martedì 12 agosto 2008

Da Elogio dell'ombra di Jorge Luis Borges

Leggenda

Abele e Caino s'incontrarono dopo la morte di Abele. Camminavano nel deserto e si riconobbero da lontano, perché erano ambedue molto alti. I fratelli sedettero in terra, accesero un fuoco e mangiarono. Tacevano, come fa la gente stanca quando declina il giorno. Nel ciclo spuntava qualche stella, che non aveva ancora ricevuto il suo nome. Alla luce delle fiamme, Caino notò sulla fronte di Abele il segno della pietra e lasciando cadere il pane che stava per portare alla bocca chiese che gli fosse perdonato il suo delitto.
Abele rispose:
- Tu mi hai ucciso, o io ho ucciso te ? Non ricordo più; stiamo qui insieme come prima.
- Ora so che mi hai perdonato davvero, - disse Caino, - perché dimenticare è perdonare. Anch'io cercherò di scordare.
Abele disse lentamente:
- E' così. Finché dura il rimorso dura la colpa.

4 commenti:

  1. Mumble mumble... nel mio caso il rimorso è sempiterno... come fare? ;) Sara

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  2. a Sara... Cosa avrai mai commesso di più tremendo che uccidere un fratello ? Il problema che il senso di colpa sembra sia (ormai) una malattia endemica -:)

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  3. o maaaaaaaaaaaaaa...ragazzi cm parlate!?

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  4. @Anonimo. Non capisco anch'io come scrivi. Siamo pari. Ciao

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