martedì 27 settembre 2011
domenica 25 settembre 2011
sabato 24 settembre 2011
venerdì 23 settembre 2011
E' fuggita l'estate di Arsenij Tarkovskij
E' fuggita l'estate, più nulla rimane.
Si sta bene al sole,
eppure questo non basta.
Una foglia dalle cinque punte
mi si è posata su una mano,
eppure questo non basta.
Né il bene né il male sono passati invano,
tutto era chiaro e luminoso,
eppure questo non basta.
La vita mi prendeva sotto l'ala,
mi proteggeva, mi salvava: ero davvero fortunato,
eppure questo non basta.
Non sono bruciate le foglie, non si sono spezzati i rami,
il giorno è terso come il cristallo,
eppure questo non basta.
Si sta bene al sole,
eppure questo non basta.
Una foglia dalle cinque punte
mi si è posata su una mano,
eppure questo non basta.
Né il bene né il male sono passati invano,
tutto era chiaro e luminoso,
eppure questo non basta.
La vita mi prendeva sotto l'ala,
mi proteggeva, mi salvava: ero davvero fortunato,
eppure questo non basta.
Non sono bruciate le foglie, non si sono spezzati i rami,
il giorno è terso come il cristallo,
eppure questo non basta.
lunedì 19 settembre 2011
I cattolici e l'Unità d'Italia
"L'identità degli italiani, così fortemente radicata nelle tradizioni cattoliche, costituì in verità la base più solida della conquista dell'unità politica". Questo è il passaggio chiave della Lettera agli italiani di Papa Benedetto XVI per il 150^ anniversario dell'Unità d'Italia.
Qualcuno si è leggermente inquietato (per usare un eufemismo) di fronte ad una simile affermazione tanto contraria alla verità storica. Naturalmente non cercate questa persona tra i politici italiani che sono tra i più codini di fronte al Vaticano. Ma anche tra gli intellettuali, che sono (senza usare eufemismi) delle puttane, non troverete nessun coraggioso. La domanda da porre a chi sostiene una simile idea sarebbe semplice : "Ma come. Il Vaticano ha mantenuto in divieto di votare per i cattolici (non-expedit) dal 1868 al 1919 e si è affrettato a stipulare nel 1929 i Patti Lateranensi per risolvere la "questione romana" (praticamente fondando lo Stato della Città del Vaticano) e ci venite a raccontare le favole ?"
Massimo Teodori è tra i pochi che ha alzato il ditino ed ha detto una cosa molto chiara: L'Unità d'Italia è una conquista laica. [ Massimo Teodori, Risorgimento laico, ed. Rubbettino o si può leggere un suo intervento sull'argomento nelle pagine letterarie del Sole 24 Ore di Domenica 11 Settembre 2011].
Qualcuno si è leggermente inquietato (per usare un eufemismo) di fronte ad una simile affermazione tanto contraria alla verità storica. Naturalmente non cercate questa persona tra i politici italiani che sono tra i più codini di fronte al Vaticano. Ma anche tra gli intellettuali, che sono (senza usare eufemismi) delle puttane, non troverete nessun coraggioso. La domanda da porre a chi sostiene una simile idea sarebbe semplice : "Ma come. Il Vaticano ha mantenuto in divieto di votare per i cattolici (non-expedit) dal 1868 al 1919 e si è affrettato a stipulare nel 1929 i Patti Lateranensi per risolvere la "questione romana" (praticamente fondando lo Stato della Città del Vaticano) e ci venite a raccontare le favole ?"
Massimo Teodori è tra i pochi che ha alzato il ditino ed ha detto una cosa molto chiara: L'Unità d'Italia è una conquista laica. [ Massimo Teodori, Risorgimento laico, ed. Rubbettino o si può leggere un suo intervento sull'argomento nelle pagine letterarie del Sole 24 Ore di Domenica 11 Settembre 2011].giovedì 15 settembre 2011
L'Italia l'è malada, ma non cè nessun dottore
Devo dire che i romanzi d'avventura non mi hanno mai interessato. Tanto meno quelli "marinareschi". Eppure, non so per quali strane coincidenze ed influssi incrociati, mi sono imbattuto in questo libro di Conrad, La linea d'ombra. Parlo di "influssi" perché praticamente leggo solo libri che mi consiglia qualcuno o di cui sento parlare con calore e affetto. La migliore pubblicità, per quanto riguarda la lettura, è quella dei lettori appassionati che trasmettono il loro entusiasmo.
Certo c'è più di un motivo per amare questo libro e sicuramente la sua metafora (la nave ferma sul mare che aspetta solo un refolo di vento per potere raggiungere il mare aperto) è molto vicino alla nostra realtà. Una vecchia canzone socialista diceva "L'Italia l'è malada...", ma non c'è nessun "dutur" a guarirla. E così la nave del Capitano Conrad rimane ferma nella bonaccia e l'equipaggio si ammala sempre più.
Certo c'è più di un motivo per amare questo libro e sicuramente la sua metafora (la nave ferma sul mare che aspetta solo un refolo di vento per potere raggiungere il mare aperto) è molto vicino alla nostra realtà. Una vecchia canzone socialista diceva "L'Italia l'è malada...", ma non c'è nessun "dutur" a guarirla. E così la nave del Capitano Conrad rimane ferma nella bonaccia e l'equipaggio si ammala sempre più.
Dopo il tramonto salii di nuovo sul ponte, dove trovai solo un vuoto immobile. Non si riusciva più a distinguere la crosta sottile e informe della costa. La tenebra era sorta tutt'intorno alla nave come una misteriosa emanazione delle acque mute e solitarie. Mi appoggiai al parapetto e porsi l'orecchio alle ombre della notte. Non un suono. La mia nave era come un pianeta lanciato vertiginosamente sull'orbita disegnata in uno spazio di infinito silenzio. Mi afferrai alla battagliola come se il senso dell'equilibrio mi stesse completamente abbandonando. Che assurdità.
