venerdì 20 marzo 2009

Incontri tra generazioni 2

Devo dire che in paese tutti conoscono tutti e non è molto difficile scoprire il nome di questa o quella ragazzina.
Poniamo il caso che l'abbia individuata questa impertinente ragazzina e che voglia, in uno slancio pedagogico, "darle una lezione".

Le cose andrebbero più o meno così.

Io (al telefono) - Signora, scusi se la disturbo, vede... sua figlia mi ha rivolto per strada dei pesanti apprezzamenti, abbastanza imbarazzanti per un uomo della mia età con tanto di capelli bianchi.
Signora (con tono indispettito) - Apprezzamenti? Come si permette di pensare che mia figlia, che è una bambina, possa dire delle cose così ad un vecchio.
Io - E' appunto per questo che le telefono, signora. Mi sono stupito anch'io che una ragazzina che pare così a modo e ben vestita, si permetta di dire cose che non mi permetto nemmeno di ripetere.
Signora - Lei si sbaglia sicuramente, anzi mi dica il suo nome, perché mi sa che è lei che ha infastidito mia figlia: con tutti i depravati che girano in Italia oggi.
Io (affondo) - Senta scusi, ma se fossi stato io ad importunarla la sua bambina perché l'avrei chiamata? Mi sembrava che le potesse interessare un comportamento di sua figlia che, evidentemente, evidenzia qualche problema dovuto a motivi che spetta a lei ed a suo marito affrontare.
Signora - Lasci stare mio marito che se sa una cosa del genere la viene a cercare e la gonfia di botte. Lei è un impertinente, l'ho capita subito, sà? Con quest'aria da finta persona perbene, che si interessa all'educazione delle bambine. Lei, sicuramente, aveva altri fini. Non si permetta di chiamarmi più e stia lontano da mia figlia altrimenti la denuncio.

Commento. Forse è stato meglio il silenzio.

6 commenti:

  1. Sono convintissima anch'io che sia stato meglio il silenzio :)
    Non si può mai sapere a cosa si potrebbe andare incontro...

    Buona giornata,
    Lara

    RispondiElimina
  2. Vabbuò, ma che ci facevano due ragazzine in bicicletta, a quell'ora di mattina,invece di essere a scuola?
    A proposito, Guglielmo, ti manderò una poesia in inglese di Frances Comford, che si poneva domande simili.. e alla quale Chesterton rispose in modo irriverente ma molto British.

    RispondiElimina
  3. Più che incontri mi sembrano "scontri" e pure deludenti! Che dire? Ci vogliamo dilungare sulla solita pappardella del disagio giovanile? Mi dispiace, non ci sto. Mi è sembrato di capire che siamo tutti e due della stessa "ottima annata", non conosco la tua vita ma le generazioni si portano appresso una specie di marchio, quindi mi sento di affermare che siamo stati bravi a rompere con il passato, grandiosi, e nello stesso tempo dobbiamo aver fatto errori che nel tempo abbiamo sottovalutato se la generazione dopo la nostra ha spesso, non sempre per fortuna, figli deficienti e superficiali. Le mie ragazze che hanno avuto totale libertà, ma anche tanto sostegno e che sono cresciute a favole e manifestazioni, a discussioni e vacanze, a lacrime e sorrisi, ma sempre con noi accanto, ora sono due splendide donne che non hanno mai avuto la necessita di stuzzicare un adulto per provare un brivido di piacere!

    RispondiElimina
  4. Se il silenzio è quello che hai deciso di adottare hai fatto benissimo, però quanto avvilisce assistere a queste scene! Gente calata nella realtà solo quando si tratta di aver paura dell'altro, solo quando ci si può costruire su una minaccia, quando permette di rientrare in una categoria di persone di cui "parla la televisione"...E' avvilente, e la maleducazione impera, io ci sarei stata malissimo! Un saluto solidale

    RispondiElimina
  5. Buona sera Guglielmo, sono venuto qua dopo aver letto un tuo commento che mi è parso interessante. Anche il blog lo è mi pare ad un primo approccio; ma non sono qua per farti complimenti che suonerebbero male dopo così breve tempo. Volevo dirti che io, personalmente, non avrei fatto mai quella telefonata; forse se ci fosse stato un rapporto più confidenziale con la famiglia della ragazza avrei cercato il modo d'affrontare il problema con i suoi genitori. Ma così, scusami, che ti aspettavi? Le ragazzine sono le stesse del post precedente credo, simili nella loro disarmante e triste arroganza a molte altre di diverse regioni italiane. le considerazioni sulle differenze generazionali qui, a parer mio c'entrano poco, troppo eccessiva e squaiata la reazione davanti ad un uomo adulto; penserei piuttosto ad un grave problema culturale e familiare...di bene in meglio.
    Ps: sono poi rimasto più a lungo qui da te per via della colonna sonora. Ciao

    RispondiElimina
  6. Grazie per il tuo commento, ha innescato una piacevole conversazione. Ho risposto da me, se vuoi leggere.

    RispondiElimina

I commenti non sono moderati. Si confida nei lettori che vogliono lasciare una traccia del loro passaggio.