sabato 31 gennaio 2009

Una lettera, una poesia

Scusa se ti scrivo. Ci conosciamo appena. Ma la poesia va letta ad alta voce e le mie orecchie non sentono. C'è bisogno che qualcuno mi racconti cosa sente e forse anch'io allora comincerò a sentire.
Leggo da Per un sentiero chiaro di Fabrizia Ramondino:

Puntualizzazioni

Il mio stare
- scusate la puntualizzazione -
non è come usa dire oggi
depressione.
E' interrogare
senza speranza di risposta
né - dio ne scampi -
attesa di precisazioni.


Cosa senti? Io sono confuso. Le domande erano forse sbagliate?
Aspettare precisazioni, poi, che pretesa. Perché qualcuno dovrebbe fornircele?
Dimmi, cosa hai sentito?

3 commenti:

  1. nel leggere la poesia, credo che l'autore voglia spiegare che la sua inquietudine, non nasce da uno stato depressivo, ma dalla percezione di sapere che le sue domande (e qui certo bisogna vedere di che domande stiamo parlando..) non avranno risposta..poi quel "dio ne scampi attesa di precisazioni", fa tanto pensare che lui non solo non le attende precisazioni, ma poichè ha già dato per scontato, che le domande non avranno risposta, chiunque si cimenti in precisazioni..lui le percepirebbe come banalità!

    forse le domande senza risposta sono quelle universali, chi siamo? da dove veniamo? esiste dio? esiste la vita dopo la morte?
    a me personalmente quelle che mi gettano nell'inquietudine sono:
    - Qual'è il senso della vita?
    - Se c'è un senso, io sto seguendo la strada giusta?

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  2. Invece delle domande ultime (troppo impegnative!) mi fermerei a quelle penultime che già mi danno da pensare -:) Grazie , comunque, janas per il tentativo...

    guglielmo

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  3. .. arrivata qui cercando immagini. Anzi, una, con la nebbia.Forse l'ho trovata qui.
    Hai ragione, sono in un bel pastiche :) perchè ora ho fretta e non posso rilassarmi. Allora faccio che ripasso con calma. Intanto penso alle parole di Fabrizia.
    A presto
    Ars

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