Parlò con Dio nell'oscurità: «Se in qualche modo esisto, se non sono una delle tue ripetizioni e delle tue errata, esisto come autore dei Nemici. Per condurre a termine questo dramma, che può giustificarmi e giustificarti, chiedo ancora un anno. Accordami questi giorni, Tu a cui appartengono i secoli e il tempo».
Era l'ultima notte, la più atroce; ma dieci minuti dopo, il sonno l'annegò come un'acqua scura.
Verso l'alba, sognò d'essersi rifugiato in una delle navate della biblioteca del Clementinum.
Un bibliotecario dagli occhiali neri gli domandò: - Che cerca? -
Hladik rispose: - Cerco Dio -.
Il bibliotecario disse: - Dio è in una delle lettere d'una delle pagine d'uno dei quattrocentomila volumi del Clementinum. I miei padri e i padri dei miei padri hanno cercato questa lettera; io sono diventato cieco a cercarla -.
Si tolse gli occhiali e Hladik gli vide gli occhi, che erano morti.
Un lettore venne a restituire un atlante. - Quest'atlante è inutile, - disse, e lo dette a Hladik.
Questi l'apri a caso. Vide una carta dell'India, vertiginosa. Bruscamente sicuro, toccò una delle lettere più piccole. Una voce che veniva da ogni luogo gli disse: - II tempo per il tuo lavoro t'è stato concesso -. Qui Hladik si svegliò.

Clementinum, edificio edificato nel 1556 da Ferdinando I a Praga
Leggere Borges con la Fitzgerald come colonna sonora è stato davvero.... mmmmh illuminante? (non mi viene altra parola). Cercare l'ordine attraverso la conoscenza all'uomo non serve. Serve l'intuizione. Come nel jazz. O forse la parola giusta non è intuizione.... ma immaginazione? Improvvisazione? Compassione. Passione vissuta insieme agli altri?
RispondiEliminaCaro Guglielmo è vero che scegliere di vivere dove non esiste la nebbia, ti toglie un pò di fantasia,ma anche nella luce accecante si possono sognare mondi magici dove esistono uomomi speciali, per esempio; uomini da amare cpme quelli descritti da Ella F.
Ciao
@Fraleforever. Il blog è uno strumento divertente: puoi davvero fare accostamenti e salti logici bizzarri. Se poi ci metti anche del tuo meglio. Sulla nebbia e sulla luce accecante la partita è aperta: aspetto pensieri accecanti...
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