domenica 27 giugno 2010

Immagini e poesia

Viene la stagione dei grandi silenzi, anche nei blog. E' un bene: ci riconciliamo con la natura e forse stiamo un po' più all'aperto, non perdiamo tempo a leggere e scrivere davanti ad un caldo monitor.
Per i pochi affezionati che sono rimasti (pigri, sfaccendati, ecc) non rimane che scrivere di poesia. La poesia rinfresca l'aria.
Un'estate di immagini e poesia.


Quanto più bella appare una bellezza 
quando s’adorna d’una vita piena: 
bella la rosa, e più bella s’apprezza 
per quel dolce profumo che l’invena. 
Rosa canina ha fiamma d’ugual fuoco 
quant’è nel fior di serra, più odoroso: 
pari le spine, pari il lieto gioco 
d’alito estivo al bocciolo ritroso. 
Rosa di campo è bella né pregiata, 
vien disamata in boccio, umile in fiore, 
sfiorisce a sé. La rosa coltivata 
muore soave in suo soave odore: 
così di te, giovane bell’amica, 
sfiorito il boccio, la poesia ridica.

(Sonetto 53 W. Shakespeare)

P.S. Non è una rosa, ma un melograno: licenza fotografica. Il tutto è nato da una lettura dei Sonetti di Shakespeare al Teatro dell'Elfo a Milano con Elena Russo Arman con musiche di John Dowland suonate dalla chitarrista Alessandra Novaga. 

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