giovedì 15 settembre 2011

L'Italia l'è malada, ma non cè nessun dottore

Devo dire che i romanzi d'avventura non mi hanno mai interessato. Tanto meno quelli "marinareschi". Eppure, non so per quali strane coincidenze ed influssi incrociati, mi sono imbattuto in questo libro di Conrad, La linea d'ombra. Parlo di "influssi" perché praticamente leggo solo libri che mi consiglia qualcuno o di cui sento parlare con calore e affetto. La migliore pubblicità, per quanto riguarda la lettura, è quella dei lettori appassionati che trasmettono il loro entusiasmo.

Certo c'è più di un motivo per amare questo libro e sicuramente la sua metafora (la nave ferma sul mare che aspetta solo un refolo di vento per potere raggiungere il mare aperto) è molto vicino alla nostra realtà. Una vecchia canzone socialista diceva "L'Italia l'è malada...", ma non c'è nessun "dutur" a guarirla. E così la nave del Capitano Conrad rimane ferma nella bonaccia e l'equipaggio si ammala sempre più.

Dopo il tramonto salii di nuovo sul ponte, dove trovai solo un vuoto immobile. Non si riusciva più a distinguere la crosta sottile e informe della costa. La tenebra era sorta tutt'intorno alla nave come una misteriosa emanazione delle acque mute e solitarie. Mi appoggiai al parapetto e porsi l'orecchio alle ombre della notte. Non un suono. La mia nave era come un pianeta lanciato vertiginosamente sull'orbita disegnata in uno spazio di infinito silenzio. Mi afferrai alla battagliola come se il senso dell'equilibrio mi stesse completamente abbandonando. Che assurdità. 
J. Conrad, Linea d'ombra, Garzanti p.73

2 commenti:

  1. Caro Guglielmo, la citazione è appropriata, speriamio soltanto di non affondare

    Maurizio
    Cartatadiresche.blogspot
    Praticamente anonimo

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  2. l'Italia è moribonda e la cosa triste è che è come un fumatore che si ammala di enfisema...

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