lunedì 14 settembre 2009

Primo giorno di scuola

Scuola Media Bonvesin di Legnano nell'industriosa provincia di Milano. La Scuola ha circa 600 alunni con una presenza di "stranieri" pari al 20-25 %. L'integrazione e supporto per più di un centinaio di alunni sono affidati ad una (1) insegnante a 18 ore.
La Bonvesin "raccoglie" molti più studenti "stranieri" delle altre scuole per due motivi: quelle private (una gestita da Comunione e Liberazione e l'altra direttamente da suore) costano care, mentre le altre scuole pubbliche "semplicemente" non accettano le iscrizioni di stranieri. Illegale? Incostituzionale?
Chi se ne fotte !
Buona scuola a (quasi) tutti.

domenica 13 settembre 2009

Rifiuti tossici e mafia

A volte, proprio nei momenti piu' bui e torbidi, l'Italia da' la migliore prova di se'.
Per una serie di circostanze un biologo marino Assessore all'Ambiente in Calabria e un magistrato che da anni si batte contro la 'ndrangheta si sono ritrovati insieme a far luce su una delle piu' torbide vicende di mafia-industria e corpi deviati dello Stato: le navi con scorie radioattive affondate.
Se ne parlava da tempo ma non c'erano elementi di certezza e soprattutto mancavano le prove: almeno una nave. Ora la prova c'e'!!!

Onore e grazie dunque all'assessore all'Ambiente della Regione Calabria Silvestro Greco ed al Procuratore della Repubblica di Paola Giordano Bruno.

Da loro e' stata prima scoperta a terra l'acqua inquinata pesantemente  da depositi occulti nascosti dalla'nadragheta lungo i fiumi della Calabria, ora la prova regina  in mare con acqua gravemente inquinata dalle scorie radioattive provenienti dai fusti corrosi nella nave dei veleni appena scoperta a 500 mt di profondita' davanti a Cetraro.

Questa vicenda ha numerosi risvolti di importanza enorme e strategica nella nostra battaglia per la difesa della democrazia in Italia

1) Trovare la nave significa identificare la prima pesantissima prova e il riscontro al pentito di mafia Francesco Fonti che ha parlato per primo del traffico di rifiuti tossici e delle movimentazioni dei rifiuti tossici  tramite navi. Conferma che il traffico dei rifiuti e' su scala industriale e le chiavi sono in mano alle mafie. La nave risulta radiata dal RINA con un falso clamoroso. In Italia scompaiono le navi come noccioline...avvelenate.

2) Il traffico e' internazionale a cavallo tra Italia e continente Africano. La pista libanese viene altrettanto confermata e soprattutto assume una luce accecante la vicenda di Ilaria Alpi. Ilaria era su questa strada, per questo l'hanno eliminata.

3) Se la gente di Cetraro e dintorni ha tassi di tumori e  mortalita'/morbilita' nettamente piu' alti della media il motivo non puo' risiedere solo nei tetti in amianto di Cetraro. L'incremento netto di Il tumori della tiroide, ad esempio,  non viene di certo per l'amianto.

4) Ora la nave deve essere recuperata e l'area bonificata: i costi si prevedono enormi.

5) Trovandoci in piena espansione vertiginosa della nuova politica energetica del governo Berlusconi basata sul rilancio del nucleare, la vicenda della nave Cunsky diventa se non il perno, di sicuro si costituisce come uno dei pilastri piu' importanti della risposta possibile da dare alla lobby mediatico-affaristica.
E rappresenta una risposta al ritornello dei bassi costi del nucleare. Il conto si fa infatti alla fine.
Contro la politica dei filo nucleari da oggi c'e' un enorme carico di scorie radioattive affondato per la connession infame che da sempre esiste tra mondo degli affari e mafie in Italia

6) Le prove. Una donna segui' la vicenda della Cunsky all'epoca. Ora e' la responsabile per l'ambiente di Confindustria (domani altro scoop di Andrea Palladino sul Manifesto!)....

Lo scontro si fa durissimo. Noi non ci tireremo indietro, ma e' bene che tutti i democratici, le Associazioni, i Movimenti e le organizzazioni dei lavoratori siano vigili perche' ora piu' che mai con questo governo corrotto e corruttore e con queste connessioni ormai evidenti con le varie mafie qualsiasi colpo di coda violento e' possibile.

Grazie ad Andrea Palladino per questo scoop straordinario e per il grande lavoro di documentazione e riscontro pubblicato sul Manifesto. Sul numero di domani un altro capitolo di questa terribile vicenda. Da seguire con estrema attenzione...

