domenica 9 maggio 2010

Posso infine scordare...


Stimolato  da un pensiero di Giulia sull' "abbassare i muri della solitudine", sgomitolo qualche parola ...

C'è qualcosa di "indicibile" in ognuno, sconosciuto a noi stessi. 
E' un limite invalicabile, è la chiave che andiamo cercando di cui parla Borges in una delle sue ultime poesie [citata su questo blog altre volte]:

...
Posso infine scordare. Giungo al centro,
alla chiave, all'algebra,
al mio specchio.
Presto saprò chi sono.
(Elogio dell'ombra)

Significativo che la sua conclusione sia parallela a quella di Dante nel Paradiso: l'immagine dell' Indicibile, del totalmente Altro e del Nulla (come lo chiamerebbe Turoldo) che andiamo cercando, è il riflesso di sé stessi (dopo aver "scordato" tutto)... 

3 commenti:

  1. è proprio così, solo che Borges e Dante lo esprimono divinamente...
    ciao simona

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  2. x Simona. Si le mie sono paroline messe insieme per dei pensierini... -:)

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  3. Mi piace molto ciò che hai citato e scritto. Chissà davvero se sapremo mai chi siamo...
    Un caro saluto
    Giulia

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