avevo prova già cinque anni fa. Un mio parente, per un piccolo reato ma piccolo (perché era veramente piccolo, se era un'altra condizione sociale neanche veniva indagato), che è purtroppo deceduto che oltre al dispiacere non può di fatto confermare, era venuto a contatto con una tristissima realtà: la cella liscia.
Trovandosi a San Vittore, strapieno come al solito (in una cella per quattro stavano in sei, due dormivano sul pavimento) ed essendo un tipo un pochino vivace, dopo tre mesi era stato trasferito nel carcere di Viterbo, chiamato "MAMMA GIALLA".
Era in una cella da due, l'altro era un tipo tranquillo di Viterbo, sua mamma veniva a trovarlo in bici perché abitava vicino e gli portava delle buone cose che mangiava da bambino.
Sentì parlare della cella liscia, dove andavi quando facevi il cattivo, ma non si preoccupò, tanto lui avrebbe fatto il buono e non il cattivo. Alla seconda settimana gli fecero assaggiare la cella liscia che era semplicemente una cella vuota con dentro niente: né letto né water né lavandino, vuota, completamente vuota, e ti facevano entrare completamente nudo. La prima volta gli fecero un trattamento leggero: qualche sberla, cinquanta piegamenti e dentro. Lo lasciarono venti ore. Poi lavò la cella con la canna dell'acqua, gli ridiedero i vestiti e tornò in Sezione.
La seconda volta fu per una grossa mancanza: trasferirono il suo compagno di cella, a due mesi dalla fine pena, nel carcere di Frosinone e lui litigò con le guardie per questo motivo e in preda all'ira scagliò il fornellino contro una guardia. Quella volta fu il Record di cella liscia: sette giorni. Sette giorni con la luce accesa, facendosi addosso tutto, dormendo (?) per terra (era inverno) mangiando e bevendo una volta al giorno e, per fare un pochino di ginnastica ogni tanto (avendo sempre la luce accesa non aveva più la concezione del tempo) entravano in due e alternavano una serie di schiaffi a una di piegamenti.
Queste sono cose che succedono in Italia. Uno dei buchi neri.
Uno. Perché ce ne sono altri nel nostro civilissimo paese.
Vittorio

2 commenti:

  1. Mi hai lasciato allucinata perchè dici la verità. Lo sapevo che questo accadeva, solo che quando lo sai è una cosa ma quando lo senti dire con semplicità e pacatezza, la verità grida più forte. Ancora una volta accade che la dimostrazione di ciò che si osserva diventa non consolabile ma insostenibile.
    Grazie.

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  2. una testimonianza forte, sì. Non smetto di gridare allo scandalo che rappresentano le condizioni carcerarie italiane, ora dopo l'ennesima morte sospetta, troppo lampante per essere messa sotto silenzio, si torna a parlarne ma sempre con le dovute cautele. Mi sento inferocita con l'informazione che non se ne occupa abbastanza, ma qualche giorno fa c'era un interessante resoconto di Luigi Manconi su l'Unità che segnalo. Grazie di averci resi partecipi di questa testimonianza.

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