Antonio (Mail List Medicina Democratica)



Andrea Palladino (da il Manifesto.it)
Ritrovata la nave dei veleni


E' stato filmato oggi pomeriggio a 483 metri di profondità, a 20 miglia al largo di Cetraro (Cosenza), il relitto della nave fantasma, il cui naufragio non era mai stato dichiarato.
Si tratterebbe della Cunski, uno dei vascelli dei veleni affondati nel Mediterraneo, carichi di rifiuti tossici e radioattivi. La conferma del ritrovamento
è appena arrivata dall'assessore regionale Silvestro Greco. “Ora vogliamo la verità, vogliamo che il governo ci dica dove sono le altre navi”, ha commentato Greco a il manifesto che per primo ha rivelato l'esistenza della nave sul fondo del mare.
I dati della nave Cunski – ufficialmente smantellata il 23 gennaio 1992 – sono assolutamente compatibili con quanto documentato dal robot sceso oggi nelle acque calabresi.
C'è infine una storia libanese che lega le quattri navi coinvolte nel racconto del pentito Fonti: la Jolly Rosso – che si è arenata ad Amantea il 14 dicembre 1990 – la Cunski e le altre due navi fantasma, la Voriais Sparadis e la Yvonne A. I quattro vascelli furono utilizzati tra il 1988 e il 1989 per una operazione di recupero di rifiuti tossici nella zona cristiana del Libano, con la supervisione del governo e i soldi della cooperazione.
Elementi che il manifesto racconterà sul numero in edicola il 13 settembre, aggiungendo nuovi tasselli alla storia delle navi dei veleni, che in molti vorrebbero dimenticare.

venerdì 11 settembre 2009

Unanimità


Il Ministro Bondi risponde ad una domanda di Mattia Feltri (inviato de La Stampa).

Intervistatore. Fini dice che c'è poco dibattito (nel Popolo delle libertà ndr)
Bondi. Non c'è poco dibattito: c'è unanimità.


Pensierino. Quel che preoccupa è il candore dei gregari.

giovedì 10 settembre 2009

Erlkönig (Schubert-Goethe)




Chi cavalca così tardi di notte e nel vento
E' il padre con suo figlio
Con gioia tiene il bambino in braccio
Lo tiene con sicurezza, lo tiene al caldo
Bambino mio, cosa racchiudi, così timoroso il tuo volto?
Non vedi padre il re di Erl?
Il re di Erl con la corona e la coda?
Bambino mio, è una striscia di nebbia

Mio amato bambino, vieni a giocare con me
Proprio a un bel gioco giocherò con te
Alcuni fiori colorati sono sulla spiaggia
Mia madre ha qualche veste dorata

Padre mio, padre mio non senti
Quello che il re di Erl sommessamente mi promette?
Stai calmo, resta calmo figlio mio
Nelle foglie secche stormisce il vento

Vuoi venire con me bel fanciullo?
Mia figlia dovrebbe già aspettarti
Mia figlia guida il Reno notturno
E ti cullano, danzano e cantan

Padre mio, padre mio, e non vedi là
La figlia del re di Erl in quel luogo buio?
Bambino mio, Bambino mio lo vedo perfettamente
Brilla il vecchio Salice così tetro

Ti amo, mi eccita la tua bella figura
Ma tu non sei ben disposto, così uso la forza
Padre mio, padre mio, ora mi afferra
Il re di Erl mi ha fatto male!

Il padre si spaventa, cavalca velocemente
Tiene nelle braccia il bambino gemente
Raggiunge la corte con fatica e pena
Nelle sue braccia il bambino era morto.

lunedì 7 settembre 2009

Amelia Rosselli, Chi l'ha inventata questa bugia

Mi sforzo, sull'orlo della strada
a pensarti senza vita
Non è possibile, chi l'ha inventata questa bugia
(Amelia Rosselli, Le poesie, Garzanti, p.14)

Controcanto (mio)
Non ho nessuna difficoltà, sull'orlo della strada
a pensarti piena di vita
E' possibile, chi l'ha inventata questa bugia?


Janas aggiunge
mi trovo indecisa, sull'orlo della strada
a pensarti ora vuota e ora piena di vita
è possibile, (e in quanto possibile) chiunque potrebbe inventare questa bugia e questa verità 



Pensierino. Uomini che è impossibile pensare senza vita ed altri che sono morti pur se biologicamente vivi. La vita e la morte inventano bugie alle quali noi possiamo credere o ribellarci.

Ricky Fante, It Ain't Easy

Per cominciare bene, un Lunedì mattina. Cliccare sul titolo per l'ascolto (dopo aver messo in pausa la musica del blog sulla destra). Buona giornata.

