domenica 25 ottobre 2009

Ho perso varie cose (anche la memoria)

(…) Ho perso varie cose, a Buenos Aires. Per la fretta o la sfortuna, nessuno sa dove siano andate a finire. Me ne sono andato con qualche vestito ed una manciata di fogli.
Non mi lamento. Con tante persone perdute, piangere per le cose sarebbe come mancare di rispetto al dolore.
Vita nomade. Le cose mi accompagnano e se ne vanno.
Le ho di notte, le perdo di giorno. Non sono prigioniero delle cose; loro non decidono nulla. Quando mi sono separato da Graciela, ho lasciato la casa di Montevideo intatta. Là sono rimaste le conchiglie cubane e le spade cinesi, gli arazzi del Guatemala, i dischi e i libri e tutto il resto. Portarmi via qualcosa sarebbe stata una truffa.
Tutto ciò era suo, tempo condiviso, tempo a cui sono grato; e me ne sono andato alla ventura, verso l’ignoto, pulito e senza pesi. La memoria conserverà ciò che ne sarà degno. La memoria sa di me più di quanto ne sappia io; e lei non perde ciò che merita di essere salvato.
Febbre delle mie viscere: le città e la gente, staccatesi dalla memoria, navigano verso di me: terra dove sono nato, figli che ho avuto, uomini e donne che mi hanno accresciuto l’anima (…).






Pensierino. Dice di sé Eduardo Galeano: "Sono uno scrittore ossessionato dal ricordo, soprattutto dal ricordo del passato dell'America e, in particolare, dell'America Latina, terra amatissima condannata all'amnesia". Stessa condanna ad un altro paese del sud Europa, ma non ricordo quale...

10 commenti:

  1. Ho letto tutti i libri di Galeano perché mi piace molto, ma detesto chi andando via da una casa lascia le sue cose! Ma il tuo tema è un altro e direi che l'altro Paese di cui non ricordi il nome, si sia auto-condannato all'amnesia.

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  2. Penoso "portarsi via le proprie cose" andandosene da una casa, quasi che non ci sia mai stata una vera condivisione e ci siano ancora "le mie e le tue cose" -:(((

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  3. ma chi lascia le proprie cose è come se tenesse ancora un piede lì e invece non è così, dipende dall'angolazione, chi resta potrebbe trovare molto doloroso imbattersi nelle cose di chi se ne è andato e soffrire di essere diventata l'archivista della vecchia vita...Il giudizio varia se chi andandosene sbatte la porta oppure saluta con un arrivederci...

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  4. si questione di punti di vista, Arnica...

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  5. io invece di Galeano non ho letto niente! consigliami un libro
    marina

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  6. @Marina. Chiedi ad Arnicamontana che ha letto tutto di Galeano. Io ti potrei consigliare solo il suo libro più venduto "Memorie del fuoco" -:)))

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  7. Bè, può non essere male, perdere la memoria.
    :-)
    C'è un detto di un famoso psicoanalista, Bion, riguardo all'assetto di ascolto da avere in seduta ma non solo: "Senza memoria e senza desiderio."

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  8. @Rom. Non essendo psicanalista, mi posso permettere la memoria -:)))

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  9. Anch'io non mi sento prigioniera delle cose...e trovo giusto che restino nel luogo dove si trovano...(posto che io attribuisca alle cose un loro posto...per me non ne hanno!! :))) qualcuno lo chiama disordine!! in realtà le lascio libere!! così se le ritrovo ..sono loro che si lasciano trovare, e se spariscono definitivamente dalla mia vita..le lascio andare!
    Qualcuno ha detto che per lasciare spazio al nuovo, bisogna inevitabilmente togliere il vecchio...non si può partire per nuove esperienze e nuova vita con lo zaino pieno!!
    appesentirebbe il viaggio!!
    E poi il fascino delle cose è legato al luogo dove si trovano e dove le ricordiamo...portale via da li, significa svuotarle di significato!!

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  10. @Janas. Hai ragione: è come il vino, se lo bevi sul posto di produzione ha un sapore, un profumo diverso (e spesso buono), lo porti a casa e cambia (e spesso non è più buono) -:)))

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