J. Conrad, Linea d'ombra, Garzanti p.73
lunedì 12 settembre 2011
Muri di parole
Sempre ho pensato che il nemico fosse altro da me. Mi sbagliavo. Non è una novità (che mi sbagli, intendo), ormai. Tutte le volte ci casco.
Ma, mentre per il "nemico altro da me" so come difendermi, da quello "in me" sono disarmato, non so che fare, mi sento tradito, indifeso, sconfitto in partenza.
E la stessa cosa è capitata con un ragazzo che conosco, pochi giorni fa, quando mi ha parlato. Avevo nella testa che fosse " forte, adulto, maturo". Mi confida di essere fragile, insicuro, timoroso di tutto, in particolare del futuro. Penso, allora, che qualcosa non ha funzionato nella mia generazione se oggi i frutti sono questi. Ma è una pretesa la mia: non abbiamo cambiato il mondo e forse il mondo, alla fine, ha cambiato noi. I cambiamenti sono sempre lunghi e il nostro era un granello nell'ingranaggio. Non potevamo pretendere di più.
Ma ora che rimane di quel granello? Come faccio a spiegargli che , forse, il cambiamento non lo vedrà anche lui, che anche la sua disperazione sarà un granello?
Ma, mentre per il "nemico altro da me" so come difendermi, da quello "in me" sono disarmato, non so che fare, mi sento tradito, indifeso, sconfitto in partenza.
E la stessa cosa è capitata con un ragazzo che conosco, pochi giorni fa, quando mi ha parlato. Avevo nella testa che fosse " forte, adulto, maturo". Mi confida di essere fragile, insicuro, timoroso di tutto, in particolare del futuro. Penso, allora, che qualcosa non ha funzionato nella mia generazione se oggi i frutti sono questi. Ma è una pretesa la mia: non abbiamo cambiato il mondo e forse il mondo, alla fine, ha cambiato noi. I cambiamenti sono sempre lunghi e il nostro era un granello nell'ingranaggio. Non potevamo pretendere di più.
Ma ora che rimane di quel granello? Come faccio a spiegargli che , forse, il cambiamento non lo vedrà anche lui, che anche la sua disperazione sarà un granello?
sabato 10 settembre 2011
martedì 6 settembre 2011
Profumo di donna e non solo...
Entro nella stanza del BeB di Alagna ed un profumo mi assale. La memoria va a mia zia F. , in casa sua c'era questo profumo che non so descrivere, ma che è emerso dalla memoria, nitido, come se avessi di fronte la persona che conoscevo. Forse è fragranza di lavanda, forse potpuorri, ma nelle case di montagna potrebbe essere anche mela cotogna. All'Unione alagnese, dove la sera mi rifugio per mangiare qualche piatto tipico, sulla finestra ci sono vasi di vetro pieni di mele bitorzolute di montagna (bruttissime a vedersi ma profumate), rami di larice odorosi, limoni e rose appassite per "profumare" l'ambiente in modo naturale. Meglio di quei diabolici apparecchi che sembrano andare per la maggiore nelle case che spruzzano essenze artificiali comandati da un temporizzatore dai nomi "inqualificabili" tipo snif, frizzi, puzzastop...
L'odore appartiene a quella parte "antica" del cervello che ci ricollega al nostro passato animale e che è molto sviluppato in me (evitare battute!), non solo per ragioni direi professionali (non ve l'ho mai detto, ma sono un "chimico"). Mi piacciono gli odori ed i profumi ed in genere li "riconosco".
Ecco come ricordo mia zia F..
L'odore appartiene a quella parte "antica" del cervello che ci ricollega al nostro passato animale e che è molto sviluppato in me (evitare battute!), non solo per ragioni direi professionali (non ve l'ho mai detto, ma sono un "chimico"). Mi piacciono gli odori ed i profumi ed in genere li "riconosco".
Ecco come ricordo mia zia F..
domenica 4 settembre 2011
Il (perfido) pescatore e la trotella
TRADUZIONE ITALIANA
In un chiaro ruscelletto,
guizzava lieta e svelta
la trota capricciosa,
veloce come una freccia.
Io stavo sulla riva
e osservavo in dolce calma
il bagno del bel pesciolino
nel limpido ruscelletto.
Un pescatore con la lenza
si mise sulla sponda
e guardò, a sangue freddo,
dove andava il pesciolino.
Fin che l'acqua chiara,
pensavo, non verrà meno,
non potrà catturare la trota
col suo amo.
Ma infine al disonesto
l'attesa sembrò lunga. Rese
il ruscello torbido, il perfido,
e prima che me ne accorgessi,
fece scattare la sua lenza,
il pesciolino si agitava, preso,
ed io col sangue sconvolto
guardai la vittima ingannata.
(traduzione di Amelia Maria Imbarrato)
Iscriviti a:
Post (Atom)
I venti di Mario Vargas Llosa
Il protagonista di questo libretto di Vargas Llosa si reca una mattina con l'amico Osorio ad una manifestazione contro la chiusura di u...
-
Lascia la spina Lascia la spina cogli la rosa; tu vai cercando tu vai cercando il tuo dolor. Lascia la spina cogli la rosa; tu vai cercando ...
-
Bellissimo e innocente colore, il bianco, ma nella sua purezza quanti spaventi s'annidano. "Obscur comme un lys", scrisse una ...