sabato 5 settembre 2009

Un giudizio estetico del "Piano casa" di Carlo Emilio Gadda

da La cognizione del dolore
Poiché tutto, tutto! era passato pel capo degli architetti pastrufaziani (*), salvo forse i connotati del Buon Gusto. Era passato l'umberto e il guglielmo e il neo-classico e il neo-neoclassico e l'impero e il secondo impero; il liberty, il floreale, il corinzio, il pompeiano, l'angioino, l'egizio-sommaruga e il coppe-dè-alessio; e i casinos di gesso caramellato di Biarritz e d'Ostenda, il P.L.M. e Fagnano Olona, Montecarlo, Indianòpolis, il Medioevo, cioè un Filippo Maria di buona bocca a braccetto col Califfo: e anche la Regina Vittoria (d'Inghilterra), per quanto stravaccata su di un'ottomana turca: (sic). E ora vi stava lavorando il funzionale novecento, con le sue funzionalissime scale a rompigamba, di marmo rosa: e occhi di bue da non dire, veri oblò del cassero, per la stireria e la cucina; col tinello detto office: (la qual parola esercitava un fascino inimmaginabile sui novelli Vignola di Terepàttola). Coi cessi da non poterci capire se non incastrati, tanto razionali erano, di cinquantacinque per quarantacinque; o, una volta dentro, da non arrivar nemmeno al sospetto del come potervisi abbandonare: cioè a manifestazione alcuna del proprio libero arbitrio. Ché, per quanto libere, sono però talvolta impellenti dimandano, comunque, un certo volume di manovra. Con palestra per i ragazzi, se mai volessero cavarsi lo sfizio; non parendogli essere abbastanza flessuosi e snodati tra una bocciatura e l'altra, tra il luglio e l'ottobre. Con tetto a terrazzo per i bagni di sole della signora, e del signore, che aspiravano già da tanto tempo, per quanto invano, sia lei che lui, alla bronzatura permanente (delle meningi), oggi così di moda. Con le vetrate a ghigliottina uno e sessanta larghe nel telaio dei cementi, da chiamar dentro la montagna ed il lago, ossia nella hall alla quale inoltre conferiscono una temperatura deliziosa: da ova sode.
(*) dal milanese pastrügn facere«far pasticci»

Pensierino . Qual'è il partito più importante in Italia? Non affannatevi a rispondere! E' un partito non ufficiale e trasversale che potremmo chiamare "Partito unico del mattone". Vince sempre (dico sempre) le elezioni.

domenica 9 agosto 2009

Scritte sui muri, Lennon, The Jackals

Ho scritto in un post "La realtà è sempre un po' più deprimente della fantasia"...
Mi hanno risposto "Oppure la fantasia è sempre un po’ più incompresa della realtà"

Le sorprese sono a ripetizione. Ero rimasto un po' deluso dal fatto che una scritta apparsa (con una memorabile canzone di Lennon) su un anonimo silos di quelli che si trovano in campagna fosse servita per girare un clip per un gruppo rock (The Jackals). In realtà questo gruppo di giovani musicisti ha reagito alla mia delusione rivendicando la loro "battaglia" contro la monotonia della provincia.
Trovi qui la loro "rivendicazione" accorata, forte, cocciuta e non posso che augurare loro di continuare a perseguire i loro sogni.
Da parte mia continuo la mia piccola battaglia con il blog che è il mio "antidoto della malinconia".

giovedì 6 agosto 2009

Giovanni Jervis e qualche ricordo

Ricordare Giovanni Jervis è come tornare al 1969 quando, studente spaesato (nel vero senso della parola, era uscito dal paese inoltrandomi nella città) di lettere alla Statale di Milano, preferivo le lezioni tutt'altro che accademiche di uno psicologo [di cui non ricordo il nome, forse un certo Caracciolo] che era riuscito a farsi dare un'aula al Politecnico e lì svolgeva i suoi happening seguitissimi ed assai divertenti. Ricordo quel autunno e inverno e poi la primavera del 1970 delle appassionate discussioni con due amici, nei giardini davanti all'università, che avevano come argomento principale la "normalità", questione centrale (almeno per noi neofiti rimasti tali) della nuova psichiatria con tutte le implicazioni sociali che si portava dietro.
Naturalmente il Manuale critico di psichiatria, che apparirà qualche anno dopo, non poteva che essere l'approdo di questi studi poco ortodossi: lì leggemmo il capitolo finale La normalita e la sua critica che avrebbe dato una sistemata a qualche idea senza toglierci dal nostro eclettismo.

Per di più quei tre giovani (uno ero io, un altro diventerà ingegnere civile e l'ultimo un ottimo magazziniere) che si trovavano al Politecnico erano stati presi da uno spirito missionario e pertanto avevano avuto la grande pensata di non tenersi tutto per sé, ma frettolosamente imbastito in proprio, nella profonda e sonnacchiosa provincia, un vero e proprio corso serale cercando di trasmettere il "verbo" appena rivelato nella grande università della Città. I destinatari di questa "opera di bene" erano altri disgraziati perditempo che non avevano nulla di meglio da fare che apprendere (di seconda mano per di più) i primi rudimenti di psicologia. Quale oscura motivazione li avesse portati a tanto non è dato sapere ancora oggi.

Rimane un po' di nostalgia per lo spirito assolutamente improvvisato ed "ambizioso" degli obiettivi che potevano animare tre giovani. Avevamo la sfrontatezza di guardare molto in alto.

I venti di Mario Vargas Llosa

 Il protagonista di questo libretto di Vargas Llosa si reca una mattina con l'amico Osorio ad una manifestazione contro la chiusura di u...