Circa:
"Puro sentire, che attinge al cuore di tutte le cose,
fermo nell'intuizione perfetta
vede fluttuare disciolte
le cinque mutevoli
soglie dell'io,
e recide la pena
che tutti accomuna.
Ogni fenomeno affiora
dall'insondabile abisso,
che cela e trascende gli opposti:
la Vacuità.
La forma è vuoto,
il vuoto è forma,
ininterrotte, nella vastità cangiante,
trapassano le sensazioni,
le percezioni,
le nostre interiori reazioni,
e l'ampio dominio chiamato Ego.
Non ha consistenza
la serie infinita di tutte le cose,
non esistono nascita
e dissoluzione,
non c'è purezza né macchia,
né crescita, né diminuzione.
E dunque, nel vuoto,
insostanziale è ogni forma,
ogni interno richiamo
della mente e dei sensi,
ogni moto attivato
dalla volontà
e dalla coscienza evocato.
Illusorio è lo specchio dei sensi,
gli occhi, la lingua, il naso, le orecchie,
il corpo e la mente,
non possiede vita a sè stante
l'aspetto o il sapore,
il suono o l'odore,
il tatto o l'oggetto mentale.
Se dunque è apparente ogni cosa
e senza una propria sostanza,
non c'è da pensare che esista ignoranza
o di essa possibile fine,
e vecchiaia è illusione e la morte,
come pure la loro estinzione.
Ma se pur non c'è causa di pena,
non cessa la pena del mondo,
nè vale, per estinguerla, Nobile Via,
perchè vuoto è ogni conseguimento
o completa rinuncia alla quale approdare.
Così, l'essere emerso dal buio,
compenetrato della Visione Profonda,
non ha il cuore e la mente ostruiti,
non alberga paura,
e sciolto da ogni illusorio richiamo
può riconoscersi libero, infine.
E chi, nell'immoto fluire del tempo,
si è aperto al puro sentire,
realizza il supremo risveglio.
Conosci ora il cuore della Visione Profonda:
è il grande mantra incantato,
magia splendente
e suprema,
l'incomparabile mantra,
che scioglie ogni pena.
Non c'è inganno, ma rivelazione,
nel mantra che esprime l'essenza
dell'unico Vero
con queste parole:
Andare, andare oltre,
approdare al di là,
nel cuore radiante e perfetto
del puro Risveglio:
adesso!"
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