venerdì 3 aprile 2009

Equivoci

Parlare di equivoci in amore è d'obbligo. Forse l'amore stesso si base su un equivoco: si pensa di amare un uomo o una donna per l'immagine che abbiamo di lei o di lui, ma quell'immagine (non parlo evidentemente solo di quello che si vede) è una costruzione nostra. Naturalmente una costruzione che l'altro ha, come dire, "promosso" in qualche modo per accondiscendenza o più semplicemente per voglia di piacere: un rapporto costruisce ruoli nei quali i due partner recitano una loro parte. Una parte che come in ogni buona sceneggiatura non può che avere un suo sviluppo quasi naturale. Così non deve sollevare alcun stupore che le stesse persone "diventano" in situazioni diverse, persone diverse. Certo, come in ogni commedia, gli attori hanno le loro preferenze a scegliere una parte piuttosto che l'altra: si sceglie quella più "congeniale" per il proprio carattere, inclinazioni, età, temperamento ecc. Quelli più duttili riescono ad adattarsi a più ruoli e passano con disinvoltura dal comico al drammatico, dalla commedia brillante all'horror, dal "buono" al "cattivo". Quelli più "rigidi" si specializzano in un genere o personaggio con esiti davvero sorprendenti. Avete presente il vecchietto nei film western che mastica tabacco e sputa? Ottimi caratteristi che facevano solo quella parte lì. Bravissimi!

Ma perché allora parlare di equivoci se quella è una "parte" in qualche modo assegnata? Uno deve solo farla bene e fino in fondo e guai se svela l'arcano strappando il sipario e facendo vedere cosa c'è dietro la commedia: la rappresentazione cade nel ridicolo, il pubblico rumoreggia, gli attori si impapinano e non ricordano più le batture e finisce nei fischi generali, con lancio di verdura sul palco.
Ecco! Oggi avrei bisogno di molta verdura assortita.

3 commenti:

  1. Ecco, sì, verdura a volontà anche per me.

    :-)

    p.s.
    Mi piace molto quello che hai scritto, in particolare la prima parte, argomento che mi sta molto a cuore.
    Grazie

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  2. Qué bonita música. Me gusta "Piensa en mí".
    Saludos

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  3. E' colui che ama che ha bisogno dell'immagine ideale e l'altro si adegua a quello che viene richiesto, per essere così amato. Abbiamo bisogno di ciò che non abbiamo, così più che verdure, direi che la ciliegina sulla torta per tutti, sarebbe quella di imparare ad amare gli altri per quello che sono, ma questo richiede un forte amore per noi stessi. Soffrire in amore mi ha insegnato a capire che non mi amavo abbastanza. Un abbraccio

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