lunedì 8 giugno 2009

Non ero né vivo né morto

T.S. Eliot

...non ero né vivo né morto, e non sapevo nulla, mentre guardavo il silenzio, il cuore della luce.

da "La terra desolata", T.S. Eliot

Pensierino. Guardare il silenzio e vederlo equivale a specchiarsi nella sua spoglia essenza, una essenza piena di luce non vuota, non è assenza ma presenza; così, quando si è instaurato il silenzio, scompare l'Io che pensa e si è altrove, né vivi né morti. 


1 commento:

  1. Bello.
    M'è venuto in mente il famoso Sutra del cuore.
    Circa:

    "Puro sentire, che attinge al cuore di tutte le cose,
    fermo nell'intuizione perfetta
    vede fluttuare disciolte
    le cinque mutevoli
    soglie dell'io,
    e recide la pena
    che tutti accomuna.
    Ogni fenomeno affiora
    dall'insondabile abisso,
    che cela e trascende gli opposti:
    la Vacuità.
    La forma è vuoto,
    il vuoto è forma,
    ininterrotte, nella vastità cangiante,
    trapassano le sensazioni,
    le percezioni,
    le nostre interiori reazioni,
    e l'ampio dominio chiamato Ego.
    Non ha consistenza
    la serie infinita di tutte le cose,
    non esistono nascita
    e dissoluzione,
    non c'è purezza né macchia,
    né crescita, né diminuzione.
    E dunque, nel vuoto,
    insostanziale è ogni forma,
    ogni interno richiamo
    della mente e dei sensi,
    ogni moto attivato
    dalla volontà
    e dalla coscienza evocato.
    Illusorio è lo specchio dei sensi,
    gli occhi, la lingua, il naso, le orecchie,
    il corpo e la mente,
    non possiede vita a sè stante
    l'aspetto o il sapore,
    il suono o l'odore,
    il tatto o l'oggetto mentale.
    Se dunque è apparente ogni cosa
    e senza una propria sostanza,
    non c'è da pensare che esista ignoranza
    o di essa possibile fine,
    e vecchiaia è illusione e la morte,
    come pure la loro estinzione.
    Ma se pur non c'è causa di pena,
    non cessa la pena del mondo,
    nè vale, per estinguerla, Nobile Via,
    perchè vuoto è ogni conseguimento
    o completa rinuncia alla quale approdare.
    Così, l'essere emerso dal buio,
    compenetrato della Visione Profonda,
    non ha il cuore e la mente ostruiti,
    non alberga paura,
    e sciolto da ogni illusorio richiamo
    può riconoscersi libero, infine.
    E chi, nell'immoto fluire del tempo,
    si è aperto al puro sentire,
    realizza il supremo risveglio.
    Conosci ora il cuore della Visione Profonda:
    è il grande mantra incantato,
    magia splendente
    e suprema,
    l'incomparabile mantra,
    che scioglie ogni pena.
    Non c'è inganno, ma rivelazione,
    nel mantra che esprime l'essenza
    dell'unico Vero
    con queste parole:

    Andare, andare oltre,
    approdare al di là,
    nel cuore radiante e perfetto
    del puro Risveglio:
    adesso!"

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